La crepa.

fonte: Museo Diocesano – Milano

La voce suadente di Cohen è come l’abbraccio di un padre. Consola e dà speranza, invitandoti a non ricercare la perfezione ma a capire che la risurrezione è già presente nella tua vita. Basta accogliere ogni evento, soprattutto quelli più dolorosi, come fonte di luce e dunque di rinnovamento: “C’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce.”

Zingonia Zingone

Grazie al Blog amico Cinque passi al Mistero.

Visualizza QUI il video della canzone ANTHEM

ANTHEM

The birds they sang
at the break of day
Start again
I heard them say
Don’t dwell on what Continua a leggere

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Manca. Ma questo è il mio Te Deum!

Di che è mancanza questa mancanza,

cuore,

che a un tratto ne

sei pieno?

di che?

…si chiede Mario Luzi in “Di che è mancanza questa mancanza“.

Ce lo siamo chiesto anche noi, tra amici, ragionando attorno al libro di Franco Nembrini “L’avventura di Pinocchio“, proprio qualche sera fa.

Pinocchio, preso per mezzo libro a fuggire il Padre, pardon: il babbo, per l’altra metà si affanna nel cercare di tornare da lui, pardon: da Lui.

E che cercava fuggendo, e poi, tentando di tornare? Quale mancanza, lui, cercava di colmare? Di che mancanza era pieno il suo cuore? Di che mancanza è pieno il mio?

La mancanza è Cristo!

Il cuore è pieno della mancanza di Cristo. Questa è la consapevolezza che ho maturato più… pienamente quest’anno. E di questo ringrazio Dio e gli Amici.

Ma il… bello potrebbe cominciare, comincia,  proprio ora. Il percorso per la Familiarità con Gesù è tutt’altro che lineare. E per questo chiedo aiuto a Dio e agli Amici.

Ma Te, Deum, laudo!

Sogni per un anno.

Attendevamo la riflessione di… stagione del nostro Fausto Corsetti. Ed ecco: Con l’augurio affettuoso di un sereno Anno Nuovo, è oggi giunta e lo ringraziamo per l’amicizia che ci dimostra.

Fausto: possiamo contare su di Te, e naturalmente su tutti gli altri Amici, per esprimere sulle colonne del Betania’s Bar il Tuo Te Deum?

Quando ovunque sovrasta il silenzio e ogni cosa resta avviluppata dal grande freddo non è facile pensare a come sarà il tempo della fertilità, il tempo della pienezza dei frutti. Giocherellare con un seme nella mano che anticipa qualcosa che verrà, che certamente si compirà, ma che ancora non si vede, non si può vedere: promessa di un inedito che accadrà spontaneamente e soltanto al tempo giusto.
Giusto è lo spazio di un quaderno bianco, colmo di fogli vuoti, per raccogliere frammenti di vita che divengono veri quando incontrano, abbracciano i giorni che passano, quando tessono relazioni e vissuti che non si ripetono uguali, che durano, che non si offrono mai in modo scontato o prevedibile.
Tutto inizia fragile, piccolo, inevidente. Tutto passa attraverso Continua a leggere

Pontificale di Natale. Gesù è il Dio con noi.

+ MARIO DELPINI Arcivescovo di Milano:

…Quale egoismo spropositato ha indotto a pensare che l’io è il centro del mondo e il criterio del bene e del male, questo io fragile, smarrito, e insieme arrogante e suscettibile, che non può ammettere d’aver ricevuto la vita e si vanta di potersi dare la morte?

Fratelli, sorelle, non so rispondere alla domanda sul percorso del sentire del nostro tempo, ma non posso tacere la rivelazione di questo Natale. L’uomo può decidere di fare a meno di Dio, ma Dio non può, non vuole fare a meno di ogni uomo, di ogni donna: Dio non è la caricatura assurda che qualche pensatore fantasioso ha tratteggiato. Ecco chi è il nostro Dio: è nato per voi un Salvatore che è Cristo Signore: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia. E il Padre dice al Figlio: il tuo trono, Dio, sta nei secoli dei secoli.

Gesù è il nostro Dio, è il Dio dei vivi non dei morti, Gesù è il Dio che dà vita, Gesù è il Dio che rinnova l’alleanza con gli uomini. Fratelli, sorelle, non cercate il Signore tra i morti, è risorto, siede alla destra del Padre e ci rende partecipi della sua vita. Perciò, fratelli, sorelle, cercate Gesù, pregate Gesù, dimorate in lui perché senza di lui non possiamo fare niente. Questa grande gioia vi annuncio, questa via di salvezza ho la responsabilità di indicarvi, questo solo ho da dirvi: Dio è qui per noi, per me, per te, per darci la sua vita. Il nostro Dio è Gesù, il Figlio che è stato esaltato nella gloria e con la sua gloria avvolge di luce la nostra vita, la nostra vita mortale, per renderci partecipi della sua vita, la vita eterna e felice.

Ecco perché la celebrazione del Natale moltiplica la gioia e aumenta la letizia, perché accogliamo Gesù e Gesù è la nostra speranza, è la nostra pace, è il nostro Dio.

QUI il video dell’omelia completa.

Apologia dell’Imprevisto.

Un imprevisto è la sola speranza.” Con questa citazione  la nostra Gemma commentava un post di qualche settimana fa sulla difficoltà. Ieri l’Amico Stefano Bataloni ha inviato questo biglietto d’auguri. Lo condivido con gli amici del Bar.

Per augurarvi ancora buon Natale ho trovato queste parole dell’amico don Luigi Maria Epicoco:

Il cristianesimo si poggia sua una serie fortunata di imprevisti. Il primo è la nascita di un bambino in una sperduta regione della Giudea. Nascere al tempo di Gesù era un gran rischio…
E’ il rischio che corrono ancora oggi tutti quei bambini che vengono al mondo in quelle regioni della terra dove la globalizzazione ha solo tolto le risorse ma non ha lasciato nessun confort e nessun segno di quella che noi oggi chiamiamo civilizzazione. I bambini poveri nascono non nelle cliniche, ma dove capita. Vengono al mondo per espulsione della natura e non per decisione di qualche parto cesareo. Gesù nasce così. Nasce povero, in uno sperduto villaggio della Giudea di nome Betlemme. E questo bambino non solo fin da subito combatte per restare in vita, nonostante sia nato in una stalla e adagiato in una mangiatoia. Questo bambino nasce già con addosso la taglia dei potenti del tempo. Continua a leggere

Se i nostri governanti, a Natale…

«…Eppure non si può fare a meno di immaginare cosa accadrebbe se lo spirito che si è rivelato qui fosse colto dalle nazioni del mondo. Ovviamente, conflitti devono sempre sorgere. Ma che succederebbe se i nostri governanti si scambiassero auguri invece di ultimatum? Canzoni invece di insulti? Doni al posto di rappresaglie? Non finirebbero tutte le guerre?»

Proponiamo QUI i fatti della “Notte Santa che nel 1914” affratellò soldati di eserciti nemici, Un fatto forse non abbastanza ricordato, da cui fu ricavato il film ” Joyeux Noel – Una verità dimenticata dalla Storia” anno 2005″.  Da non perdere.