La nostra strada.

Fausto Corsetti oggi ci propone un metodo con cui continuare il nostro cammino: preghiera che ci faccia raggiungere l’armonia che, riconoscendo la Bellezza, ci faccia amare la Vita. Ma che bello questo Bar!

Per quanto ci sforziamo di fare bene ogni cosa, avvertiamo a volte nella nostra vita delle stonature. Siamo andati forse oltre la buccia della vita, e stiamo cercando il sapore del frutto vero, la dimensione nascosta.
“Sentimenti contraddittori” ci tormentano: la contraddizione è una componente di molte esistenze. Siamo contenti di quello che facciamo e abbiamo, però… Dentro di noi albergano sempre dei “però”, delle immaginarie alternative alla vita che viviamo, che mai potremo sperimentare, ma che ci illudono con le loro chimere.
Non che i nostri umanissimi desideri siano completamente sbagliati, ma Continua a leggere

I confini ci attraversano. E i muri…?

Amo la fotografia e non potevo perdermi la mostra tutt’ora aperta a Milano di Franco Pagetti.

Il titolo mi incuriosiva: “Tutti i confini ci attraversano“.

È vero: nel nostro rapporto con la natura, gli artefatti umani e le persone siamo pieni di ‘confini’, visibili e non. I confini ci proteggono, in qualche modo segnano la nostra identità, i nostri valori.

Sono affezionata ai miei confini. Perché, come mi insegnavano a scuola, nelle ore di disegno, delimitano le cose e quindi definiscono la realtà.

Oggi, purtroppo, vanno di moda i muri. Una stima del Washington Post dice che tra il 1950 e il 2011 i muri sono aumentati in modo vertiginoso. Erano meno di 5 nel 1950, già diventati 15 nel 1990 e oltre 40 nel 2011.

Il muro è segno di una paura, quindi non è un ‘buon segno’.

In più, accresce anche l’angoscia di chi resta fuori.

Il Papa è forse il primo ad averlo capito: costruite ponti, ripete.

Ponti che servano a raggiungere l’altro.

Per i meno coraggiosi, si può almeno tentare di andare un po’ oltre sè, sarebbe già un successo, perché si prova a camminare, un passo dopo l’altro.

E vedere che cosa succede.

Macerata. Proteste per l’Ave Maria all’Università. Il vescovo: “grazie a chi ci ha ricordato che la preghiera è una forza”

Una casa sulla roccia

Docente interrompe lezione per pregare per la pace nel centenario dell’apparizione di Fatima. Scoppia la polemica. Interviene mons. Marconi: grazie perché ci avete ricordato la forza della preghiera

Il 13 ottobre la professoressa Clara Ferranti, ricercatrice di Glottologia e Linguistica al Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata, fa lezione a un centinaio di studenti di Lingue e Lettere: alle 17:30 in punto si interrompe e li invita a recitare l’Ave Maria, una «preghiera per la pace» che quel giorno a quell’ora, nel centenario dell’apparizione della Madonna di Fatima, si tiene in varie parti d’Italia. Alcuni studenti pregano, altri rimangono in silenzio: di lì a poco l’episodio finisce sui social. E un comunicato di fuoco dell’Officina universitaria, un’associazione studentesca, denuncia «la limitazione della libertà personale» subita dai ragazzi.

La docente si difende, sostiene di non aver coartato la libertà di nessuno e di aver interrotto la lezione solo per pochi…

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La maestà di un rito diurno.

E’ pubblicato dall’11 ottobre su Tempi questo componimento. E’ proprio una creazione, non un semplice “pezzo” o un “articolo”.

Del minestrone e dell’arrosto, il profumo ti avvolge e si allarga in cucinacucinare, qui, è un rito che va svolto con ordine, e dispiegato secondo i suoi canoni antichi; l’appellativo della cipolla è anima del sugo; la pentola sul fornello dà alla cucina un calore di un focolare pensoso

Proponiamo agli amici del Bar di non trattenersi dal provare nostalgia per la maestà di Bellezze come questa. Che si sperimentino di nuovo questi riti spesso trascurati. E che ci si dedichi, quando possibile, alla poesia di MARINA CORRADI.

La casa del vecchio parroco alla periferia nord di Milano è grande e silenziosa, in un cortile appartato a fianco della chiesa. Salite le linde scale di pietra mi affaccio nell’ingresso, noto con nostalgia le mattonelle antiche, nere e rosa, come quelle che c’erano una volta nelle scuole. Ma come entro mi avvolge un profumo di minestrone e di arrosto che si allarga dalla cucina, in fondo, dove una badante è intenta ai fornelli: col grembiule sul petto e un mestolo di legno in mano. La donna si volta, sorride, saluta, e si china Continua a leggere

Bisogno alimentare: di cosa è segno

Breve riflessione a valle dell’inaugurazione dell’Emporio della Solidarietà a Saronno (sabato 7 ottobre).

La condivido, perché mi ha colpito e chiedo il vostro aiuto per comprenderla meglio.

Lucchini, Direttore del Banco Alimentare, ad un certo punto, fa cenno alla I Giornata mondiale dei poveri, che Papa Francesco ha indetto per il prossimo 19 novembre.

Il povero, la povertà sì, non è mai un problema. Il povero è sempre una risorsa.”

“Ci fa tornare all’essenziale. Il bisogno alimentare ce lo avremo sempre, non è tema di adesso, perché è arrivata la crisi.

Il bisogno alimentare è l’aspetto che fa capire all’uomo che la sua vita dipende da qualcosa al di fuori di sè. Per un non credente, potrebbe anche esser solo il rapporto con la natura. Sarebbe già segno che l’uomo da solo non si fa.”

Un incontro imbarazzante.

Scrivere “riceviamo e pubblichiamo” sarebbe perlomeno riduttivo. Anche aggiungendo un “volentieri” non renderemmo giustizia all’Amico Fausto. Anche oggi con garbo, quasi una poesia, ci permette di riflettere, profondamente, sul sacramento della Riconciliazione. Grazie! Attendiamo il tuo ritorno.

Perché troviamo tanta difficoltà ad accostarci al sacramento della Confessione, che è l’incontro con la Misericordia e il Perdono di Dio? C’è sempre una scusa pronta per rinviarlo. Un impegno improvviso, le scarpe strette, il mal di testa… Per un appuntamento così importante ci vogliono tempo e attenzione. E ci mancano l’uno e l’altra. Così prendiamo un appunto sull’agenda senza precisare la data.
E’ l’incontro che ci imbarazza di più: quello con Continua a leggere