Assetati di vita.

Edward Hopper “Morning sun”

“Soltanto la sete e il bisogno rendono possibile il cammino, la ricerca, la passione, il desiderio.” Vorremmo dare l’evidenza di un post al commento pubblicato amichevolmente da Fausto. Che torni da noi! 

L’attesa è l’abilità di riconoscere la completezza nel dettaglio e, stupiti, provarne intima riconoscenza. Accade, talvolta, di non vedere nulla o nessuno che desti attenzione, di non avvertire più alcun interesse, di non provare dentro più alcuna passione, di non coltivare più alcuna curiosità, di non assecondare più alcuna sfida, di non lasciarsi sedurre più da alcun sogno.
Tutto appare già sufficientemente noto, sperimentato, appreso, accaduto. Soltanto il “dovere” o un radicato “senso di responsabilità” sembra dare senso a giornate diventate troppo uguali o scontate.
La prova o anche, per altre ragioni, l’appagamento riescono, troppo spesso, a soffocare il desiderio di cercare, di inseguire, di costruire, di sognare, di incontrare, di imparare. Allora il desiderio diventa nostalgia, il sogno illusione, il futuro disincanto, il presente fatica, la vita sopravvivenza.
Senza attesa, senza trepidazione, senza incertezze, senza bisogni non solo non c’è futuro, ma nemmeno Continua a leggere

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Senza fede diciamo «non ho paura» come i bambini che cantano nel buio.

Qui al Bar contiamo sulla capacità sensibile di Marina Corradi di guardare, scrutare ciò che accade. SENSIBILITA’ NON EMOTIVITA’! Da Avvenire di ieri.

Caro Avvenire,
davanti alle tante violenze che si consumano nel mondo mi domando perché in questa società globale che tutti ci accomuna nella vita e nella morte si tenti di cancellare ogni tipo di meditatio mortis. Il silenzio solenne o il religioso silenzio che dovrebbe regnare sovrano davanti ai morti viene spesso ‘trafitto’, e la sopraffazione di questo ‘riposo’ – a volte inconsapevole, altre no – invece di farsi memoria si trasforma in oblio. Forse, quell’ostentato «non abbiamo paura» dei vivi o dei sopravvissuti si trasformerebbe, attraverso la meditatio mortis, in un comportamento più responsabile che testimoni una fiduciosa speranza, soprattutto cristiana, che superi l’inevitabile naturale paura della morte. Cordialità

Pietro Ernesto Malgarini

Nelle ore tragiche dell’attentato a Barcellona come tutti alla tv ho assistito a lunghe ‘dirette’ dalle strade della città catalana, in cui, a causa del pochissimo tempo trascorso dalla strage, continuavano a scorrere sempre le stesse immagini, e a parlare, soffocati dalla paura, sempre gli stessi testimoni. Dopo mezz’ora che le stesse foto e le medesime parole si ripetevano concitatamente, ho rimpianto i tempi in cui i tg davano, di una tragedia, la secca notizia, prima che ci fosse il tempo di collegarsi con il luogo dell’evento. Perché quello sgranarsi di volti e parole ripetute aveva quasi l’effetto di banalizzare l’accaduto, Continua a leggere

Pace e lavoro. Mondo più giusto e più umano.

“Prendendo la parola in questo consesso mondiale sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me: e soprattutto la mia qualifica di ex nemico, che mi fa considerare come imputato (…). Signori Delegati, grava su di voi la responsabilità di dare al mondo una pace che corrisponda ai conclamati fini della guerra, cioè all’indipendenza e alla fraterna collaborazione dei popoli liberi. Come italiano non vi chiedo nessuna concessione particolare, vi chiedo solo di inquadrare la nostra pace nella pace che ansiosamente attendono gli uomini e le donne di ogni Paese che nella guerra hanno combattuto e sofferto per una meta ideale. (…) E’ in questo quadro di una pace generale e stabile, Signori Delegati, che vi chiedo di dare respiro e credito alla Repubblica d’Italia: un popolo lavoratore di 47 milioni è pronto ad associare la sua opera alla vostra per creare un mondo più giusto e più umano.”

Dal discorso del presidente del consiglio Alcide De Gasperi alla Conferenza di Pace di Parigi, 10 agosto 1946

Ricordiamo che di De Gasperi è in corso la causa di beatificazione.

Goethe a Casamicciola: l’imprevisto è la legge di Dio

Ti hanno donato vita, tu proteggerai sempre la vita-in-emergenza. Nel titolo del Meeting che si è appena concluso, la chiave del miracolo di Ischia.

Anche don MARCO POZZA, che ospitiamo ancora al Bar grazie all’articolo odierno su Il Sussidiario, non è Ciellino. Ma ha portato la sua testimonianza di “prete di frontiera” al Meeting di Rimini. Anche Lui è stato colpito dal tema di quest’anno, e continua a lavorarci su confrontandolo con la nostra realtà. Come quella del più recente terremoto ad Ischia. Io aggiungo che le parole di Goethe non siano altro che la parafrasi del “Fate questo in memoria di me.”

Soffre d’ingordigia, dalla notte dei tempi, quell’incivile bestia del terremoto. Puntuale sferra colpi d’aguzzino: è nottambulo, quando il mondo s’appisola per cercare di rimettere in sesto le membra stanche, i corpi appesantiti, i pensieri che il giorno ha lasciato stesi al sole. L’anno scorso è toccato ad Arquata del Tronto, Amatrice, Accumuli e dintorni. Quest’anno la sorte è caduta sull’isola, ad Ischia, zona Casamicciola. La trama è la stessa: l’imprevisto che s’annuncia, la terra a tremare sotto i piedi, le macerie dalle quali s’alzano vagiti di bambini, polveri del fumo, grida di silenzio. Per fisionomia il terremoto somiglia al Dio-cristiano: Continua a leggere

Umiltà. # 2

Un giorno domandarono ad un anziano la definizione di umiltà, ed egli disse: “E’ perdonare al nostro fratello che ci ha offesi prima che lui stesso ci chieda perdono”.

Un fratello domandò ad uno degli anziani: “Che cos’è l’umiltà?” L’anziano rispose: “E’ fare il bene a quelli che ci fanno del male”. Il fratello continuò: “Se non fosse possibile arrivare a tanto, che si deve fare?” L’anziano rispose: “Sfuggire quelli che ci offendono, e tacere.”

Apoftegmi, Serie di detti anonimi.
“Alle fonti con i Padri” – Ed. Città Nuova

Due sguardi, il “punto infiammato” di una giornata di Meeting.

La gentilezza e la serietà di uno steward. “La mia prima volta al Meeting è tutta qui, nel peso di uno sguardo”. MARCO POZZA racconta la sua prima volta al Meeting di Rimini.

Chiuderà domani il Meeting di Rimini. Ci piace condividere, con questa lettera  a Il Sussidiario odierno di don Marco Pozza che stiamo imparando a conoscere, il clima che si respira nei padiglioni e persino nei corridoi, pure negli spazi esterni della Fiera. E’ il respiro stesso della Manifestazione. Davvero.

Caro direttore,
fregato da uno sguardo, sguardo-in-agguato: stregato da uno sguardo. La mia prima volta al Meeting è tutta qui, nel peso di uno sguardo. Gli organizzatori mi hanno invitato per portare la mia testimonianza: non ha nulla di speciale, ma è la più bella perché è mia, la mia storia. Che è una storia d’amore con l’umano, perchè prima è storia d’amore con Dio, sangue e refrigerio.

L’invito ufficiale era questo: quello reale si è annunciato nel viaggio di ritorno. Continua a leggere

Mio fratello ha la sindrome di Down.

(Getty Images)
“L’Islanda si avvia a diventare il primo Paese europeo senza nascite di persone con sindrome di Down.”

fonte: Corriere della sera 22/08/2017

“Avanza il progetto choc di eliminazione dei nascituri “difettosi”. Niente Down in Danimarca. Quando è la follia ad essere perfetta.”

fonte: Avvenire 5/1/2012

Una casa sulla roccia

Una bella lettera-testimonianza pubblicata sul Corriere della Sera del 25.03.17.

Caro Beppe, mio fratello ha la sindrome di Down. Quando è nato io avevo 11 anni, le mie sorelle 9 e 4 anni. Quando aveva pochi mesi ho chiesto ai miei di portarlo a scuola per farlo vedere ai miei professori e ai miei compagni: ero orgogliosissima. Gli ho cambiato i pannolini, dato la pappa facendo l’aeroplanino, percorso il corridoio decine di volte per farlo addormentare nel passeggino. Quest’anno mio fratello ha compiuto trent’anni. Al mattino esce e prende il suo autobus. Lavora in una scuola elementare come aiutante del bidello. I bambini gli vogliono bene. Ha le sue piccole manie: tempera le matite fino a quando non sono appuntite come spilli, va in bagno con 5 asciugamani e cose del genere. E’ pigro e mangia troppo. Ma ride. Ride tantissimo. Una risata genuina, che ti arriva dritta al cuore…

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