Bisogno alimentare: di cosa è segno

Breve riflessione a valle dell’inaugurazione dell’Emporio della Solidarietà a Saronno (sabato 7 ottobre).

La condivido, perché mi ha colpito e chiedo il vostro aiuto per comprenderla meglio.

Lucchini, Direttore del Banco Alimentare, ad un certo punto, fa cenno alla I Giornata mondiale dei poveri, che Papa Francesco ha indetto per il prossimo 19 novembre.

Il povero, la povertà sì, non è mai un problema. Il povero è sempre una risorsa.”

“Ci fa tornare all’essenziale. Il bisogno alimentare ce lo avremo sempre, non è tema di adesso, perché è arrivata la crisi.

Il bisogno alimentare è l’aspetto che fa capire all’uomo che la sua vita dipende da qualcosa al di fuori di sè. Per un non credente, potrebbe anche esser solo il rapporto con la natura. Sarebbe già segno che l’uomo da solo non si fa.”

Annunci

Un pensiero su “Bisogno alimentare: di cosa è segno

  1. Grazie Silvia!
    Pochissimi giorni fa un amico ha condiviso questo brano di Francesco.
    Qui il brano completo.
    Sai quando ti giungono due richiami simili a breve distanza…
    Nel bisogno si può, si deve, radicare la speranza…

    In questo tempo noi stiamo parlando della speranza; ma oggi vorrei riflettere con voi sui nemici della speranza. Perché la speranza ha i suoi nemici: come ogni bene in questo mondo, ha i suoi nemici.

    E mi è venuto in mente l’antico mito del vaso di Pandora: l’apertura del vaso scatena tante sciagure per la storia del mondo. Pochi, però, ricordano l’ultima parte della storia, che apre uno spiraglio di luce: dopo che tutti i mali sono usciti dalla bocca del vaso, un minuscolo dono sembra prendersi la rivincita davanti a tutto quel male che dilaga. Pandora, la donna che aveva in custodia il vaso, lo scorge per ultimo: i greci la chiamano elpìs, che vuol dire speranza.

    Questo mito ci racconta perché sia così importante per l’umanità la speranza. Non è vero che “finché c’è vita c’è speranza”, come si usa dire. Semmai è il contrario: è la speranza che tiene in piedi la vita, che la protegge, la custodisce e la fa crescere. Se gli uomini non avessero coltivato la speranza, se non si fossero sorretti a questa virtù, non sarebbero mai usciti dalle caverne, e non avrebbero lasciato traccia nella storia del mondo. È quanto di più divino possa esistere nel cuore dell’uomo.

    Un poeta francese – Charles Péguy – ci ha lasciato pagine stupende sulla speranza (cfr Il portico del mistero della seconda virtù). Egli dice poeticamente che Dio non si stupisce tanto per la fede degli esseri umani, e nemmeno per la loro carità; ma ciò che veramente lo riempie di meraviglia e commozione è la speranza della gente: «Che quei poveri figli – scrive – vedano come vanno le cose e che credano che andrà meglio domattina». L’immagine del poeta richiama i volti di tanta gente che è transitata per questo mondo – contadini, poveri operai, migranti in cerca di un futuro migliore – che ha lottato tenacemente nonostante l’amarezza di un oggi difficile, colmo di tante prove, animata però dalla fiducia che i figli avrebbero avuto una vita più giusta e più serena. Lottavano per i figli, lottavano nella speranza.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...