Charlie e le domande che vengono a galla

Da settimane sui media si parla del piccolo Charlie Gard, affetto da una rarissima malattia genetica. I medici dell’ospedale inglese dove è ricoverato avrebbero deciso di interrompere la cura intensiva cui è sottoposto, ottenendo l’avallo anche in sede giudiziaria; i genitori, contrari a questa decisione, si sono appellati alla sentenza inglese.

Le ultime notizie, però, dicono che si sarebbero arresi, rinunciando a proseguire cure che sarebbero ‘accanimento terapeutico’ e provocherebbero nuove sofferenze, per uno stadio di malattia ormai irreversibile.

Difficile per i non esperti entrare nella questione medico-scientifica e nei pro/contro della cura alternativa, in un primo tempo prospettata negli Stati Uniti. Non è questo il mio intento.

Mi sono domandata a lungo se fosse giusto scrivere un articolo su Charlie. Quando si dice che serve prudenza, discrezione e rispetto, vuol dire che non se ne deve parlare?

Cosa ci può dire questa vicenda sulla concezione che della vita hanno i cristiani? Anch’essi credono che, davanti a questi casi, nessuno riesca a dare elementi per chiarire una volta per tutte la questione?

Provo a dire quello che ho capito, dai molti articoli letti:

– la ragionevolezza giuridica e clinica non è tutto

– il normare tutto, l’affidare tutte le questioni alla legge …non funziona (!), come pure l’autodeterminazione del soggetto, il singolo che decide tutto di sè (non siamo nell’epoca dell’individualismo spinto?)

chi può ultimamente dire, fossero anche i suoi genitori, che ‘il morire è nel miglior interesse di Charlie’?

– se è Dio l’artefice di tutte le cose, cosa ci sta dicendo, facendoci passare da questa sofferenza?

se anche non ci fosse l’amore dei genitori, quella di Charlie non sarebbe vita degna di essere vissuta? E se uno è solo al mondo, e nessuno gli vuol bene?

La vita di chi crede in Dio non si appella a certi ‘standard accettabili’, ma è misurata solo dall’amore. Per questo, secondo me, morire con dignità, non ha nessuna dignità.

Il problema non è difendere a tutti i costi il diritto dei genitori.

La questione vera è difendere il bene oggettivo, la vita.

Come dice una canzone “keep me searching a heart of gold”, l’uomo cerca un cuore d’oro, incessantemente cerca, tutta la vita, un cuore che lo ami.
Ecco… Dio ama, sempre, pienamente.

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2 pensieri su “Charlie e le domande che vengono a galla

  1. Scusa Silvia!
    Ho pensato a lungo al tuo “post”, l’ho condiviso nel buon-senso e ritengo che meriterebbe il contributo di una risposta sensata ad ogni domanda.
    Io non sono in grado di farlo in maniera lucida e interessante almeno per qualcuno.
    Ma dove chiedi:
    “Quando si dice che serve prudenza, discrezione e rispetto, vuol dire che non se ne deve parlare?”
    sono certo di rispondere “NO!”
    Mi dà un po’ di pace la parabola del grano e della zizzania:

    «Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo.
    Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò.
    Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania.
    Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania?
    Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla?
    No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano.
    Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio».

    Ma non ammorbidisce il mio NO!
    Qualcuno che si accorge del cattivo seme gettato su quello buono e che va a denunciarlo al padrone del campo, nell’esempio evangelico, c’è stato. Voglio continuare a farlo anch’io. Del resto, ai miei tempi :-), si usava giudicare la realtà e, grazie al confronto con gli amici, ci si formava un’opinione… Che ne pensi? Grazie!

    Maurizio

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    • Denunciare, accorgersi della zizzania che cresce… certo è necessario.
      Con pacatezza, ma fermezza.
      Grazie Maurizio, per il tuo essere sempre attento in questo.

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