La compassione

William Adolphe Bouguereau – Compassion (1897)

Quello che succede nella vita … drammi, fatiche, gioie, soddisfazioni… ti aiutano a capire ogni volta qualcosa in più di te stesso, ad andare sempre più in profondità del tuo essere.

E se riesci a vivere fino in fondo queste esperienze, se riesci, magari anche con l’aiuto di qualcuno, a digerirle e a metabolizzarle, ti accorgi ad un certo punto che la vita ti ha fatto un dono enorme: la compassione!

Mi sono resa conto però che non sempre può risultare un dono gradito … a volte diventa un peso enorme da portare sulle spalle quando il dolore che leggi negli occhi dell’altro arriva a stritolarti le carni, a farti mancare persino il respiro e allora rinunceresti volentieri a questo regalo inatteso e non voluto … poi capisci quanto sei fortunato perchè il sentire l’altro ti porta inevitabilmente e più facilmente a dimenticare te stesso e a vincere la grande battaglia contro l’egoismo.

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Chi non salta …

Bracca, 2 luglio 2017
Durante la Messa in occasione del 95° del Gruppo Alpini di Bracca, il parroco, riportando le parole di papa Francesco (“Stiamo vivendo non un’epoca di cambiamento, ma un cambiamento d’epoca”) sottolinea l’importanza e la necessità di un salto di qualità per la Chiesa, per la società civile, per le associazioni di volontariato, per ogni uomo.
Saronno, 4 luglio 2017
E’ l’anniversario della morte di Pier Giorgio Frassati …
Ripenso alle parole di don Luca Ramello
Nell’esperienza umana e spirituale di Frassati non vi è alcuna contrapposizione tra la vita di giovane e la fede. In tutte le dimensioni, dalla preghiera allo studio, dalla politica all’impegno con i poveri, dallo sport all’incontro con gli amici, emerge la figura non di un eremita, ma di un ragazzo laico buttato nel mondo
e mi dico … ecco qualcuno che, senza tanti proclami e manifesti, ha fatto un salto di qualità nel quotidiano della sua vita, quella ferialità a volte tanto bistrattata, ma luogo unico e vero della propria santificazione.

Preti scomodi e profetici

E’ questo il titolo che l’Osservatore Romano ha utilizzato per raccontare la visita di papa Francesco a Barbiana e a Bozzolo, dove ha pregato sulle tombe di don Lorenzo Milani e don Primo Mazzolari.

Scomodi perché hanno avuto il coraggio di andare anche contro corrente per cercare di vivere fedeli al Vangelo di Cristo senza compromessi, senza  se e senza ma …

Profetici perché vivendo in pieno il loro tempo facendosi prossimi alla gente che incontravano sono stati presenza e testimonianza del Crocifisso risorto e vivo nella Chiesa …

 

Scomodi e profetici perché ebbero a dire …

don Lorenzo Milani:

Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri miei stranieri

don Primo Mazzolari:

È finito il tempo di fare da spettatore sotto il pretesto che si è onesti e cristiani. Troppi ancora hanno le mani pulite perché non hanno mai fatto niente. Un cristiano che non accetta il rischio di perdersi per mantenersi fedele a un impegno di salvezza, non è degno d’impegnarsi col Cristo

 

… sapere di appartenere a …

Dal discorso di Papa Francesco all’apertura del Convegno Ecclesiale della Diocesi di Roma sul tema “Non lasciamoli soli! Accompagnare i genitori nell’educazione dei figli adolescenti”

Oggi le reti sociali sembrerebbero offrirci questo spazio di rete, di connessione con altri, e anche i nostri figli li fanno sentire parte di un gruppo. Ma il problema che comportano, per la loro stessa virtualità, è che ci lasciano come per aria e perciò molto volatili. Non c’è peggior alienazione per una persona di sentire che non ha radici, che non appartiene a nessuno

 

Se sai di appartenere a qualcosa o a qualcuno, anche nella solitudine più cupa, ci sarà sempre qualcosa a cui tornare o qualcuno a cui aggrapparti … e lo scrivo per esperienza …

2 Cor 2,15

… noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo …

 

Essere profumo … ma cosa vuol dire per me?

♦ diffondere odore “buono” senza preoccuparsi che si sappia da dove provenga … esercitati nella virtù dell’umiltà

♦ preoccuparsi di essere e mantenersi “puliti” soprattutto dentro … accostati frequentemente alla  confessione

♦ non dimenticarsi di usare ogni giorno un buon deodorante … quale miglior aiuto della preghiera quotidiana

Forse saranno osservazioni banali, ingenue e superficiali, ma perchè complicarsi la vita?

Buona giornata a tutti!

“AIUTAMI A CAPIRE ….”

le-migliori-coperina-davanti

“Le migliori”: il successo discografico del 2016; ed al bar non poteva mancare ovviamente il commento dell’esperto della canzone del Betania’s … visto che si tratta di Celentano (senza nulla togliere a Mina, ovviamente). Però stavolta l’esperto non canta: “ti lascio amore” proprio non gli riesce. Gli piace, l’ha colpito tantissimo, è un turbinio di emozioni.

Ma è difficile. Da cantare: solo Celentano può interpretarla così. E da ascoltare.

Difficile perché c’è qualcosa che non torna: per la prima volta in vita tua senti Celentano cantare che vuole chiudere un matrimonio. Non l’ha mai fatto: era arrivato a tradire, ma nella stessa notte già sceglieva per il matrimonio (la  storica “sotto le lenzuola”, cantata a Sanremo nel 1971 in coppia con il Coro Alpino Milanese).

Stavolta c’è un parlato iniziale che ti spiazza, poi ribadito dal canto: “io non so che mi succede dentro l’anima, ogni decisione presa è discutibile, e l’angoscia di sbagliare è insopportabile, quanto la certezza che devo andare via”. Adriano canta “devo andare via”?

Da lì in poi sentirai il disagio della coppia.. ma continuano a dirsi “amore”; Celentano intanto è passato a chiedere “lasciami amore” (il “devo andare via” non era così certo? Serve un “aiuto” per chiudere?), e senti la coppia accennare a tanti motivi, nessuno dei quali speri sia determinante. Però, in un crescendo, c’è Mina, che gli canta “ti lascio amore”, e passa da un “faccio posto ad emozioni nuove” ed un “forse adesso tra di noi…” ad un “non far si che i nostri giorni siano stati inutili”..  fino alla scena finale, quella che tu proprio non volevi: “io ti ho tradito, ma a modo mio ti ho sempre amato … ti lascio amore..no..non odiarmi amore..ti lascio amore..ti lascio”. Pum!

Ormai lo senti che è andata, non c’è più niente cui aggrapparsi: se anche la “certezza che devo andare via” non fosse stata tale, anche se Adriano era passato a “lasciami amore”, Mina, pur continuando a chiamarlo “amore”, lo lascia! La richiesta è stata esaudita.

Il canto è finito. C’è solo un drammatico parlato di Adriano; non c’è nemmeno quella sorta di consolazione del “non far si che i nostri giorni siano stati inutili” di Mina, perchè c’è il buio più totale di “tra un anno avremo già dimenticatooppure”. Come? C’è un “oppure”?

oppure aiutami a capire, dimmi, che tutto quanto è sbagliato”.

C’è il colpo di scena? C’è la richiesta di un aiuto perché, insieme, possa prevalere la coppia, con le sue difficoltà e risorse? Si può riprendere il testo dall’inizio, e rivedere quel “tutto sbagliato”, incominciando dall’ “ogni decisione presa discutibile”? In fondo, sono ancora capaci di arrivare a prendere decisioni (anche se poi le ridiscutono…).

Stefano