Salvati da uno sguardo.

“La salvezza di Pietro, che sarà salvezza dell’intero equipaggio, è in quello sguardo, condito da una parola. Mentre affoga, si ricorda dove sta Cristo”.

E’ pubblicato oggi su Il Sussidiario questo articolo del bravo don MARCO POZZA. A tema lo sguardo magnetico (una bussola!) di Cristo; poi nel passaggio “Voi stessi date loro da mangiare” penso a “Famiglia soggetto di evangelizzazione”; secondo me, eredità ancora da “incassare” dal nostro Cardinale Scola. Un prosaico “Aiutiamoci che il Ciel ci aiuta”! Mi sembra un po’ il (mio) “sugo della Storia”, di manzoniana memoria. 

Disegno Rembrandt (1606-1669)

E’ particolare di pittore: “Dopo che la folla ebbe mangiato”. Cioè dopo che si era consumato il miracolo di Cristo, l’ennesimo. Anche una delle figuracce più brutte degli amici, l’ennesima: il sole sta per tramontare, i negozi stanno chiudendo, la gente ha fame. Gli apostoli, impauriti d’essere infastiditi, hanno la soluzione: “Congeda la folla” (“Mandali a casa!”) Pratici loro: pancia-mia-fatti-capanna. Così smemorati da scordare d’essere stati pure loro pescatori senza pesci, uomini senza troppo avvenire, storie all’ormeggio. Salvati, si scordano di quell’altra pesca per la quale sono stati pescati: per pescare uomini, soccorrere esistenze, consolare cuori. Nulla di romantico, solo la conseguenza d’essere stati tratti in salvo per grazia e non per merito, in vista di una collaborazione. Cristo è secco, pure seccato: “Voi stessi date loro da mangiare” (Mt 14,15-16).

Con un Maestro capace di Pane, il pane ce l’avevano a portata di mano, a bizzeffe: la storia, invece, è andata com’è andata. Interviene Cristo: che sazia la folla, rimbrotta i suoi, li costringe “a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva”. Loro giù, ancora nella gattabuia del mare. Lui, dopo gli ultimi abbracci alla folla, sul monte, anfiteatro dei discorsi col Padre. Pensieri d’amante, d’amore, d’amato frainteso: “Hai sentito, Padre, come ragionano? La gente ha fame e loro mi dicono: Mandali a casa, ci complicano la vita”. Erano le prove generali dei discorsi futuri, dei secoli a venire. Di oggi. “Egli se ne stava lassù, da solo”.

E’ solo Cristo: diverrà il più solo di tutti i solitari della storia.

Lui lassù, loro laggiù: separati sotto lo stesso tetto del Cielo. In mezzo c’è il ringhiare del mare: flutti, tempeste, barca che traballa, uomini-di-burro a vestirsi di spavento. C’è delusione, forse, in quella risposta fai-da-te: “A casa, non sono dei nostri!” Oltre alla delusione, però, la consapevolezza d’averli scelti lui quegli uomini. Ora, che fare: sciogliere il gruppo per infiltrazioni-ingrate, svergognarli in riva al mare, fare come se niente accaduto? Niente di tutto ciò che pare umano: ancora una volta sceglie di riscommettere su di loro. Su quella barca che fa acqua dovunque: “Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare”. I discepoli lo deludono, Lui sceglie di non deludere i sogni del Padre, che sono anche i suoi: “Ritorna giù ad amarli: non lo meriterebbero, ne hanno urgente bisogno”. Gesù ricomincia con la stessa tecnica, il medesimo trasporto, con identica fiducia. Loro riattaccano con la loro solita tiritera che ce li ha resi troppo umani d’apparire poco ridicoli: “E’ un fantasma!”. E Lui, Dio-paziente, ancora in punta di piedi, sottovoce: “Coraggio, sono io, non abbiate paura!”. Il coraggio contro la paura, Dio faccia-a-faccia con l’uomo. Pietro, uomo come mai prima, a prendere in pugno la situazione col piglio fintamente deciso del capociurma: “Se sei tu, comandami di venire!”. Venire da Te, Signore: nessuna frase suona più dolce all’udito di Cristo. Che, Dio-soccorritore, raccoglie la sfida: “Vieni!”.

Il pescatore vuole prodigi: lui, uomo del mare, vuol giocare coll’acqua, vuol camminarci sopra, fare il bullo coi cavalloni, sbeffeggiare le onde. Poi, però, s’impaurisce, affonda, non gli rimane che gridare aiuto! Eccolo, Cristo: proprio lì l’aspettava, il suo fiuto non aveva tradito. Pietro voleva il miracolo a tutti i costi: s’era scordato che i miracoli Cristo non li ama per niente, glieli strappano, li usa come emergenza, non è materia di fede-vera. Perché il miracolo quasi-impone: Cristo, per parte di Padre, ama proporsi più che imporsi. La salvezza di Pietro — che sarà salvezza dell’intero equipaggio — è in un quello sguardo, condito da una parola. Mentre affoga, si ricorda dove sta Cristo. Si volta, per stringerGli la mano. Pietro ha perso tutto, smemorato com’è: la faccia, il nome, la fama. Tiene memoria solo della localizzazione del volto-maestro. E si voltò: fu materia più che sufficiente per non affondare. Pietro grida con la voce, Cristo risponde con mano-tesa: “Davvero tu sei il Figlio di Dio!” (Mt 14,22-33). Su mari in tempesta, “Guardatemi!” dice Cristo. Il cristianesimo è tutto qui: racchiuso in uno sguardo.

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3 pensieri su “Salvati da uno sguardo.

  1. Occorre afferrare quella Mano.

    Rilanciamo a corredo del post il commento al Vangelo di don Angelo Busetto. E’ pubblicato sul numero odierno de La Nuova Bussola quotidiana.
    Mi riguarda: quando vorrei “Fermare il mondo!” E scendere.

    Il cammino di Gesù sul mare è un fatto accaduto e nello stesso tempo un simbolo che riguarda ciascuno di noi e la Chiesa intera. Come Pietro diciamo sì al Signore, e poi prendiamo paura: le circostanze della vita, una crisi, una malattia, una incoerenza riscontrata in altre persone, una nostra incapacità morale… La mano del Signore ci raggiunge e ci afferra fortemente. Nel mare della vita, questa mano ci si presenta attraverso un’occasione, un avvenimento, un amico, una comunità. Occorre afferrarla.

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  2. (…) Ringrazio Pietro per questo suo intrecciare fede e dubbio; per questo suo oscillare fra miracoli e abissi. Pietro, dentro il miracolo, dubita: Signore affondo; dentro il dubitare, crede: Signore, salvami!
    Dubbio e fede. Indivisibili. A contendersi in vicenda perenne il cuore umano. Ora so che qualsiasi mio affondamento può essere redento da una invocazione gridata nella notte, gridata nella tempesta come Pietro, dalla croce come il ladro morente.

    padre Ermes Ronchi

    fonte Avvenire, 10/8/2017

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