Vita che senso hai?

La paternità di Dio su di noi e la nostra condizione di uomini liberi sono all’origine della serenità cristiana.
Ci sono momenti in cui diventa difficile vivere queste certezze. E’ in quei momenti che si deve esercitare la carità di ravvivare la Fede di chi è in difficoltà.

Un abbraccio, con l’affetto di sempre.

Fausto Corsetti

“Voglio trovare un senso a questa sera, anche se questa sera un senso non ce l’ha. Voglio trovare un senso a questa vita, anche se questa vita un senso non ce l’ha”… Questo è Vasco Rossi: canta, recita e s’interroga. E noi?
Sarà possibile capire fino in fondo il senso della nostra vita su questa palla denominata Terra? Lo so che è una domanda antica e forse anche un po’ scontata, ma alzi la mano chi si sente sicuro della risposta. Ogni volta che me la pongo è come se fosse la prima volta. E ogni volta riaffiora quella drammatica indecisione tra parole così opposte tra loro: destino e libertà, provvidenza e permissione del male, predestinazione e libero arbitrio.
Elencate così, sembrano parole assemblate in una gran confusione concettuale. Filosofi e teologi si sentirebbero drizzare i capelli in testa, supposto che ne abbiano. Ma noi sappiamo che le distinzioni terminologiche sono essenziali quanto al metodo, un po’ meno nella sostanza. E la sostanza di tutti gli interrogativi è una sola: qual è lo spazio delle nostre libere scelte e quale invece lo spazio già occupato da scelte che ci trascendono?
Il fatto che io sia nato in un certo luogo e in una certa data, non è stato certo il frutto di una mia decisione. Qualche parte hanno avuto le libere volontà dei miei genitori, ma non fino al punto di determinare fatti certi. Hanno posto le condizioni perché i fatti si verificassero. Poi che cosa è accaduto? Chi ha deciso?
La risposta della fede è chiara. Prima che noi fossimo concepiti, Dio ci conosceva e ci amava. E la conoscenza di Dio è creazione. Da tutta l’eternità Dio aveva stabilito i giorni della nostra vita e noi non possiamo né opporci né modificare quanto è stato deciso dal Suo Amore.
Eppure questo Amore ha compiuto un miracolo più grande della stessa creazione, dotandoci del dono della libertà. E’ così che la domanda sul senso della vita assume una dimensione sbalorditiva, perché ci introduce nell’ambito del divino e dell’eterno. Noi siamo stati progettati dall’eternità, da sempre, e per l’eternità, per un futuro senza fine. Questo futuro prende forma per noi dal momento in cui scopriamo di esistere. Il futuro ci appare eterno, alla luce della fede. Non sappiamo però quali saranno le tappe del percorso.
In questa prospettiva, ogni evento della vita quaggiù trova un senso immediato, che è quello che noi andiamo cercando, e uno futuro, che è quello sul quale ci interroghiamo. La sofferenza, la malattia, il dolore e la morte sono i capitoli oscuri delle nostre certezze. Ma guai se non avessero un senso. La risposta più giusta sarebbe la disperazione.
Proviamo a ridurre questo orizzonte alle dimensioni della nostra esperienza. Poche decine di anni da vivere faticosamente e da concludere ancora più faticosamente , sotto due metri di terra. Che senso avrebbe la vita?
La domanda sul senso è decisiva perché può determinare la nostra risposta alla vita. O troviamo un senso al fatto che viviamo faticosamente per proseguire un viaggio più lungo, nel quale i rapporti umani assumeranno il significato di una profezia di eternità, o ci daremo alla disperazione, o diventeremo fatalisti e il massimo della felicità sarà la rassegnazione. E quando vediamo qualcuno che “sorride spensierato alla vita”, dovremo pensare che ha trovato la risposta sul senso, oppure che è un incosciente, un condannato a morte che ride poco prima dell’esecuzione.
Io non ho nessun dubbio sul mio “destino”, perché so che Dio è mio Padre. Questa certezza non mi esime dalla precarietà della mia condizione, ma me la fa considerare come un passaggio necessario, da compiere al meglio, perché questo passaggio mi offre la possibilità di determinare la qualità del resto del mio futuro, in questa vita e nell’altra.
E pensare che era partita da Vasco!…

Un pensiero su “Vita che senso hai?

  1. “Io non ho nessun dubbio sul mio “destino”, perché so che Dio è mio Padre. Questa certezza non mi esime dalla precarietà della mia condizione, ma me la fa considerare come un passaggio necessario, da compiere al meglio, perché questo passaggio mi offre la possibilità di determinare la qualità del resto del mio futuro, in questa vita e nell’altra.”

    Anche per me è così. Grazie Maurizio e grazie Fausto.

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