La vita e i letti ben rifatti.

Ci facciamo aiutare dal cardinal Ravasi a cercare di “sbrogliare la matassa”. Almeno un po’: qualche nodo, districare qualche filo, liberare un passaggio. Anche se poi sicuramente la… paura non svanirà del tutto.  La citazione finale, pur non immediata, è decisiva! Ma gustiamo la chiarezza!

“L’uomo, fin che sta in questo mondo, è un infermo che si trova su un letto scomodo più o meno, e vede intorno a sé altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello; e si figura che ci si deve star benone. Ma se gli riesce di cambiare, appena s’è accomodato nel nuovo, comincia, pigiando, a sentire, qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo, in somma, a un di presso, alla storia di prima.” Avete, certo, tutti indovinato di chi sia questa considerazione: siamo in pratica all’ultima pagina dei Promessi Sposi (cap. 38) e Manzoni, con l’immagine dell’infermo e dei letti, centra due aspetti fondamentali dell’umanità. Continua a leggere

Anche domani sarò la tua Mamma.

Vorrei condividere, in occasione della Festa della Madonna Assunta, questa lettera di una madre al figlio (*). E’ stata letta e salvata da don Marco Pozza sul muro di una cella di galera dove vive la sua missione. E’ una mamma che dona e che chiede.

Tamara de Lempicka “Madonna”

«Figlio mio, guardami. Sono sempre io, tua madre.
Ora mi vedi spenta, stanca, svuotata di energie e assente. Ma sono sempre io, colei che ti ha voluto con tutto il cuore e ti ha messo al mondo. Non guardarmi con disprezzo, gli anni passano per tutti e la vita non è clemente con nessuno.
Sono la donna che sempre ti ha protetto, che sempre ti ha amato e custodito nel suo cuore. Sono la donna che ha pianto per te, che la notte non ha dormito vegliandoti e che di giorno si è dedicata completamente a te: sono semplicemente la tua mamma.
Se un giorno guardandomi mi vedrai vecchia e svampita, se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi: abbi pazienza, ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo. Pazientemente e con immenso amore.
Un giorno scoprirai che, nonostante i miei errori, ho sempre voluto il meglio per te, che ho tentato di spianarti la strada. Dammi un po’ Continua a leggere

Il martirio san Lorenzo.

Gianlorenzo Bernini San Lorenzo sulla graticola – 1617 – Collezione Contini Bonacossi (Uffizi) Firenze

Gianlorenzo Bernini aveva 19 anni quando scolpì questo capolavoro..

Si era ispirato alla posa di Adamo nella Cappella Sistina.

La scultura appare come un prodigioso esempio di virtuosismo, capace di rendere col marmo anche l’elemento più etereo e immateriale: il fuoco.

La malattia dei desideri piccoli.

Permetteteci di sfogliare a nostra volta l’album dei ricordi. Pubblichiamo oggi il testo dell’omelia in occasione della visita di don Mario Delpini alla nostra Chiesa. In questa occasione il nuovo arcivescovo di Milano battezzò il piccolo Luca.

Festa della presentazione al Tempio di NS Gesù Cristo Giornata della vita – Saronno Regina Pacis – 2 febbraio 2014

1. La malattia.
Si è diffusa dappertutto una strana malattia, che sembra pericolosa e contagiosa. Non si sa se abbia già un nome scientifico e una letteratura specialistica. Molti dicono che non c’è una vera e propria cura e che bisogna abituarsi a vivere malati. È una malattia che contagia senza dare dolore; capita persino che i malati non si considerino malati, ma anzi più sani e più fortunati degli altri. Per questo coloro che ne sono contagiati non vanno dal medico, non si preoccupano di farsi curare.
Questa malattia – per dirla con un linguaggio semplice – si chiama la “malattia dei desideri piccoli”. Succede che aumentano gli anni, ma i desideri rimangono piccoli, come se crescesse una gamba e l’altra rimanesse piccola. Si leggono libri sempre più grossi, ma i desideri rimangono Continua a leggere