The father – Nulla è come sembra

THE FATHER - NULLA È COME SEMBRA - Cinegatti Cinema Perugia

Il cinema è uno specchio. Magico, ma pur sempre specchio. E in una società occidentale dalla curva anagrafica in netta ascesa, cominciano a diventare numerose le pellicole che approfondiscono i temi della “terza età”: il confronto con la gioventù passata e presente (“Youth”, “Up”), la sofferenza e la fine terrena (“Blackbird – l’ultimo abbraccio”), la demenza senile (“Una sconfinata giovinezza” di cui ho già scritto qui).

Quest’ultimo, drammatico tema viene affrontato anche dal bellissimo e pluripremiato film “The father – Nulla è come sembra”. Il regista è Florian Zeller, all’esordio alla regia, autore anche della pièce teatrale da cui il film è tratto. Trovate trama, notizie e riconoscimenti qui.

Vi regalo il dialogo finale. Lo scambio di battute avviene tra l’anziano Anthony (un enorme Anthony Hopkins) e Catherine, l’infermiera della casa di cura in cui Anthony è stato ricoverato (Olivia Williams).

Si tratta della scena madre, la spada che scioglie gli intrecci del film. E che ci pone di fronte a qualcosa che, ahimè, prima o poi toccherà a tutti noi affrontare.

Anthony è in piedi, ma si rattrappisce in posizione fetale. Piange come un bambino. Invoca la mamma. Si prepara per il viaggio. L’ultimo. E l’infermiera, trasfigurata in colei che san Francesco chiamava “sorella”, abbraccia, rincuora, ammonisce.

Cari amici, assorbiti nel nostro piccolo giorno e piccolo mondo, spesso perdiamo la prospettiva della vita. Lo dico a me stesso per primo: la giornata è così bella. C’è il sole fuori. Dobbiamo andare finché c’è il sole, approfittare dell’occasione. Perchè non dura mai tanto il bel tempo. Non è vero?

Gabriele Guzzetti

CATHERINE: “Cosa c’è Anthony? Che succede?”

ANTHONY: “Mi sento come se stessi perdendo tutte le foglie.”

C: “Le foglie?”

A: “Sì”

C: “Che vuol dire?”

A: “I rami, il vento e la pioggia. Non so più che succede ormai.
Tu lo sai che succede? Tutta questa storia della casa… Io non ho più un posto dove posare il capo.
Il mio orologio ce l’ho al polso. Questo lo so. Per il viaggio. Non so se sono pronto…

C: “Prima cosa, ci vestiamo come si deve
Una volta vestiti andiamo a fare una passeggiata nel parco.
Va bene?”

A: “Sì”

C: “Bene. Gli alberi, con le loro foglie… poi ritorniamo qui e mangiamo qualcosa. E Poi farai il tuo riposino. Va bene?”

A: “Sì”

C: “E poi se ti sentirai abbastanza in forma faremo un’altra passeggiata nel parco. Soltanto noi due. Va bene?”

A: “Sì”

C: “Perchè la giornata è così bella. C’è il sole fuori. DObbiamo andare finchè c’è il sole, approfittare dell’occasione.
Perchè non dura mai tanto il bel tempo, non è vero?”

A: “No”

C: “Allora, vestiamoci adesso. Sei d’accordo?”

A: “No”

C: “Andiamo su, andiamo piccolo.”

A: “No”

C: “Andiamo su, E’ finita adesso. E’ finita.
Vedrai che starai già molto meglio tra un momento.
Andrà tutto benissimo….”

(da “The father – Nulla è come sembra”, di Florian Zeller)

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