Il rianimatore. Picardo: «Mai staccare i supporti vitali ai bambini»

“Noi ci alzeremo in piedi”! (cit.)
Per la vita.
Dal concepimento alla morte naturale.

Legge sulle d.a.t.: assassinati per fame e per sete.

E Isaiah, i giorni scorsi, assassinato per soffocamento: 8 ore di agonia. Da Avvenire del 14 dicembre 2017. 

IDRATAZIONE E NUTRIZIONE 

Si tratta di uno dei principali punti critici – contenuto nell’articolo 1 della legge – riguarda la possibilità che un paziente cosciente e stabile, dunque non in una fase terminale di una malattia, e pur tuttavia bisognoso di essere idratato e nutrito per via artificiale (per esempio attraverso un sondino), possa trovare la morte in seguito alla sua scelta di sospendere nutrizione e idratazione in tal modo somministrati. O la possibilità che una tale opzione venga richiesta, per un paziente in stato di incoscienza, per volontà del fiduciario da lui stesso nominato o del tutore. Il punto di partenza è molto semplice: la legge definisce tout court (quindi sempre e comunque) come una terapia sanitaria la somministrazione di acqua e cibo per via artificiale, che come tale può essere rifiutata (Art. 1). Una posizione che non vede concorde l’intera comunità scientifica: vi sono casi – non infrequenti – in cui l’idratazione e nutrizione artificiali non sono trattamenti sanitari ma semplici atti di sostegno vitale proposti al paziente.

 

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