Bellezza che salva il mondo.

Ecco, di Gian Lorenzo Bernini, il Busto del Salvatore (1679). E’ conservato nella Basilica di san Sebastiano fuori le Mura a Roma.  La fotografa Daniela di Sarra aveva notato una sorprendente somiglianza fra il viso del Salvatore, del Bernini, e il volto dell’Uomo della Sindone. Sovrapponendo le due foto, ha dimostrato che le due immagini collimavano quasi perfettamente. Bernini si è ispirato alla Sindone per la sua ultima scultura, per prepararsi a una buona morte. L’Uomo dei Dolori (Isaia 53, 3-8), l’Uomo della Sindone, che si è caricato delle nostre sofferenze e si è addossato i nostri dolori per salvarci, per l’arte geniale del Bernini risorge nella gloria, con i suoi lineamenti, ma trasfigurato nel Più Bello dei Figli d’Uomo (Salmo 44), il “bel pastore” (Giovanni 10, 14), kalòs, cioè agathos: buono. Il Risorto, il Salvatore, punto focale di tutta quella bellezza, che salverà il mondo.  QUI l’articolo completo di Emanuela Martinelli su “La nuova bussola quotidiana”.

 

Tu lo hai fatto come un segno.

Non ha bisogno di presentazioni la nostra ANTONIETTA PORRO. Anche oggi,  grazie alla collaborazione con il bollettino della Parrocchia di san Giulio in Barlassina, condivide col Bar la sua esperienza di cristiana nel quotidiano della sua realtà.

Non è un errore di stampa. Il titolo dell’articolo ripete quello della rubrica, ma non per sbaglio. Si tratta di una scelta deliberata, poiché per la persona cui è dedicata questa paginetta la frase due volte ricorrente in testa al foglio vale in maniera particolarissima.
Il 18 gennaio ricorre il 75° compleanno di don Sandro: un compleanno importante, per molte ragioni. Come ogni anniversario, invita a guardare indietro, a ripercorrere i passi che hanno condotto al punto che diventa oggetto della festa. Guardare indietro rispetto a ciò che don Sandro ha rappresentato per la nostra comunità, da quando è venuto tra noi, al di là della sua persona, dei suoi numerosi pregi e dei suoi inevitabili Continua a leggere

Spiedini.

“Noi ci alzeremo in piedi”

San Giovanni Paolo

E ci restiamo, visto il dilagare di questa strage nazista! E ci restiamo, nella Giornata della Memoria.

Berlicche

Il governatore di New York Cuomo ha stabilito, per celebrare la nuova legge che consente tra l’altro l’aborto in alcuni casi fino alla nascita e la possibilità che a praticarlo siano anche non-dottori, che la cima dell’One World Trade Center sia illuminata di rosa.

Se avete gioito alla notizia, e tuttavia questa immagine vi fa impressione, dovreste chiedervi perché.

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L’altro paio.

Premiato al Cairo, al Festival del Cinema 2014, quale migliore cortometraggio egiziano, in poco più di quattro minuti, “L’altro paio” ispirato a un episodio della vita di Gandhi,  racconta la vicenda di due bambini, l’uno povero, l’altro ricco, ma entrambi ricchi di generosità. Non si scade mai nel banale o nella commozione troppo facile. La regista, Sarah Rozik, ha solo 20 anni. Imperdibile! Grazie al nostro don Fabio Verga per la segnalazione.

 

Vivere volentieri.

L’Autore è Luigi Patrini, un amico di Gallarate (Varese) ora scrittore. L’articolo è pubblicato oggi su La Prealpina. Il Titolo è “Libertà o capriccio”. Abbiamo lasciato le colonne come appaiono sul giornale perché secondo me queste parole sono poesia. Ho rinominato questo brano “Vivere volentieri” perché, secondo Luigi, è la prerogativa, o dovrebbe proprio esserlo, del cristiano che cerca la Verità che lo libera. Grazie!

Più frequento il pensiero cristiano
e più capisco la sua valenza
“laica”! Sembra un paradosso,
ma è proprio così,
perché sempre più mi appare
evidente la “ragionevolezza”
degli insegnamenti di Gesù e, Continua a leggere

Insieme: variante della parola “amore”…

C’era una volta un contadino che aveva quattro figli: belli, forti e coraggiosi ma purtroppo in perenne disaccordo tra loro, a motivo del loro eccessivo orgoglio.
Il padre ne soffriva e studiava il modo per creare un po’ di armonia tra loro, ma senza alcun risultato.
Un giorno li chiamò tutti attorno a sé e si fece portare quattro verghe di frassino, le legò insieme, poi disse ai suoi figli: “Vediamo chi di voi è capace di spezzare questa manciata di asticelle”. Ognuno dei suoi figli provò e riprovò ma nessuno riuscì non solo a rompere, ma nemmeno a piegare il fastello di verghe. allora il padre sciolse le verghe e ne consegnò una a ciascuno dicendo: “Provate adesso”. All’istante ogni giovane spezzò senza sforzo alcuno la sua asticella. “Ecco, figli miei”, disse il padre, “anche voi, se riuscirete a stare uniti, sarete capaci di superare ogni pericolo ed ogni avversità. Se invece rimarrete discordi e in conflitto tra voi, diventerete preda e oggetto di scherno per i vostri nemici.”
E’ proprio così, cari amici: se vogliamo ritrovare un po’ di pace, di serenità e di gioia di vivere, dobbiamo deporre il nostro orgoglio e ritornare ad essere uniti e collaborativi. Facciamoci guidare dalla parola “insieme” che è una delle innumerevoli varianti della parola “amore”.

da Frate Indovino