Un sentiero nel mare #2

Non so perchè il Signore mi conduca a ragionare ancora su quelle poche righe di Parola. Magari fa bene a me e non lo so ancora. Magari sto aiutando qualcun altro. O entrambe le cose.

Scrivevo ieri commentando Esodo 14, 20 che il nostro Dio si incazza e agisce. Ma qual è l’azione di Dio?

Dio si pone in mezzo e illumina. Getta luce. Basta così.

La differenza la fa, a questo punto, chi vuole vedere. Perchè si salva. Chi, ostinato, non vede, perisce. Non certo per colpa di Dio.

Spiazzante. Disarmante. Ma è scritto.  Continua a leggere

Un sentiero nel mare

“Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò dietro. Andò a porsi tra l’accampamento degli Egiziani e quello di Israele. La nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte.” (Es 14, 20).

Ieri ho letto questa frase nella prima lettura e non sono più riuscito a seguire nulla.

Dio è buono, non bonaccione. Quando si incazza si incazza. E agisce. Si mette “in mezzo”. E guai a me.

Guai a me quando Dio si manifesta. Perchè Egli agisce con la spada. Sì sì. No no. Mi chiede di guardare e di vedere.

Questo Dio mi si pone innanzi. Mi provoca. Cosa vedo? Tenebra o luce?

La medesima esperienza di Dio può essere un sole accecante nella notte; oppure il buio più profondo, impenetrabile e disperato.    Continua a leggere

All together!

51250pIn quale posto del mondo si ricordano insieme vittima e assassino con lo stesso trasporto, la stessa commozione, ammirazione, venerazione? In una Chiesa, ovvio. Solo il Cristianesimo è capace di tanto. O meglio, solo Cristo.

La scorsa Domenica ho avuto l’inattesa fortuna di partecipare all’Eucarestia in quel di Seveso (MI), in una Chiesa intitolata a san Pietro da Verona.

Pietro, nato sul finire del XII secolo da una famiglia di eretici manichei, si convertì al Cristianesimo in giovane età ed entrò poi nell’ordine domenicano.

Spese la propria vita a contrastare le eresie soprattutto in Lombardia finchè il 6 Aprile 1252, presso Barlassina, il suo cranio fu sfondato da un sicario assoldato dai capi delle sette di Milano, Lodi, Pavia e Bergamo. Continua a leggere

Sapore argentino

rv21009_articoloCliccando sul link seguente, trovate un’anticipazione (in inglese, ma si può benissimo tradurre grazie ai servizi Google) del nuovo libro che raccoglie le omelie argentine del cardinal Jorge Mario Bergoglio.

Proprio in fondo all’articolo, c’è una breve citazione che mi colpisce e che vi propongo:

“Papa Francesco ha confidato a Padre Spadaro di come si meravigli che alcuni giovani, ovviamente non cresciuti con il rito della Messa in latino, siano comunque propensi ad esso.

<<E io chiedo a me stesso: perchè così tanta rigidità? Scava scava, questa  rigidità nasconde qualcosa, insicurezza o anche qualcos’altro. La rigidità è difensiva. L’amore vero non è rigido.>>”

Gabriele Guzzetti

 

 

Amorosi amorali

trave-occhio1Il piatto proposto nel ristorante dei media nell’ultima settimana accosta ingredienti diversi, ma che insieme insistono sul palato col medesimo amarognolo gusto della “moralità”.

Abbiamo il sindaco romano, moderno Diogene, che vaga nella notte per i sette colli cercando vanamente “l’uomo onesto”; una donna che si toglie la vita perchè perseguitata da una scelta sbagliata; alcune ragazzine che filmano passivamente la violenza subita da una loro conoscente. Continua a leggere

Fiori di plastica

imag0103Chiara mi manda in chat un trafiletto di giornale: “le vie di Casorate si riempiono di fiori per san Tito, la festa che arriva ogni 10 anni”.

Il messaggino che appare sul display qualche secondo più tardi è scontato: “andiamo Domenica pomeriggio?”

Altrettanto scontata la mia risposta. Che fai, vuoi sorbirti una settimana di broncio? E sinceramente, anche se celata dal viril sentire, l’idea di passeggiare per un paese coperto di fiori non mi dispiace.

Il pomeriggio della Domenica arriva e Casorate Sempione non è poi distante. Striscioni e manifesti invogliano ad affrettarsi lungo le vie che già appaiono coloratissime. Continua a leggere

Gruppo d’ascolto: il buon ladrone (Lc 23, 32-43)

buon_ladrone32Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.
33Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. 34Gesù diceva: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte. 35Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: “Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto”. 36Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto 37e dicevano: “Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso”. 38Sopra di lui c’era anche una scritta: “Costui è il re dei Giudei”.
39Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: “Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!”.  40L’altro invece lo rimproverava dicendo: “Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? 41Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male”. 42E disse: “Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno”. 43Gli rispose: “In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso”.

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Gruppo d’ascolto (Lc 16, 19-31): Lazzaro e il ricco (2)

Ricco-e-poveroLuca. Il grande Luca. Lucio di Antiochia è l’evangelista che più ci somiglia. Pagano. Non ha mai visto Gesù (come noi). Viene evangelizzato e convertito da uno che non ha mai visto Gesù (come noi): un tale Paolo di Tarso (mica cotiche). Che lo prende con sè e lo conduce a raccontare il Messia a mezzo Mediterraneo.

Eppure Luca non è uno sprovveduto. Non è uno che si fa abbindolare. Anzi, si tratta di un notabile, di una persona istruita. La tradizione ce lo consegna come un medico. Diverse sono le fonti a conferma di questa tesi: una lettera di Paolo (Col 4, 14); la descrizione precisa di un fenomeno medico oggi meno misterioso: l’ematoidrosi, ovvero il secernere dalla pelle grumi di sangue a fronte di una grandissima angoscia (Lc 22, 44); una omissione: copiando l’episodio dell’emorroissa raccontato da Marco (Mc  5, 25-34;  Lc 8, 43-47), Luca “salta” il fatto che molti medici non l’avevano guarita. A protezione (probabilmente) della categoria.

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Siamo tutti Rozzanesi? (2)

vietato-presepeCommentando il polverone sollevato dal Preside della scuola di Rozzano, il vescovo di Padova mons. Cipolla ha dichiarato a Rete Veneta “Io farei tanti passi indietro pur di mantenerci nella pace e pur di mantenerci nell’amicizia.”

E giù altri fiumi di inchiostro.

Beh, che c’è di strano? I “valori” di cui ci riempiamo la bocca non sono statuine da brandire. Continua a leggere