Macerata. Proteste per l’Ave Maria all’Università. Il vescovo: “grazie a chi ci ha ricordato che la preghiera è una forza”

Una casa sulla roccia

Docente interrompe lezione per pregare per la pace nel centenario dell’apparizione di Fatima. Scoppia la polemica. Interviene mons. Marconi: grazie perché ci avete ricordato la forza della preghiera

Il 13 ottobre la professoressa Clara Ferranti, ricercatrice di Glottologia e Linguistica al Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata, fa lezione a un centinaio di studenti di Lingue e Lettere: alle 17:30 in punto si interrompe e li invita a recitare l’Ave Maria, una «preghiera per la pace» che quel giorno a quell’ora, nel centenario dell’apparizione della Madonna di Fatima, si tiene in varie parti d’Italia. Alcuni studenti pregano, altri rimangono in silenzio: di lì a poco l’episodio finisce sui social. E un comunicato di fuoco dell’Officina universitaria, un’associazione studentesca, denuncia «la limitazione della libertà personale» subita dai ragazzi.

La docente si difende, sostiene di non aver coartato la libertà di nessuno e di aver interrotto la lezione solo per pochi…

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Un incontro imbarazzante.

Scrivere “riceviamo e pubblichiamo” sarebbe perlomeno riduttivo. Anche aggiungendo un “volentieri” non renderemmo giustizia all’Amico Fausto. Anche oggi con garbo, quasi una poesia, ci permette di riflettere, profondamente, sul sacramento della Riconciliazione. Grazie! Attendiamo il tuo ritorno.

Perché troviamo tanta difficoltà ad accostarci al sacramento della Confessione, che è l’incontro con la Misericordia e il Perdono di Dio? C’è sempre una scusa pronta per rinviarlo. Un impegno improvviso, le scarpe strette, il mal di testa… Per un appuntamento così importante ci vogliono tempo e attenzione. E ci mancano l’uno e l’altra. Così prendiamo un appunto sull’agenda senza precisare la data.
E’ l’incontro che ci imbarazza di più: quello con Continua a leggere

Il vento contro.

Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono ripari. Altri, mulini a vento.”
Proverbio orientale

Amici del Bar, è tornato a farci visita il nostro Fausto Corsetti. Oggi contribuisce alla crescita del Locale con una metafora sportiva. E ci conduce a considerare che “Nulla è perduto se al nostro fianco avvertiamo la presenza di un Amico Speciale: Gesù.” Ricambiamo l’abbraccio affettuoso confidando di ri-sentirci presto.

Tempo fa, scorrendo i canali della televisione, sono stato attratto dalle immagini di alcune gare sportive. Si trattava, in particolare, del lancio del giavellotto.
Assistere alla gara del giavellotto è come tornare agli albori dello sport, assaporare l’aria di antiche competizioni. Proprio nell’antichità, lo sport derivava dall’allenamento per la battaglia, dalla preparazione per i combattimenti.
Le gare odierne non sono lotte contro un nemico, ma sono invece, più spesso, sfide ai propri limiti, battaglie con se stessi per superare i propri personali traguardi. Ognuno cerca di fare sempre meglio della volta precedente, di oltrepassare se stesso, prima ancora di superare l’altro.
In questa pratica sportiva, come in tutte le altre gare di lancio, ad esempio quella del peso o del disco, la sfida ai propri limiti è evidenziata dalla solitudine spaziale Continua a leggere

Funziono solo cinquanta minuti alla settimana.

E’ da troppo che non ci occupiamo di don Marco Pozza. A dire il vero è da troppo tempo che non gli permettiamo di occuparci di noi. Io lo definisco grande! Un po’ come don Mario Delpini, amico del Bar da “tempi non sospetti” e nuovo arcivescovo di Milano: l’umiltà è segno della sua statura. 🙂 Propongo agli amici di leggere la riflessione, e fino in fondo, per almeno due motivi: è Dio che ci fa. E anche perché il nostro desiderio vuole sacerdoti onnipotenti 24 ore su 24. Purtroppo, anzi per fortuna sono grandi, appunto e grazie a Dio, cinquanta, QUEI CINQUANTA MINUTI alla settimana. Ci pare poco? E noi, poveri, quanto tempo possiamo dire di funzionare?

 

Ammetto, senza vergogna, che il Demonio da qualche settimana mi sta tentando seriamente. Sia ben chiaro questo: tra noi due sono anni che la sfida è aperta, da lavori-in-corso. A volte è lui a vincere una battaglia, altre volte sono io a scansare le sue mostruose seduzioni: non è vittoria la mia, semplicemente gli impedisco di vincere facilmente. Comunque mica poco come risultato. Il fatto è che, togliete per un attimo (solamente per un attimo, però!) Cristo, ciò che rimane è un dato di fatto: Lucifero è rimasto il solo compagno di viaggio che Continua a leggere

Perdono? Missione difficile.

visto su “Riscritture”

Ecco FAUSTO CORSETTI: anche oggi ci ricorda che nella nostra vita chi conta è Gesù Cristo. Bello, necessario sentirselo ripetere. Grazie, ricambiamo stretto il tuo abbraccio.

Perdonare, facile a dirsi. I bambini maltrattati, le donne violentate, i forzati della droga, i sequestrati saranno capaci di tendere una mano ai loro persecutori? Figli e mogli di vittime degli anni di piombo lo fecero, e la coscienza (o l’epidermide) di molti si risentì.
Il perdono non va di moda. Anzi. Anche quando qualcuno ce la fa, c’è sempre chi non è soddisfatto: incapaci di perdonare, non gradiamo che altri ci riescano.
Ma non sappiamo nemmeno chiedere perdono. Perché non riusciamo a essere umili. Oggi vanno forte i vincenti, quelli che hanno sempre ragione e “non devono chiedere, mai”. E noi ci accovacciamo sottomessi, nel nostro piccolo mondo, a questi modelli giornalistici, cinematografici e televisivi: senza rendercene conto, diventiamo anche contagiosi nei confronti Continua a leggere