Non aveva speranze, è nata e sta bene: “miracolo di Paolo VI”

Nulla è impossibile a Dio!

Una casa sulla roccia

Contenta, con una grande soddisfazione nel cuore che però non vuole esternare pubblicamente perché, spiega mamma Vanna Pironato, ha promesso per rispetto che non intende fare commenti fino a quando non sarà papa Francesco in persona a proclamare santo Paolo VI per il miracolo compiuto sulla sua piccola Amanda.

Ora, dopo quasi tre anni di studi, il Vaticano ha esaminato e riconosciuto ufficialmente il miracolo per intercessione compiuto da papa Paolo VI il 25 dicembre 2014.

Il giorno di Natale, all’ospedale di Borgo Roma, venne alla luce a sole 26 settimane e 4 giorni Amanda, uno scricciolo di appena 865 grammi che oggi ha quasi tre anni e vive sana e felice con i genitori e il fratellino Riccardo di 6 anni a Villa Bartolomea.

Il peso alla nascita era compatibile con le settimane di gestazione, ma persino i medici che assistettero al parto dubitavano che la neonata…

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Macché Biotestamento!..

…confidiamo in Dio, lottiamo e circondiamoci di amici veri. Proponiamo un film (d’accordo, è solo un film…) che ci insinua una buona possibilità! Lo recensisce il blog amico Aleteia. Si tratta di Ogni tuo respiro 

“Mi hai dato una vita meravigliosa”. E’ la moglie di Robin Cavendish oggi ultraottantenne a dirlo al marito. E non prima, ma dopo. Dopo la diagnosi, per lui, di poliomielite e la prognosi a precipizio: morirà in pochi mesi. Unita all’altro monito: “nessuno in queste condizioni può vivere fuori dall’ospedale”. Invece visse. Per 36 anni. E non fu mai sopravvivenza, dice lei e le farà eco il figlio. Si inventarono la sedia a rotelle e il respiratore portatile. Sì, la vita si può godere profondamente anche in condizioni oggettivamente ostili. Alla faccia delle vite non più vite e delle frettolose misurazioni di qualità di moda oggi: cercate una qualità della vita alta? Lottate e circondatevi di amici, come i coniugi Cavendish.

E se la Grazia…

Ecco un nuovo, “fresco” e pertinente post del nostro Stefano. Ci scrive della Grazia. 

Abbiamo lasciato l’esperto della canzone del Betania’s che al bar parlava della ricchezza data dall’ “Officina di espressione”; ed eccolo prorompere improvvisamente: “Caspita! Il contributo che mi venne in mente alla prima cui partecipai… è proprio adeguato a questi giorni!!”.
Il tema era quello della Grazia: non sto a spiegarVi cos’è per me…. ma mi faccio aiutare da Walt Disney e da Dickens e, con un “canto di Natale”, mi/Vi chiedo:
“e se la Grazia venisse ad incontrarmi, ma io ne volessi fare volentieri a meno?”

Buon Natale, col canto di Natale e con l’Incontro per eccellenza!
Stefano

Auguri! # 2

“PARTECIPARE A CIO’ CHE E’ BUONO” è il “carattere” del nuovo biglietto che ho appena ricevuto e naturalmente della persona che me l’ha recapitato. Vorrei condividere anche questo:

Ciao Maurizio,

ecco i miei auguri.

Li faccio con Van Gogh che scrive al fratello, il 26 dicembre 1878.
Vincent non ha ancora iniziato a disegnare/dipingere, ma già i suoi occhi sono pieni di una bellezza, trattenuta nel cuore, che aspetta di diventare azione (carta, pittura).
Dentro, c’è tutto.

“Caro Théo,
è tempo che ti scriva di nuovo, soprattutto per mandarti i miei migliori auguri per l’anno nuovo. Possa tu partecipare a tutto ciò che è buono e illuminare il tuo lavoro nell’anno che stiamo per iniziare.
Sono ansioso di ricevere una tua lettera, di sapere come stai e cosa fai e sentire se hai visto cose belle in questi ultimi tempi.

Quanto a me, qui, (…) tutto sembra parlare ed è pieno di significato.
In questi giorni è davvero uno strano spettacolo vedere i minatori che rincasavano sulla neve bianca al crepuscolo. (…) Qua e là si vedono tetti coperti di muschio e la sera le luci brillano dalle piccole finestre. (…)
Qui i giardini, i campi, i prati sono circondati da siepi di pruno selvatico. Con la neve, sembrano nere lettere sulla carta bianca, come pagine del Vangelo.”

Auguri!