Liberi pensieri di un casalingo distratto.

Non so se sia importante ma penso che la vita consista anche nel tentare di sistemare le cose che sono fuori posto, i bicchieri dimenticati la sera sotto il divano o le calze buttate a terra in bagno, sempre con la consapevolezza che comunque è un lavoro inutile.
Allo stesso modo medicare una ferita, pettinare dei capelli fuori posto, imboccare e vestire chi non ce la fa, pulire chi è sporco, fare bene le cose che siamo chiamati a fare, forse serve a compensare le violenze inutili che accadono nel mondo.

Contano i mezzi non il fine

“Tutti si preoccupano dei mezzi per vivere, ben pochi dei fini per cui vivere… Scomparsa l’idea di Dio dall’orizzonte della mente occidentale, è venuto a mancare il fine ultimo della vita. ma siccome gli esseri umani non possono vivere senza una direzione ed una finalità, la conseguenza è che ciò che era un mezzo ha preso il posto riservato al fine e si è proclamto signore: non si lavora per vivere, si vive per lavorare; non si mangia per vivere, si vive per mangiare; non ci si diverte per vivere, si vive per divertirsi… Oggi, alla gran parte degli occidentali, è scomparso il fine ultimo del loro operare nel mondo, corrono dentro la ruota che gira… Essendo scomparsa un’idea più grande del mondo il mondo è diventato l’assoluto… nessuno è contento del posto che ha.”

Dio e il suo destino, Vito Mancuso – Garzanti Editore 2015 – pag. 30 – 31

 

 

 

Primo Ministro Australiano, JOHN HOWARD

Posto, un po’ come provocazione, ma forse anche un po’ no, le dichiarazioni del primo ministro australiano del 28/03/2011

GLI IMMIGRATI NON AUSTRALIANI DEVONO ADATTARSI! Prendere o lasciare, sono stanco che questa nazione debba preoccuparsi di sapere se offendiamo alcuni individui o la loro cultura.
La nostra cultura si è sviluppata attraverso lotte, vittorie, conquiste portate avanti da milioni di uomini e donne che hanno ricercato la libertà.
La nostra lingua ufficiale è l’INGLESE, non lo spagnolo, il libanese, l’arabo, il cinese, il giapponese, o qualsiasi altra lingua. Di conseguenza, se desiderate far parte della nostra società, imparatene la lingua!
La maggior parte degli Australiani crede in Dio. Non si tratta di obbligo di cristianesimo, d’influenza della destra o di pressione politica, ma è un fatto, perché degli uomini e delle donne hanno fondato questa nazione su dei principi cristiani e questo è ufficialmente insegnato. E’ quindi appropriato che questo si veda sui muri delle nostre scuole. Se Dio vi offende, vi suggerisco allora di prendere in considerazione un’altra parte del mondo come vostro paese di accoglienza, perché Dio fa parte delle nostra cultura.
Noi accetteremo le vostre credenze senza fare domande. Tutto ciò che vi domandiamo è di accettare le nostre e di vivere in armonia pacificamente con noi.
Questo è il NOSTRO PAESE; la NOSTRA TERRA e il NOSTRO STILE DI VITA. E vi offriamo la possibilità di approfittare di tutto questo. Ma se non fate altro che lamentarvi, prendervela con la nostra bandiera, il nostro impegno, le nostre credenze cristiane o il nostro stile di vita, allora vi incoraggio fortemente ad approfittare di un’altra grande libertà australiana: IL DIRITTO AD ANDARVENE. Se non siete felici qui, allora PARTITE. Non vi abbiamo forzati a venire qui, siete voi che avete chiesto di essere qui.
“Allora rispettate il paese che Vi ha accettati.”

Pubblicato da Giancarlo Bertollini il 28/3/2011 02:50:00 PM su http://www.studiostampa.com

Fin che c’è vita c’è vacanza

Ho letto questo articolo datato gennaio 2015 scritto da Gian Antonio Stella che intervista Ermanno Olmi, mi è piaciuto così tanto che non posso fare a meno di condividerlo con voi amici del Bar Betania… “oste della malora, un bicchiere di Ginger per tutti!!!” (ma che sia in bottiglia di vetro!!)

 

http://www.corriere.it/spettacoli/15_gennaio_10/ermanno-olmi-malattia-mi-ha-aggredito-ma-serve-anche-soffrire-8bf06e1e-98aa-11e4-8d78-4120bf431cb5.shtml

 

Il figlio e la barca.

Leggendo un libro di Paulo Choelo vi ho trovato questo aforisma:” Un’imbarcazione è più sicura quando si trova in porto; tuttavia non è per questo che le barche sono state costruite.”

Non so se per discorsi domenicali o sensibilità del momento ho associato questa frase a genitori (il porto) e il figlio ( la nave).

Una nave è fatta per navigare non per rimanere in porto, nel cantiere del porto si attrezza lo scafo. si montano gli strumenti di bordo che si pensa che servano, ma poi non si sa se verranno usati, si mette il radar,  si fanno le prove in mare …ma poi deve arrivare il giorno del varo e la meraviglia dell’oceano la attende.

Educazione dei figli – Sant’Ambrogio

ambrogioEsistono delle testimonianze che sono definitive, secondo me questa chiarisce in modo cristallino cosa è l’educazione dei figli e anche cosa significa essere famiglia. sembra scritta oggi ma guardate in fondo all’articolo in che secolo è stata scritta.

“L’educazione dei figli è impresa per adulti disposti ad una dedizione che dimentica se stessa: ne sono capaci marito e moglie che si amano abbastanza da non mendicare altrove l’affetto necessario.

Il bene dei vostri figli sarà quello che sceglieranno: non sognate per loro i vostri desideri. Basterà che sappiano amare il bene e guardarsi dal male e che abbiano in orrore la menzogna.

Non pretendete dunque di disegnare il loro futuro; siate fieri piuttosto che vadano incontro al domani con slancio anche quando sembrerà che si dimentichino di voi. Non incoraggiate ingenue fantasie di grandezza, ma se Dio li chiama a qualcosa di bello e di grande, non siate voi la zavorra che impedisce di volare.

Non arrogatevi il diritto di prendere decisioni al loro posto, ma aiutateli a capire che decidere bisogna, e non si spaventino se ciò che amano richiede fatica e fa qualche volta soffrire: è insopportabile una vita vissuta per niente.

Più dei vostri consigli li aiuterà la stima che hanno di voi e la stima che voi avete di loro; più di mille raccomandazioni soffocanti, saranno aiutati dai gesti che videro in casa: gli affetti semplici, certi ed espressi con pudore, la stima vicendevole, il senso della misura, il dominio delle passioni, il gusto per le cose belle e l’arte, la forza anche di sorridere.

E tutti i discorsi sulla carità non mi insegneranno di più del gesto di mia madre che fa posto in casa per un vagabondo affamato: e non trovo gesto migliore per dire la fierezza di essere uomo di quando mio padre si fece avanti a prendere le difese di un uomo ingiustamente accusato.

I vostri figli abitino la vostra casa con quel sano trovarsi bene che ti mette a tuo agio e ti incoraggia anche ad uscire di casa, perché ti mette dentro la fiducia in Dio e il gusto di vivere bene”.

S. Ambrogio – Vescovo di Milano – IV° secolo dopo Cristo

La fragilità del male

4196-la%20fragilitàDEF_senza_250X_A 70 anni dalla morte di Dietrich Bonhoeffe esce, edito da Piemme, un libro di scritti inediti del pastore luterano che attivamente combatté il nazismo e per questo fu incarcerato e condannato a morte.
Iniziò la sua opposizione attiva fin dai primi anni del regime . Arrestato, diede la vita fino al martirio, e in prigione scrisse le riflessioni più potenti mai scritte sul male assoluto, sull’istupidimento del potere e sulla possibilità di “resistere” con o senza Dio. Gli ultimi giorni prima della condanna Dietrich annotò: “ogni ostentazione esteriore di potenza provoca l’istupidimento di una gran parte degli uomini. La stupidità è un nemico più pericoloso della malvagità. Il male porta sempre con sé il germe dell’autodissoluzione, perché nell’uomo lascia un senso di malessere.”
Le famose teste di legno che non vogliono diventare uomini, ma preferiscono essere burattini legati a fili.

Contro mastro Ciliegia

Mi è stato regalato un libro che avevo letto negli anni ’80, ma di cui poi ho perso memoria.
Fortunatamente è stato ristampato ed è ancora in catalogo.
Si tratta di un volume scritto dal Cardinale Giacomo Biffi intitolatociliegia “Contro mastro Ciliegia”, sottotitolo “Commento teologico a “Le avventure di Pinocchio””.
Chi non ha mai letto o non conosce il Libro di Collodi!
Il rileggerlo con di fianco questo libro esegetico ci permette di meglio comprendere le esigenze profonde dell’uomo .
Pinocchio, rappresenta ciascuno di noi continuamente in bilico tra l’essere burattini o figli.
L’alto destino di teste di legno