Lo scacciapensieri dei ragazzi d’oggi; ma non sono “vigliacchi e bastardi due volte” (…perché non sono d’accordo con Ernesto Olivero)

Ieri sera, Quaresimale del Venerdì con la testimonianza del fondatore del Sermig Ernesto Olivero: la definizione di giovani che si drogano come di ‘vigliacchi e bastardi due volte’ (in risposta ad una domanda del pubblico) mi arriva come un pugno, dentro ad una serata che parla di misericordia, di chiesa scalza, di forestieri da accogliere.

Perché se è giusta la condanna della droga, se occorre esser chiari con i ragazzi quando prendono decisioni sbagliate, bisogna fare altrettanta attenzione a condannare la persona; i giovani che si drogano sono giovani che sbagliano, non giovani sbagliati!

E il tema va trattato con prudenza, pena il rifiuto ed un messaggio boomerang.

“Sorgenbrecher” (scacciapensieri) è il nome che Freud dava alla droga, di cui fece uso per circa 3 anni. Questa, come annotò in alcuni scritti sull’argomento, ha il potere di scacciare il cattivo umore, donare l’allegria, accrescere la vitalità e l’autocontrollo e, per mezzo di tali effetti, di aiutare l’individuo a sottrarsi alla “pressione della realtà”.

La questione, piuttosto che sul piano della paura, va affrontata su quello che inerisce alla fatica e all’insensatezza del vivere che spesso attanaglia il cuore di un giovane.

Senza un motivo per vivere, senza un fuoco che si accende, senza qualcuno accanto che lo accende per noi, senza la testimonianza concreta che sogni, valori, aneliti, desideri sono abbracciati da un Dio che ci ama, la soluzione a portata di mano può per taluni sembrare il ‘sorgenbrecher’.

E noi come affrontiamo la “pressione della realtà”?

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2 pensieri su “Lo scacciapensieri dei ragazzi d’oggi; ma non sono “vigliacchi e bastardi due volte” (…perché non sono d’accordo con Ernesto Olivero)

  1. Non posso non essere d’accordo con Te, Silvia.
    Si tratta di una battuta ad effetto. Anche se è molto più efficace un Olivero che si assume la paternità di uno, dieci, centinaia di ragazzi salvati dalla Shoah dell’aborto. Bastava questo a definirne generosità e grandezza.
    E allora…? Allora anche chi è invitato a parlare in Chiesa può rischiare di “sgaribaldare”…
    Perché il “pugno nello stomaco” si può permettere di sferrartelo soffrendo ancor prima di te, forse, forse, forse il papà, il tuo migliore amico, il tuo prete; ma solo dopo essersi conquistato totale, totale, totale stima e fiducia.
    Riguardo allo “scacciapensieri”: non ce n’è. La pressione della realtà, da giovani o da grandi, non si anestetizza, si affronta.
    NON DA SOLI.
    (Ma quanto avrò lasciato soli i miei figli?)
    Claudio Baglioni con il padre Riccardo
    Maurizio

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