Comunicare è donarsi.

La crostata a fette della Signora Corsetti me la immagino così…

Ecco l’Amico Fausto Corsetti e la sua nuova riflessione sul comunicare. Lasciamo parlare lui, anzi, mettiamoci in ascolto. Io trovo sempre da imparare. E così, in qualche modo, potremo anche gustare la crostata di sua Moglie!

Mi piace distinguere il parlare dal comunicare, distinzione utile a mostrare che si può parlare tanto e comunicare poco.
Parlare è relativamente facile ma non è scontato che quel parlare sia una vera comunicazione: tra uomo e donna, tra collega e collega sul posto di lavoro, tra genitori e figli, nei contesti più disparati.
Guardo poco “i piccoli schermi”, di qualsiasi genere, ma, occasionalmente, mi è capitato di assistere a una di quelle trasmissioni televisive che qualcuno ha denominato “monologhi collettivi” nel senso che ognuno dice la sua e viene applaudito esattamente come succede al suo interlocutore che pure viene applaudito, pur avendo detto esattamente il contrario.
Piccole orge della Continua a leggere

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Il talento è solo l’amore.

L’amore è così: più ti doni e prendi il peso degli altri e più la tua vita sarà leggera, perché piena di senso. E’ la “chiave” del post che rilanciamo dal Blog amico Matrimonio cristiano. Donarsi senza risparmio realizza il vero Guadagno: sembrerebbe proprio una formula di Economia…

Matrimonio Cristiano

Oggi prendo spunto dall’omelia preparata dal mio parroco. Un’omelia che mi ha fatto riflettere molto e che. come sempre, cerco di fare mia, che sento rivolta a me, e che mi provoca pensieri e riflessioni personali che mi piace però condividere.

La parabola è quella dei talenti. Una tra le più conosciute e approfondite. Il mio don parte da una domanda: perchè Gesù ha sentito la necessità di proporre questa parabola?

La società in cui viveva Gesù era caratterizzata da una forte idea legalistica di Dio. Chi rispettava la legge, offriva sacrifici e la decima e partecipava alla vita religiosa del tempio era apposto. Non serviva altro. Questo era il più grosso peccato che Gesù rinfacciava a farisei e dottori della legge. Gesù va oltre questa mentalità malata e superficiale. Gesù ci dice altro. Ognuno di noi viene dotato di talenti. Tutti abbiamo questi talenti. I talenti sono l’amore di…

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I Politici santi e i “son casi miei”.

San Tommaso Moro venne dichiarato patrono degli statisti e dei politici da Papa Giovanni Paolo II

Paolo VI proponeva la Politica come più alta forma di Carità.

Si cerca invece di diffondere, provocatoriamente e pervicacemente, l’idea che un politico debba amministrare bene ma, nonostante il ruolo pubblico, non debba rispondere del suo privato con coerenza: sarebbero “casi suoi”.

Giuseppe Toniolo beatificato nel 2012.

Don Luigi Sturzo. Processo di Beatificazione avviato nel 2002.

Alcide De Gasperi (Benedetto XVI: E’ nota “la dirittura morale, basata su un’indiscussa fedeltà ai valori umani e cristiani, come pure la serena coscienza morale che lo guidò nelle scelte della politica”.)  Processo di Beatificazione avviato nel 1993.

Giuseppe Dossetti

Alberto Marvelli. «Non abbiamo fatto niente per le elezioni, dobbiamo lavorare in profondità. In alcuni posti si lavora molto, ma non si fa niente. Bisogna lavorare in grazia di Dio…». Morì a 28 anni. Beatificato nel 2004.

Giorgio La Pira era persona amata ed apprezzata da tutti, anche dagli avversari politici, per la sua coerenza di vita e il suo grande spirito di servizio incarnato nel fare politica per le persone. Processo di Beatificazione avviato nel 1986.

Aldo Moro. Terziario domenicano.

Piergiorgio Frassati. Morì a 24 anni. Beatificato nel 1990.

Igino Giordani. Processo di beatificazione avviato nel 2004.

Domenico Antonio Mangano. Processo di beatificazione avviato una settimana fa.

Enrico Medi.  Processo di beatificazione avviato nel 1993.

Benigno Zaccagnini. (Il Card. Ersilio Tonini:  “la Chiesa ha bisogno di questi santi” e “Zaccagnini era una creatura santa, dalla coscienza nitida. Aveva un rapporto singolare col Signore”.)

Luigi Calabresi

Chissà quanti ancora…

Son casi miei. Mi sembra, per usare un eufemismo, pensiero debole. Continuo a sperare che emergano invece numerosi politici santi. Con tutto il rispetto, ma… “tutti gli altri son nessuno”.

 

Con una «compagnia» così grande da non aver più paura delle stanze vuote.


Bellissimo: Marina Corradi, e non è la prima volta, sembra colloquiare con noi del Bar. E’ infatti stato pubblicato proprio oggi su Avvenire un articolo che mette a tema la solitudine e gli anziani. Il dialogo sembra valorizzare i commenti dei nostri Lucetta e Fausto. E la chiusura, come sempre, è illuminante e decisiva.

Caro Avvenire,
qualche giorno fa tra amici abbiamo parlato della solitudine. È sempre negativa? La si sceglie, la si subisce? Qualcuno ha scomodato Nietzsche, altri Sartre, altri ancora Camus. Le idee erano confuse, ognuno diceva la sua. Tranne uno, chi realmente viveva da solo. Che poi, infastidito dalle nostre elucubrazioni filosofiche, non si è più trattenuto: «Ragazzi, la solitudine è cercare le monoporzioni al supermercato, ritornare a casa e trovare le luci spente, prepararsi il caffè con la moka monotazza, lavarsi i denti con lo spazzolino solitario nel bicchierone, aprire il frigo tristemente semivuoto, brindare da solo, facendo “cin” con la bottiglia. E il tutto nel silenzio, la voce della solitudine ». Nessuno ha aggiunto altro…

Michele Massa Bologna

La solitudine raccontata dall’amico del nostro lettore è tanto vera che mi è parso, leggendo, di sentirla. Come un alito di freddo, addosso. Anche io ho provato, da ragazza, a vivere sola, e mi ricordo come fosse oggi il rumore della serratura e la porta che si spalancava sulla casa muta, identica a quando la avevo lasciata. Accendere la tv, solo per sentire delle voci. Il frigo mezzo vuoto. La spesa, al supermercato, piccola, e gli altri attorno con i carrelli pieni. Salendo le scale, voci e rumori dagli appartamenti degli altri, non dal mio. E quasi una sommessa vergogna nel Continua a leggere