Con Giovannino il popolo risorge sempre.

Cinquant’anni fa moriva Giovannino Guareschi. Con don Camillo e Peppone ha lasciato un’importante eredità da recuperare per gli uomini di oggi.

GIORGIO VITTADINI  Il Sussidiario – 20 LUGLIO 2018 –

Cinquant’anni fa, il 22 luglio 1968, Giovannino Guareschi lasciava improvvisamente questo mondo. Aveva sessant’anni. Quello che spinge a parlare di lui non è solo la ricorrenza e il dovere di ricordare uno degli scrittori italiani più tradotti nel mondo (142 lingue) insieme a Dante Alighieri. E nemmeno il desiderio di rendere giustizia a un genio dell’umano così incompreso e ingiustamente bistrattato. Il fatto è che le vicende vissute da don Camillo, da Peppone e dai tanti altri personaggi meno conosciuti, così come le considerazioni contenute negli articoli del settimanale Candido che dirigeva e i giudizi taglienti espressi nelle sue vignette, hanno molto da insegnare, non “anche”, ma soprattutto oggi e in vista del domani. Almeno per una serie di fattori.

Il primo riguarda il riferimento al popolo, Continua a leggere

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Oggi i cattolici si nascondono e il mondo non si salva.

Constatavo oggi con un amico quanto sia raro e difficile, anche tra amici, condividere opinioni, prendere posizioni, manifestare convinzioni su fatti non necessariamente compromettenti, anche e soprattutto quando ciò prevede, magari, una  certa “esposizione”…

Per non parlare di quando, magari in prossimità delle elezioni, si tratta di confrontare le nostre convinzioni o posizioni politiche con la nostra esperienza di Chiesa. Causa o conseguenza della, ormai, certificata  irrilevanza dei cattolici in politica e non solo?

E proprio oggi, su La nuova Bussola quotidiana si legge il fondo di PEPPINO ZOLA proprio su questo argomento. Dario, la persona con cui ci si confrontava, commenta l’articolo così: Zola dice poche parole ma chiare chiare. Finché ci saranno persone così, fede e speranza continueranno ad essere annunciate.” Eccessivo? Secondo noi no, ma fateci pure sapere.

Sorprende che i cattolici stiano contribuendo “a tacere di noi”, in parte “nascondendosi” ed in parte avendo vergogna della propria diversità, come dice Giussani. Dimenticando Gesù, san Paolo e il fatto che è la diversità di Cristo a salvare il mondo. Egli è con noi per tutti i secoli, ma per dirci cose dell’altro mondo.

Caro direttore,

ho una strana impressione: e cioè che i cattolici (non solo italiani) facciano di tutto per nascondere la loro “diversità”, quasi fosse un’onta. È indubbio che, con il Battesimo, i cristiani diventino una realtà diversa. Tutto l’insegnamento di San Paolo, mi pare, insiste sul FATTO che Cristo ci rende persone “nuove”, cioè diverse da come eravamo prima e da come tutti sono quando vivono quello che Gesù identificava con la parola “mondo”.

Nella Sua suprema preghiera, Gesù, rivolto al Padre ha così pregato: Continua a leggere

Papa Francesco al Forum. Guardarsi negli occhi. (1 articolo)

Per Gigi De Palo e i Suoi preghiamo quotidianamente qui al Bar… Poi che bello che il Papa e una suora conoscano così bene l’Umano da poterci dare consigli sul Matrimonio!…

Due sposi, due fidanzati, prima che non si parlino più, non si guardano più, prima del dialogo muore lo sguardo. Prima della parola, non si vedono più.

suor Roberta Vinerba

Matrimonio Cristiano

Papa Francesco il 16 giugno  ha ricevuto in udienza una delegazione del Forum delle Famiglie. Ne è nato uno scambio molto bello e soprattutto interessante. Papa Francesco, provocato dalla passione del presidente del Forum Gigi De Palo, riposto il discorso formale che aveva pronto, ha risposto a braccio, guidato da quanto lo Spirito gli suggeriva. La risposta del Papa è una meraviglia da leggere e rileggere. Sento il desiderio di rileggerla con voi, approfondendo i punti più significativi.

Lui (Gigi De Palo ndr)  ha usato un’espressione: “guardarsi negli occhi”. L’uomo e la donna, il marito e la sposa, si guardano negli occhi. Racconto un aneddoto. A me piace salutare nelle udienze le coppie che fanno il cinquantesimo, il venticinquesimo…; anche quando vengono a Messa a Santa Marta. Una volta, c’era una coppia che faceva il sessantesimo. Ma erano giovani, perché si erano sposati a diciotto anni, come a quei tempi…

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Il pensiero della Chiesa sull’immigrazione

Anche me la questione dell’immigrazione, come diverse altre di questi tempi, interroga e turba. E ritengo che affrontare con superficialità il problema equivalga a non considerarlo affatto. Stimo la serietà con cui il Blog amico di Giuliano Guzzo svolge il suo lavoro e condivido volentieri con gli amici del Bar questo articolo. Confidando che, anche grazie alla possibilità che ci viene offerta per pensare, la nostra Fede possa originare Cultura. Scusate se sia troppo…

Giuliano Guzzo

L’ho scritto ieri e lo riscrivo ora: la vicenda dell’Aquarius e delle 629 persone a bordo mi turba e mi interroga, lasciandomi più domande che risposte. Altri, invece

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Sì, cattolico: “embè”?

foto Lapresse

Riportiamo uno stralcio dell’intervista che il neoministro Lorenzo Fontana ha concesso a Francesco Ognibene per l’edizione odierna di Avvenire. Non penso sia un difetto essere cattolico, anzi, dichiara il titolare del dicastero di Famiglia e Disabilità. Ne conveniamo con lui!

Lei si professa credente. Della sua fede cosa porta nell’impegno politico?
I valori che ispirano una civiltà bimillenaria, non sapendo se sarò all’altezza. Abbiamo la fortuna di credere in un Dio che ama, che ci insegna a fare tutte le cose senza odio. Non penso sia un difetto essere cattolico, anzi, e oggi sento molto la responsabilità di fare del mio meglio per essere all’altezza.

QUI il testo completo dell’intervista. Speriamo!