Fridays for future. Solo il tempo dirà se è rivoluzione vera.

Anche a me non quadra… Ma il parere della “nostra” Marina, come sempre, mi scruta e mi aiuta a riflettere. Condivido con gli Amici del Bar. 

Marina Corradi – Avvenire del 28 settembre 2019

Scorre per le vie di Milano verso il Duomo un grande corteo di ragazzi. Tanti, come da tempo non se ne vedevano. Li guardi ed è inevitabile che il pensiero corra a altri anni, ad altri cortei. Anni Settanta: le assemblee infervorate nell’aula magna di un liceo di Brera, a pochi passi dal ‘Corriere’. Nell’aria densa di fumo i ‘capi’ si contendevano i megafoni arringando la sala gremita. Si decideva chi poteva parlare e chi no: ‘Tu no, fascista’, gridavano a un ragazzino del ginnasio. Continua a leggere

Fuoco sincero.

Mi scuso con gli amici per la scarsa assiduità al “diario” in questi ultimi tempi. Mi scuso in particolare con l’Amico Fausto che ci ha inviato diversi giorni fa questo Suo ineffabile contributo.

Cari Amici,
cominciano così le cose nuove: dal poco. La vita nuova comincia da un soffio leggero, lo stesso che, di primo mattino, ci spinge a cercare sotto la cenere che tace una brace viva, un sussurro eloquente che conduce alla verità di sé.
Un abbraccio fraterno.
FAUSTO CORSETTI

Era sera. Ci raccoglievamo attorno al caminetto di casa: tutti sapevamo di poter trovare proprio lì ascolto, attenzione, narrazione, condivisione, confidenza, memoria, accoglienza.
Guardando il fuoco, il gioco delle fiamme che si muovevano imprevedibili e vivaci, nel tentativo di sgusciare fuori dal legno che le alimentava, si riusciva comunque a entrare nella vita di chi stava seduto accanto e, guardando verso la medesima direzione, Continua a leggere

Nascere è una cosa buona: viviamola per restituire futuro al mondo .

l’Acquedotto di Segovia. Duemila anni, fieramente in piedi.

Noi del Bar celebriamo la prossima Festa della vita con MARINA CORRADI per Avvenire di oggi. Nel suo formidabile articolo ci fa visitare l’acquedotto romano di Segovia e volare fino in cima alle guglie del duomo di Milano. Per parlarci dei nostri Vecchi, “che vivevano in case povere, mangiavano pane e polenta, portavano lo stesso vestito per anni, rammendato. Ma quali meraviglie ci hanno lasciato!” Ci dice di quando eravamo povera gente ma vivevamo in prospettiva di una Eternità vista come certezza. In cui pensare di fare figli non faceva paura… E come non pensare all’ABBEVERATOIO che Cormack Mc Carthy ha “scolpito” nel suo Non è un paese per vecchi? Una promessa dentro il cuore!

Caro direttore,

siamo tutti rivolti a ottenere dei risultati – personali, sul lavoro, a breve termine… – e viviamo l’oggi pensando poco al domani. L’altro ieri ascoltavo un importante commentatore finanziario che alla domanda di come vedesse l’economia europea nel medio termine ha risposto: «L’unica certezza che abbiamo nel medio lungo termine è che saremo tutti morti». Continua a leggere

Insieme: variante della parola “amore”…

C’era una volta un contadino che aveva quattro figli: belli, forti e coraggiosi ma purtroppo in perenne disaccordo tra loro, a motivo del loro eccessivo orgoglio.
Il padre ne soffriva e studiava il modo per creare un po’ di armonia tra loro, ma senza alcun risultato.
Un giorno li chiamò tutti attorno a sé e si fece portare quattro verghe di frassino, le legò insieme, poi disse ai suoi figli: “Vediamo chi di voi è capace di spezzare questa manciata di asticelle”. Ognuno dei suoi figli provò e riprovò ma nessuno riuscì non solo a rompere, ma nemmeno a piegare il fastello di verghe. allora il padre sciolse le verghe e ne consegnò una a ciascuno dicendo: “Provate adesso”. All’istante ogni giovane spezzò senza sforzo alcuno la sua asticella. “Ecco, figli miei”, disse il padre, “anche voi, se riuscirete a stare uniti, sarete capaci di superare ogni pericolo ed ogni avversità. Se invece rimarrete discordi e in conflitto tra voi, diventerete preda e oggetto di scherno per i vostri nemici.”
E’ proprio così, cari amici: se vogliamo ritrovare un po’ di pace, di serenità e di gioia di vivere, dobbiamo deporre il nostro orgoglio e ritornare ad essere uniti e collaborativi. Facciamoci guidare dalla parola “insieme” che è una delle innumerevoli varianti della parola “amore”.

da Frate Indovino

Diversamente giovani.

Lo stile è tutto Suo ma a me ricorda per carattere e sensibilità Marina Corradi. Spero non me ne voglia la nostra Antonietta… Le voglio bene e corro il rischio. 

Ricordo che apprezzano queste stesse riflessioni i suoi comparrocchiani  di san Giulio in Barlassina sul periodico “il Segno”.

Nell’ultimo numero del bollettino siamo stati richiamati dalle parole di Luisa all’importanza di stare davanti a Gesù Eucaristia. Luisa, raccontando alcuni episodi che avevano per protagoniste persone anziane – ma, data la vitalità che manifestano, direi piuttosto ‘diversamente giovani’ –, ha lasciato emergere che, durante le giornate eucaristiche appena trascorse, proprio loro hanno fatto compagnia a Gesù in assenza di altri, e soprattutto di persone più giovani. Le osservazioni di Luisa mi hanno fatto riflettere, anche in una prospettiva complementare rispetto alla sua.
Ho pensato a quanto le persone ‘diversamente giovani’ sono state Continua a leggere

Bello d’amore.

Ringrazio il caro Amico FAUSTO CORSETTI, e mi scuso per il ritardo con cui do risalto al suo contributo:

Cari Amici,

vi lascio un affettuoso saluto con l’augurio che la bellezza dell’amore rinnovi ogni giorno la nostra vita.

Penso che l’esperienza della bellezza avvenga solo eccezionalmente o in certi periodi della vita. E’ quello che provano, ad esempio, il padre o la madre quando hanno bambini piccoli: è una continua sorpresa, una continua scoperta della bellezza, che diventa bisogno di abbracciarli, di baciarli per trattenere qualcosa di loro dentro di sé.
Allo stesso modo quando siamo innamorati e osserviamo incantati il volto, il corpo, il modo di parlare, di camminare della persona amata e siamo grati che ci sia stato concesso un tale dono, un tale incredibile privilegio.
L’amore ci rende capaci di vedere con Continua a leggere