Padre degno

La vita mi ha sorpreso anche oggi.

È da poco passata la festa del papà e stamane un collega, che da tempo vive un rapporto difficile col figlio adolescente, mi dice che l’ha colpito una frase di Dostoevskij a tal punto che ha sentito il bisogno di ritagliarla dal giornale per tenersela con sè, così che “sai, ogni tanto me la vado a rileggere”.

Dice così: < Colui che genera un figlio non è ancora un padre, un padre è colui che genera un figlio e se ne rende degno>.

Che groviglio c’è dentro il cuore di quest’uomo? Cosa percepisce per sentire il bisogno di condividerlo così?

Perché i padri possono non sentirsi degni?

Cosa intendo io per degno? Forse va recuperato il senso della genitorialità.

Giornata mondiale persone Down. «Quel terrore prima del parto. Ma ha vinto la bellezza»

Ancora bellezza! Ma quanta ce n’è!? (E quanto è importante!?)

Una casa sulla roccia

La piccola Maritè con la madre VeronicaLa storia di Maritè e della sua mamma Veronica: la tentazione dell’aborto, la svolta e un inno alla vita condensata in un libro.

Maritè non è un nome moderno, è un diminuitivo di Maria Antonietta. Maritè è una bambina di cinque anni e vive a Napoli. Maritè è la più piccola della famiglia e ha due sorelline. Maritè frequenta la scuola materna, ama la danza e pratica il nuoto. Maritè ha la sindrome di Down. Ventinove luglio 2011. Manca circa un’ora al parto, epilogo di una gravidanza già molto complicata, quando Veronica Tranfaglia viene informata delle condizioni di salute di chi porta in grembo. «Terrore, ecco, ho provato terrore – racconta –, perché era la prima volta che mi approcciavo al mondo Down e per la schiettezza con cui i medici mi presentarono la situazione, dicendomi: ‘C’è una trisomia del cromosoma 21’. Lì capii che la mia sarebbe stata…

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Pensando alla santità come vita eterna. Niente di meno.

fonte: Shutterstock

“Quando mi avvertiranno che alla fine del mondo non manca che un solo anno, non rinuncerò ad amare mia moglie, ad avere con lei un altro bambino, a fare scoprire agli altri miei cinque figli la poesia di Dante…
Perché so che questa vita non serve per avere un futuro ma perché ciascuno abbia la vita eterna”

– Fabrice Hadjadj –
fonte: “L’Osservatore Romano“, 4 marzo 2011

Lo scacciapensieri dei ragazzi d’oggi; ma non sono “vigliacchi e bastardi due volte” (…perché non sono d’accordo con Ernesto Olivero)

Ieri sera, Quaresimale del Venerdì con la testimonianza del fondatore del Sermig Ernesto Olivero: la definizione di giovani che si drogano come di ‘vigliacchi e bastardi due volte’ (in risposta ad una domanda del pubblico) mi arriva come un pugno, dentro ad una serata che parla di misericordia, di chiesa scalza, di forestieri da accogliere.

Perché se è giusta la condanna della droga, se occorre esser chiari con i ragazzi quando prendono decisioni sbagliate, bisogna fare altrettanta attenzione a condannare la persona; i giovani che si drogano sono giovani che sbagliano, non giovani sbagliati!

E il tema va trattato con prudenza, pena il rifiuto ed un messaggio boomerang.

“Sorgenbrecher” (scacciapensieri) è il nome che Freud dava alla droga, di cui fece uso per circa 3 anni. Questa, come annotò in alcuni scritti sull’argomento, ha il potere di scacciare il cattivo umore, donare l’allegria, accrescere la vitalità e l’autocontrollo e, per mezzo di tali effetti, di aiutare l’individuo a sottrarsi alla “pressione della realtà”.

La questione, piuttosto che sul piano della paura, va affrontata su quello che inerisce alla fatica e all’insensatezza del vivere che spesso attanaglia il cuore di un giovane.

Senza un motivo per vivere, senza un fuoco che si accende, senza qualcuno accanto che lo accende per noi, senza la testimonianza concreta che sogni, valori, aneliti, desideri sono abbracciati da un Dio che ci ama, la soluzione a portata di mano può per taluni sembrare il ‘sorgenbrecher’.

E noi come affrontiamo la “pressione della realtà”?

No, non sei nato finto.

La nostra Gemma ci ha segnalato calorosamente questo articolo.

Lo pubblichiamo volentieri con un unico, universale commento: ABBIAMO SETE D’AMORE CHE SOLO GESU’ CRISTO PUO’ SAZIARE. Per questo preghiamo.

il blog di Costanza Miriano

di Giacomo Bertoni

“I was born this way” scrive orgoglioso Vinny Ohh sotto una foto che ritrae la sua trasformazione in alieno. Evidentemente, Lady Gaga si è scordata di spiegare che non si nasce con silicone, botox e tiranti nel viso. Vinny, ragazzo americano di soli 22 anni, ha già speso oltre 50mila dollari (110 interventi di chirurgia estetica) per assomigliare all’idea di alieno che i film fantascientifici hanno più volte proposto negli anni. Pelle bianchissima, pupille grandi e nere, artigli, assenza di peli. Non va dimenticato che gli alieni sono genderless, quindi sta progettando future operazioni per raggiungere anche questo “obiettivo”.

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Pensando alla santità: il servo di Dio Carlo Acutis.

Carlo è morto di leucemia a 15 anni ma aveva le idee particolarmente chiare riguardo la santità. Qui ci confida alcuni consigli specialissimi per ottenerla velocemente.

1) Bisogna volerlo con tutto il cuore e se non lo desideri ancora devi chiederlo con insistenza al Signore
2) Cerca di andare tutti i giorni alla Santa Messa e di fare la Santa Comunione
3) Ricordati di recitare ogni giorno il Santo Rosario
4) Leggiti ogni giorno un brano della Sacra Scrittura
5) Se riesci fai qualche momento di Adorazione Eucaristica davanti al Tabernacolo dove è presente realmente Gesù così vedrai come aumenterà prodigiosamente il tuo livello di santità
7) Se riesci confessati tutte le settimane anche i peccati veniali
8) Fai spesso propositi e fioretti al Signore e alla Madonna per aiutare gli altri
9) Chiedi continuamente aiuto al tuo Angelo Custode che deve diventare il tuo
migliore amico

fonte: http://www.carloacutis.net/pages/vita.html