L’essenziale…in valigia.

Una valigia povera, capace di contenere quanto è essenziale per vivere…
Un carissimo, affettuoso abbraccio a Voi tutti.

Fausto

E’ l’introduzione al nuovo “lavoro” di FAUSTO CORSETTI. Quanti penseranno: “Ma ho provato anch’io la stessa sensazione!…”?

Al ritorno da una vacanza, mi sorprendo con la mente a riflettere: tutto ciò che era diventato ordinario, faticoso, ingombrante diventa atteso, desiderato, rivisitato, ritrovato. Dopo una breve interruzione, dopo una pausa di distacco, dopo una temporanea assenza, la dimensione entro la quale ci si muove nel quotidiano scorrere del tempo appare diversa e nuovamente attraente. Riemergono, con colori inusuali, immagini e riferimenti che erano divenuti scialbi e sbiaditi.
Le consuetudini che impegnavano il tempo quotidiano riaffiorano con interesse e nuova affezione. Il tempo scelto per assentarsi momentaneamente dall’ordinario e da tutti quegli spazi zeppi di affetti, di riferimenti, di memorie, di legami, di simboli, di nostalgie, di oggetti, di frequentazioni, diventa finalmente occasione per ridare giusto valore, significato e peso a ciascuna cosa e a ciascuna abitudine.

Disfacendo la valigia che ci aveva accompagnati, nel timore di non avere quelle cose che si reputavano essenziali per sopravvivere al distacco e alla lontananza, la si ritrova carica, spesso eccessivamente colma, di cose e legami superflui, non essenziali.
Non tutto, di quanto era apparso fondamentale e necessario, è stato realmente utile. Ci ha resi sicuri, prima della partenza; ha soddisfatto il nostro senso di previdenza, prima di partire; ha reso meno pesante la separazione dalla vita di tutti i giorni: ma, in conclusione, non è risultato effettivamente utile, indispensabile.
Servono davvero poche cose a chi parte.
Poche cose sono necessarie a chi decide di vivere cercando quanto è sufficiente per dare sapore e fine all’esistenza quotidiana. Si può vivere con poco, si può partire con meno, si possono custodire solo poche cose.
Siamo essenzialmente viandanti, esseri in cammino, che colgono occasioni e opportunità, per poi lasciarsele, una dopo l’altra, alle spalle: l’essere umano è una creatura chiamata a percorrere per lo più strade ordinarie, solitarie, feriali dove è “costretto” a misurarsi con la verità di sé.
Una valigia povera, capace di contenere quanto è essenziale per vivere: anche il quotidiano vivere ci interroga, invita a cercare, a custodire, a raccogliere ciò che è sufficiente, essenziale, utile davvero.
Il di più non serve: aiuta, ma non soddisfa; è utile, ma non essenziale.
Erranti, di luogo in luogo, assetati di novità, amanti di tutto ciò che è umano, alla continua scoperta di sé, insaziabilmente assetati di mistero, del Mistero che accoglie, protegge, custodisce, con memoria gelosa, il nome di ogni essere vivente: questa è la condizione dell’uomo libero, chiamato a custodire solo quanto è necessario.

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