2 giugno 1946 – 2 giugno 2016

imageSono un alpino, non posso lasciare passare quest’oggi come nulla fosse. Già ho sacrificato la voglia di partecipare a qualche manifestazione in favore di un impegno famigliare, ma ho pensato che comunque anche questo è onorare un giorno in cui ci si ricorda di chi ci permette oggi questa scelta, il ricordo di chi ha sacrificato molto di più per poterci dare questa libertà.

Il pensiero corre ad immaginare le emozioni che le persone provavano in quei giorni di fervore, appena usciti dalla immane tragedia mondiale che comunque lasciava delle tragiche appendici quasi ovunque. Quale è la risposta giusta  al  quesito? Come sarà il futuro in base a quello che scelgo?

Penso ad una donna posta per la prima volta davanti a quella responsabilità. Quanta emozione e quanta curiosità per il valore di un gesto che per la prima volta viene riconosciuto. Probabilmente, non ne coglie pienamente la potenzialità, ma questa novità è dirompente.

non riesco però ad immaginarmi come avrei potuto scegliere. Penso che in fondo il risultato di quel voto rispecchi realmente lo stato d’animo di chi è andato a votare: a metà tra il dare ancora fiducia malgrado tutto e la voglia di cambiare e punire chi è responsabile in qualche modo del dolore vissuto.

Comunque sia stato, paragonato all’oggi, non c’è confronto. Ci inebriamo di potenzialità infinite ma siamo praticamente alla mercè di una fantomatica globalità consumistica che ci opprime. Non si riesce a capire quale è il vero spirito che sostiene chi oggi sceglie per noi e allora, ce la meritiamo tutta questa presunta libertà così faticosamente conquistata dai nostri vecchi?

Mi vien da dire: devo fare tutto il possibile per meritarmela, allora c’è speranza che quelle emozioni vissute intensamente abbiamo prodotto il loro frutto, comunque.

grazie, cercherò di fare altrettanto.

viva l’Italia!!

21 Marzo Giornata mondiale per la Sindrome di Down

Tutto comincia in un sottoscala, sfruttando i pochi mezzi a disposizione, una macchina fotografica del laboratorio di anatomia patologica, quando non usata per le autopsie, una camera oscura ricavata con mezzi di fortuna, il tutto immerso nella grande determinazione di fare il medico, vale a dire, trovare una cura efficace per chi è malato.

Jérome Lejeune si spinge al limite, osa dove nessuno prima e scopre non una cura, quella ancora non c’è, scopre cose che nessuno ha mai visto prima e pone la prima mattonella di una strada che oggi conta una ramificazione eccezionale, il DNA può essere letto e compreso. l’uso che se ne farà poi, è tutta un’altra storia.

Lejeune è un ricercatore ma è anche un medico, in particolare medico pediatrico: la sua ricerca scientifica è mossa dal desiderio di conoscere per poter curare; e curare significa prendersi cura della persona, di ogni singolo malato. L’attività medica di Lejeune è una testimonianza dell’importanza per il malato di un contesto umano, anche nei casi dove non registrino significativi progressi conoscitivi e terapeutici. È una esperienza professionale e umana fondata su una precisa visione dell’uomo e della realtà, che ha alimentato anche le sue decise prese di posizione pubbliche in favore della vita: visione sintetizzabile nell’idea che ogni uomo sia “unico” e “insostituibile” e come tale vada guardato. (estratto dalla presentazione della mostra: CHE COS’È L’UOMO PERCHÉ TE NE RICORDI? Genetica e natura umana nello sguardo di Jérôme Lejeune del Meeting di Rimini 2012).

Il fermento scientifico che ne è seguito, oggi si concretizza in protocolli e terapie grazie alle quali si anticipano i possibili problemi che le persone Down possono dover affrontare e sempre più si dà loro la possibilità di una vita “normale”.  Il prezzo è una costante lotta contro le burocrazie e l’attenzione sempre alta verso ciò che può aiutare le famiglie. Ogni piccola cosa scontata nella normalità, per loro è una faticosa conquista.

Per questo è importante celebrare una giornata mondiale per la Trisomia 21, perchè l’eredità di Lejeune non vada persa: chi ha un cromosoma in più deve avere una possibilità in più, perchè persone come Sofia regalano tutto il loro Amore in un sorriso….travolgente!

TRISO 21

La pagella

pagella

Al bar si incontrano personaggi vari ed eventuali, i soliti avventori più conoscenti che amici, gli amici, estranei che cercano compagnia per una bevuta e le chiacchiere spaziano dal calcio, alla politica, alla moglie rompi …. all’ultimo gossip …

a volte però la conversazione prende una piega seria e magicamente escono dai calici storie di bimbi, di scuole, di magnifici e splendidi angeli e l’orgoglio dei padri (avventori) si gonfia …. e anch’io …. oggi sono gonfio di orgoglio.

questo pomeriggio ho ritirato la prima pagella della ns ultimogenita … magnifica!!

la bimba ha una voglia matta di imparare, si comporta bene, è un crescendo di attenzione e impegno per essere “come gli altri” … che bello!! è una cosa che ci riempie di gioia!!

e come avventori che si rispettino …. mi riempio di orgoglio … e ringrazio Dio e la Santa Vergine per questa gioia e per i sorrisi che ogni giorno ci regala attraverso di lei!!

Alla Salute!!

Che impegno e che esempio!

Oggi, giornata per la Vita, come ogni anno, si è chiesto un aiuto concreto per sostenere il movimento vendendo torte e primule all’uscita di chiesa ad OGNI Messa.

E’ una cosa che ho visto fare ogni anno e come ogni anno abbiamo comprato e a volte anche fatto qualche torta da quando siamo una famiglia.

La cosa strana di oggi che mi ha fatto riflettere è che ad ogni Messa c’erano gli stessi volontari ad occuparsi di preparare il tavolo con le torte e i fiori, a starsene fuori al freddo e all’umido durante le celebrazioni.

Marta! ho pensato a Lei. a differenza della sorella, non riesce a starsene lì ferma ad ascoltare il Maestro, l’Amico, ma prepara, cerca di rendere confortevole la Sua visita, si mette al servizio per …

Allora, ho riflettuto su cosa vuol dire “impegno per “.

Vuol dire spendersi, vuol dire giocarsi del tempo, vuol dire dare priorità, gratuitamente e con un sorriso … che esempio favoloso e che roboante silenzio attorno!!

La sobrietà della solitudine e il roboante silenzio del non lamentarsi!!!!

Che esempio!! grazie!!

 

BETANIA VERMEER