Omelia della Festa del Cristo Re.

(Photo credit should read ANTHONY WALLACE/AFP/Getty Images)

“Tra i primi Autori del Betania’s con le sue Omelie”. Lo scrivevamo solo ieri riferendoci a don Fabio Verga. Che oggi torna a condividere con gli amici del Bar la predica per la solennità del Cristo Re. Grazie! E confidiamo rimarrà…

I segni indelebili di uno sconfinamento.

Due Uomini incompatibili. Due poteri opposti. Due regalità diversamente orientate.

Pilato. Il potere politico. L’eleganza dei vestiti. L’oro sulla testa.
Una regalità ricca e sfarzosa.
Ma soprattutto la paura di perdere il prestigio e venire rinnegato dal suo popolo …

Gesù. Un potere senza apparenze.
Un uomo denudato degli abiti e della dignità.
E una condanna a morte già sentenziata; un uomo interiormente libero.

Perché?

La risposta è lì, nelle pieghe strette e quasi invisibili del Vangelo,
dentro a quella manciata di parole
che il Cristo riesce a pronunciare.
Con calma. Senza fretta. Come se il tempo si fosse fermato.
Come uno che non ha davvero nulla da perdere,
neanche la faccia:
(… caro Pilato) Il mio regno non è di questo mondo;
se il mio regno fosse di questo mondo,
i miei servitori avrebbero combattuto
perché non fossi consegnato ai Giudei;
ma il mio regno non è di quaggiù …

Io rimango sconcertato davanti a queste parole così lucide,
penetranti e capaci di guardare oltre e avanti:
come se Gesù in quel momento fosse già consapevole di tutto. E’ già nell’alba del terzo giorno!

Pilato è lì, sempre più rigido, imbarazzato e indispettito
il catino dell’acqua pronto
un cuore duro e ostinato,
accecato da un potere distorto,
e insiste senza esitazione: Dunque tu sei re?

E qui, ecco la risposta spiazzante e aperta a 360° di Gesù:
Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato
e per questo sono venuto nel mondo:
per dare testimonianza alla verità…

Questo è il vero “interesse” (potere) di Cristo:
dare Testimonianza alla verità!
E noi sappiamo e conosciamo che la verità di cui parla Gesù è l’Amore del Padre!

Il trono è lì, vicino. A pochi passi. La Croce è piantata tra la terra e il cielo. Un vessillo.
L’amore si incide lì.
Il perdono, senza equivoci, diventa Paradiso: oggi con me sarai nel Paradiso!

Il tempo diventa Eterno:
Io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me!

La storia vive uno sconvolgimento profondo e inaudito, senza precedenti:
il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo,
le rocce si spezzarono,
i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono.

Questo è il potere – regale della Croce di Gesù Cristo:
un vero e proprio sconfinamento dell’amore;
a partire da quella Croce l’amore è seminato
non conosce più limiti di tempo e di spazio
non conosce più resistenze e croci piantate
l’amore è diventato universale, coraggioso e capace di contagiare ogni anelito di vita!

Un potere senza confini – sconfinato – destinato a perpetuarsi per sempre:
Dio è Padre e noi siamo i suoi Figli creati, cercati, desiderati e amati.

Noi siamo lo sconfinamento del cuore di Dio:
un pezzo di cielo terso dentro alla nostra fragile umanità…

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