Preghiera di Pasqua di Mons. Delpini.

Robeto Ferri “Gesù incontra sua Madre” 2011

Veramente umano e veramente virile l’augurio del nostro amico don Mario Delpini, Vicario Generale della Diocesi di Milano. Qui non si tratta di resistenza passiva. Ci esorta una ventina di volte col verbo RESISTERE usato come sinonimo di RIMANERE. In Gesù. E’ il procedere fino allo squarcio che ci raccomandava già QUI insieme allo “Stacce!” di Stefano Bataloni, insieme al Pianista di Polanski.  Grazie.

STAVANO

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleopa e Maria di Magdala (Gv 19,25)
Resistere. Anche quando sembra di rimanere soli: tutti se ne sono andati, spaventati, scoraggiati, disperati. Resistere anche nella solitudine, perché stare vicini al Signore, seguirlo sulla via dolorosa, continuare a tenere fisso lo sguardo su di lui è la grazia di una amicizia che non delude, è l’ingresso nella comunione che salva, è il rimanere che consente di portare molto frutto.
Resistere. Anche quando il peso della croce da portare è troppo grave, anche quando il dolore scava, nella carne e nell’anima, con una ferita che tormenta. Resistere: ancora un passo, ancora un giorno, ancora, ancora. Resistere anche nel dolore, perché Gesù che cade e riprende il cammino, Gesù che arriva fino alla fine rende partecipi della pazienza sufficiente ancora per questo passo, ancora per oggi.

A man holds onto a tree by the seashore (possibly along the Shore Parkway Greenway) against severe winds during Hurricane Carol’s assault on the Northeastern seaboard, Brooklyn, New York, August 31, 1954. (Photo by Hulton Archive/Getty Images)

Resistere. Anche quando il pensiero si smarrisce, anche quando non ci sono più parole da dire, anche quando tutto appare così insensato, anche quando tutto sembra inutile e il bene che si è fatto è dimenticato e le giuste attese sono irrise. Resistere anche nella desolazione, perché il silenzio di Gesù dice la parola più necessaria e l’ultima ferita di Gesù effonde il Consolatore.
Resistere. Anche quando nessuna attrattiva abita il futuro e la tenebra non lascia intravedere nessuna luce e sembra insensato aspettarsi che domani sarà meglio e che la tragedia possa avere un lieto fine. Resistere anche quando l’arroganza del male dichiara insensata la speranza. Resistere perché la promessa di Gesù è più affidabile di ogni aspettativa e la signoria di Gesù non si arresta alle porte degli inferi, ma le abbatte per sempre.
Resistere. Stare in piedi. Resistere non per la presunzione di essere migliori o per l’esibizione di un eroismo, ma con l’umiltà e la mitezza di chi riceve una forza che non sa di dove venga e si alimenta a una gioia che è, in verità, incomprensibile. Resistere perché consegnati, perché affidati, perché attratti dalla potenza misteriosa dell’Agnello immolato.
Resistere. Resistere non solo per sé, ma anche per gli altri. Resistere perché gli altri contano sulla tua resistenza; resistere perché se anche tu cedi alla rassegnazione si spegnerà una luce e la terra sarà solo più buia; se tu resisti anche nel buio resterà una luce a indirizzare il cammino.
Rimanete in me e io in voi (Gv 15,4): introdotti alla Pasqua di Gesù viviamo di questo mistero e né morte né vita potrà mai separarci dall’amore di Dio in Cristo Gesù, il Signore!
Auguri per un santo e lieto perseverare nella comunione che salva.

+ Mario Delpini

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