Sfumature di vita.

Sempre bello incontrarti, Fausto! Ben tornato.

Carissimi Amici,

la pienezza abita il frammento. La diversità non è limite, ma opportunità. Si entra in punta di piedi nella vita, lasciando che sia il mistero che ci avvolge a disegnare i colori dei nostri occhi.

Un abbraccio fraterno a voi tutti.

Fausto

Nelle stagioni di mezzo che sfogliano il grande libro dell’anno, nei frammenti di tempo che segnano i confini inafferrabili di ogni inizio o fine del giorno, più convincente, più evidente appare la forza dei colori. Il timbro di certe sfumature diventa percettibile esattamente quando è in atto un mutamento profondo e irreversibile. In quei passaggi, ciò che appariva chiaro e deciso, diventa inaspettatamente multiplo e variegato. Il verde vivo e incontrastato muta, con modalità impercettibili, in una creativa tavolozza ricca di gialli, rossi, aranci e verdi, che nessuno avrebbe potuto ipotizzare prima.
Tutto si presenta più ricco e abbondante. Lo sguardo non si stanca di osservare. Nulla perde di valore. Tutto si trasforma e si propone in una inedita e inimitabile armonia di tonalità e dettagli.
In autunno, quando tutto inizia a suggerire compimento e spoliazione, diventa possibile riconoscere novità e nuova creazione.
La diversità fa la bellezza. La bellezza permette lo stupore. Lo stupore ottiene il riconoscimento e l’incontro.
Ci si avvicina a ciò che attrae e si cerca ciò che è diverso da noi stessi. Da qui comincia il mistero e la forza delle sfumature. Non sono scontate. Non sono sempre leggibili. Non sono nemmeno sempre accettate. Eppure ci appartengono, costruiscono ciò che ci sta intorno e, alla fine, consentono esattamente la nostra stessa esistenza.
Non è sciocco condividere pensieri e impressioni dinnanzi allo stesso tramonto. L’alba ha parole diverse per ciascuno sguardo che la attende. Si può stare in silenzio. Ma la verità non viene tradita da parole tese a condividere, a far conoscere, a lasciarsi abitare.
Fuori si legge solo ciò che abita dentro. La diversità ci appartiene. Ciascuno è fatto di frammenti, quelli che si mostrano solo a chi cerca il tutto nel particolare.
Non sempre è facile cogliere le sfumature, quelle che nutrono di sostanza storie, volti, nomi. Non si tratta di dettagli. Ma, di particolari che svelano il “non compiuto”, il mistero di una pienezza svelata da marginalità che contano.
Abita dentro ciò che è essenziale, non appare, ma vale. Non ostenta, ma è per tutti. Non attrae, ma invita a entrare dove, troppo spesso, si teme di cercare. La luce nuova si fa spazio nell’oscurità. Si cresce dove c’è voglia di imparare, ricevere, accogliere.
La diversità non è mai un limite, ma l’opportunità. Persino giunti al crepuscolo del giorno – e della vita – è possibile apprendere cose nuove, proprio da ciò che ancora non ci appartiene e che non è diventata già carne della nostra stessa carne, vita della nostra stessa vita.
Si entra in punta di piedi nella vita, allo stesso modo in cui ci si addentra con rispetto e attenzione nel cuore di un bosco che custodisce dettagli e sfumature infinite, quelle che si riflettono sui volti, quelle che si imprimono negli occhi di ogni camminatore che sa penetrare il mistero che lo avvolge e che lo custodisce.

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