Ognuno come lui.

Avvenire di oggi. E Marina Corradi ancora in gran forma. Da che so che scrive le sue “pillole” (di più: uno sciroppo) quotidiane, non me ne perdo una dose. Non commento: trascrivo solo le ultime parole. Un catechismo. Misericordia significa “con viscere materne”. Guardare con viscere materne. Scorgendo ancora, dietro alla durezza degli uomini, il figlio inerme che un giorno sono stati.

In una mattina del puerperio, quelle prime mattine sospese in un limbo di ninne nanna dal carillon e profumo di borotalco, me ne stavo alla finestra con lui in braccio. Si era infine addormentato. Com’era inerme, com’era ignaro del mondo in cui era arrivato. Ma d’improvviso mi attraversò un pensiero: tutti gli uomini venuti al mondo nei millenni erano un giorno stati come quel mio figlio, bambini avvinti alle braccia materne. Tutti: dittatori, strozzini, assassini erano stati un giorno così. Mi sbalordì la distanza fra quell’innocenza e il male. Sapevo che in ogni uomo che nasce c’è un’ombra, un antico marchio. Ma era così abbandonato il sonno di Pietro, così innocente, che un moto di tenerezza mi si allargò nel cuore non solo per lui, ma per tutti: per tutti gli uomini a me sconosciuti, per tutti i soldati caduti al fronte, e anche per i vagabondi, i miserabili, gli omicidi, i ladri. Perché avevo capito che tutti erano stati un giorno come mio figlio. Mi sbalordì questa nuova, strana pietà, che non avevo mai provato prima. Come se attraverso mio figlio avessi d’improvviso intuito che cos’è la misericordia. Misericordia significa “con viscere materne”. Guardare con viscere materne. Scorgendo ancora, dietro alla durezza degli uomini, il figlio inerme che un giorno sono stati.

2 pensieri su “Ognuno come lui.

  1. C’è qualcosa di sacro nella maternità.
    Dal primo rapporto con la madre non abbiamo solo ricevuto la vita, ma anche gli atteggiamenti fondamentali verso di essa: la fiducia o la sfiducia, il coraggio e la paura, la gioia e il dolore.
    Nel rapporto con la madre si impara il proprio nome, si apprende a parlare, si riceve l’amore necessario per imparare in seguito ad amare. Quello tra madre e figlio/a non è solo un legame biologico, ma anche spirituale: la madre partorisce non solo nel mondo della materia, ma anche in quello dello spirito.
    E tuttavia la madre non è una dea, così come il padre non è un dio. Nei genitori non c’è più divinità che nelle altre persone umane: il sacro è nella maternità più che nella madre. La maternità è sacra perché riproduce e trasmette ciò che fa Dio nei confronti degli esseri umani: dare la vita, prendersene cura, instaurare una relazione di amore, far crescere, educare.
    La maternità parla di Dio ben prima che i bambini imparino a comprendere e a usare le parole.

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