Benedetto chi viene nel nome del Signore.

Antonietta Porro. Lo scrigno della Memoria. Monsignor Delpini nuovo arcivescovo di Milano. Sono gli ingredienti delle riflessioni di oggi. Ringraziamo per questo post sullo Spirito Santo che viene pubblicato anche sul bollettino della Parrocchia di san Giulio in Barlassina.

Questa volta l’apertura dello scrigno della memoria è stata sollecitata dagli eventi in maniera particolarmente forte, repentina, come quando un colpo di vento impetuoso fa aprire improvvisamente una porta. Così, come un vento impetuoso, lo Spirito del Signore entrò nel Cenacolo: e anche nella storia che sto per raccontare il protagonista vero è lo Spirito Santo.
Ben oltre quarant’anni fa, quando ero matricola di lettere classiche all’Università Cattolica, mi fu chiesto di prestare i miei appunti delle lezioni, una volta che avessi finito di servirmene, ad un giovane sacerdote del Seminario di S. Pietro, mio compagno di corso ma già impegnato nell’insegnamento ginnasiale in Seminario, e dunque talvolta impossibilitato a frequentare personalmente le lezioni. Lo feci con piacere; il giovane sacerdote, una volta consultati gli appunti, me li restituiva puntualmente portandoli di persona a casa mia. Fu così che divenne amico mio e della mia famiglia; negli anni l’amicizia Continua a leggere

Fattore umano…altro che algoritmi (!)

Negli anni universitari uno dei professori che più ricordo con affetto è Severino Salvemini, che mi fece scoprire l’affascinante tema dell’Organizzazione nei contesti aziendali.

Egli è, da sempre, appassionato di cinema ed è bravo a cogliere nei film le dinamiche organizzative presenti nella realtà.

Lo ha fatto anche con “Sully”, film uscito nelle sale la scorsa stagione. Il film di Clint Eastwood mostra tutta la critica ai modelli razionali usati nell’analisi dei processi decisionali.

La prospettiva degli individui non è quella degli algoritmi.

“Essi – cito Salvemini- non conoscono la paura, sono esenti dalle emozioni. Sully è un eroe non solo per quello che ha fatto, ma per come lo ha fatto, Per come ha gestito il fattore umano.”

Questo è ciò che fa saltare tutto, ciò che spesso la ‘scienza’ non ammette.

È ciò che scombina…e che ridà speranza.

La compassione

William Adolphe Bouguereau – Compassion (1897)

Quello che succede nella vita … drammi, fatiche, gioie, soddisfazioni… ti aiutano a capire ogni volta qualcosa in più di te stesso, ad andare sempre più in profondità del tuo essere.

E se riesci a vivere fino in fondo queste esperienze, se riesci, magari anche con l’aiuto di qualcuno, a digerirle e a metabolizzarle, ti accorgi ad un certo punto che la vita ti ha fatto un dono enorme: la compassione!

Mi sono resa conto però che non sempre può risultare un dono gradito … a volte diventa un peso enorme da portare sulle spalle quando il dolore che leggi negli occhi dell’altro arriva a stritolarti le carni, a farti mancare persino il respiro e allora rinunceresti volentieri a questo regalo inatteso e non voluto … poi capisci quanto sei fortunato perchè il sentire l’altro ti porta inevitabilmente e più facilmente a dimenticare te stesso e a vincere la grande battaglia contro l’egoismo.

La malattia dei desideri piccoli.

Permetteteci di sfogliare a nostra volta l’album dei ricordi. Pubblichiamo oggi il testo dell’omelia in occasione della visita di don Mario Delpini alla nostra Chiesa. In questa occasione il nuovo arcivescovo di Milano battezzò il piccolo Luca.

Festa della presentazione al Tempio di NS Gesù Cristo Giornata della vita – Saronno Regina Pacis – 2 febbraio 2014

1. La malattia.
Si è diffusa dappertutto una strana malattia, che sembra pericolosa e contagiosa. Non si sa se abbia già un nome scientifico e una letteratura specialistica. Molti dicono che non c’è una vera e propria cura e che bisogna abituarsi a vivere malati. È una malattia che contagia senza dare dolore; capita persino che i malati non si considerino malati, ma anzi più sani e più fortunati degli altri. Per questo coloro che ne sono contagiati non vanno dal medico, non si preoccupano di farsi curare.
Questa malattia – per dirla con un linguaggio semplice – si chiama la “malattia dei desideri piccoli”. Succede che aumentano gli anni, ma i desideri rimangono piccoli, come se crescesse una gamba e l’altra rimanesse piccola. Si leggono libri sempre più grossi, ma i desideri rimangono Continua a leggere

“Cristiano” non è solo un aggettivo.

Ci fa visita ancora la nostra Antonietta. Oggi ci dona un altro ninnolo che ha conservato per noi nel suo Scrigno della Memoria. Ci parla con passione di lavoro. Lavoro svolto “come Dio comanda”. E del vivere da Cristiani, come Dio domanda… Ricordiamo che le riflessioni di Antonietta sono pubblicate anche sul Bollettino della Parrocchia di san Giulio in Barlassina.

Mia madre mi raccontava spesso delle peripezie che avevano preceduto il momento della mia nascita, tanto che mi sono convinta che, se il buon Dio mi aveva fatta arrivare in questo mondo attraverso una serie di passaggi complicati, questo significava che mi ci voleva proprio…
Un episodio di questi mi è tornato in mente, non per caso, qualche giorno fa. Era la sera della domenica di Calendimaggio di un anno lontano, e mamma, che mi portava in grembo da pochi mesi, stette molto male. Mio padre corse a chiamare il medico, un giovane dottore barlassinese, il quale però si trovava – come era più che legittimo – alla fiera di Calendimaggio con l’allora fidanzata, che di lì a poco sarebbe diventata sua moglie. Mia madre fu accudita come si poteva, finché, dopo le 23, il medico arrivò a visitarla. Certo, erano altri tempi Continua a leggere

Un Buon compleanno.

Andrew Wyeth

Vorrei condividere con gli amici del Bar uno dei regali più belli ricevuti ieri:

PAVESE

Non dovrà sorprendermi, in qualche mattina di nebbia o di sole,

il pensiero che quanto ho avuto, è stato un dono,

un grande dono? Che dal nulla dei miei padri, da quell’ostile

nulla, sono pure sgorgato e cresciuto io solo, con tutte le mie

viltà e le mie glorie e, a fatica e durezza,

scampando a ogni sorta di rischi, sono giunto a quest’oggi,

robusto e concreto, incontrando lei sola,

altro miracolo del nulla e del caso?

E che quanto ho goduto e sofferto con lei,

non è stato che un dono,

un gran dono?

21 nov. 1937