La maestà di un rito diurno.

E’ pubblicato dall’11 ottobre su Tempi questo componimento. E’ proprio una creazione, non un semplice “pezzo” o un “articolo”.

Del minestrone e dell’arrosto, il profumo ti avvolge e si allarga in cucinacucinare, qui, è un rito che va svolto con ordine, e dispiegato secondo i suoi canoni antichi; l’appellativo della cipolla è anima del sugo; la pentola sul fornello dà alla cucina un calore di un focolare pensoso

Proponiamo agli amici del Bar di non trattenersi dal provare nostalgia per la maestà di Bellezze come questa. Che si sperimentino di nuovo questi riti spesso trascurati. E che ci si dedichi, quando possibile, alla poesia di MARINA CORRADI.

La casa del vecchio parroco alla periferia nord di Milano è grande e silenziosa, in un cortile appartato a fianco della chiesa. Salite le linde scale di pietra mi affaccio nell’ingresso, noto con nostalgia le mattonelle antiche, nere e rosa, come quelle che c’erano una volta nelle scuole. Ma come entro mi avvolge un profumo di minestrone e di arrosto che si allarga dalla cucina, in fondo, dove una badante è intenta ai fornelli: col grembiule sul petto e un mestolo di legno in mano. La donna si volta, sorride, saluta, e si china Continua a leggere

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Bisogno alimentare: di cosa è segno

Breve riflessione a valle dell’inaugurazione dell’Emporio della Solidarietà a Saronno (sabato 7 ottobre).

La condivido, perché mi ha colpito e chiedo il vostro aiuto per comprenderla meglio.

Lucchini, Direttore del Banco Alimentare, ad un certo punto, fa cenno alla I Giornata mondiale dei poveri, che Papa Francesco ha indetto per il prossimo 19 novembre.

Il povero, la povertà sì, non è mai un problema. Il povero è sempre una risorsa.”

“Ci fa tornare all’essenziale. Il bisogno alimentare ce lo avremo sempre, non è tema di adesso, perché è arrivata la crisi.

Il bisogno alimentare è l’aspetto che fa capire all’uomo che la sua vita dipende da qualcosa al di fuori di sè. Per un non credente, potrebbe anche esser solo il rapporto con la natura. Sarebbe già segno che l’uomo da solo non si fa.”

Silenziosa sorella morte.

Il nostro Fausto Corsetti ci scrive: “La morte è poesia inespressa” e “al silenzio eterno manca il linguaggio”. E allora facciamo silenzio…

Grazie per l’ennesima volta. Un abbraccio stretto a Te!

Mia madre non c’è più. Una parola rimbomba, simile a un’ombra scura nella mente, quando non ti aspetti di sentirla.
Ricordo il dolore associato ad essa come tanti piccoli spilli che penetrano ogni parte del corpo e lì si fermano, andando sempre più a fondo a ogni respiro, a ogni pensiero nostalgico.
Dovrò imparare a chiamarla con il suo nome. La ripeto ancora, quella parola, eppure non riesco mai a darle forma. Continua a leggere

Per certa pubblicità è già Natale.

L’insulsa giostra che accelera le stagioni, l’ha definita la nostra MARINA CORRADI su Avvenire di oggi.

A me viene in mente “O è Natale tutti i giorni o non è natale mai”, parola di Luca Carboni. Lui accenna a un “lusso di cartone” riferendosi ai pacchi confezionati della Vigilia. E si rende conto che il giorno in cui è nato Cristo “arricchiamo gli industriali” e “diventiamo più ciccioni mangiando panettoni“. Mentre il giorno che è nato Cristo, sospira, “dovremmo stringerci le mani” l’un l’altro facendo la Pace.

Sì, è un po’ ciò che sostiene la Nostra: la pressione commerciale contribuisce ad annullare il significato della Festività.

Caro Avvenire,

è proprio vero il luogo comune che recita: «Non ci sono più le stagioni di un tempo!». Parodiandolo ci sarebbe da dire: «Non ci sono più le ricorrenze di un tempo!». Fuor di metafora, vorrei segnalare attraverso il nostro giornale a tutti gli amici lettori quanto antipatica, e (forse) anche controproducente per gli interessati, risulti la pubblicità che, da alcune settimane (fine settembre), una nota casa produttrice di divani e poltrone, propina incessante ai telespettatori annunciando sconti per l’imminente Natale. Dice proprio così la propaganda: «È già Natale qui (e nomina l’impresa industriale)! ». Ovviamente c’è ampia libertà ormai su tutto, con casi anche più gravi di questo, ma per cortesia che il Santo Natale a fine settembre venga usato per incrementare le vendite di un sofà, mi sembra proprio eccessivo. Non so se questo mio parere possa essere condiviso.
Dino Levante Novoli (Lecce)

Anche io, ascoltando quella pubblicità, che peraltro passa in tv con ritmi ossessivi, ho avuto un leggero sobbalzo. “È già Natale”? A fine settembre? Ma ho fatto da soli tre giorni il cambio di stagione negli armadi, ho obiettato tra me, debolmente. Un po’ sgomenta, nel sentire il cenno di una nenia natalizia adesso, quando ancora così vicino è il ricordo dell’estate. È la medesima sensazione che mi prende quando entro negli Continua a leggere

Dare per dare

Anch’io sarei ragioniere… Lo sarei se la mia attività principale non fosse quella di artigiano. Ma comprendo appieno il ragionamento di Antonio. Tratta di un’altra delle circostanze in cui “la giustizia non esiste”,  e ci viene testimoniato che -starci dentro- santifica!

Matrimonio Cristiano

Io sono ragioniere. Ragioniere programmatore che è anche peggio. Sono abituato a giudicare le situazioni come fossero una partita doppia. Dare e avere, costi e benefici, valutare se l’investimento sia conveniente o meglio pensare ad altro. Così sempre in termini di profitto. Sempre pensare se ne valga la pena oppure no. In tutto quello che facevo c’era questa dinamica sbagliata. Il matrimonio ti ribalta. Se non vuoi fallire devi abbandonare questa logica. Devi uscire dalla logica del profitto. Quello che ti viene chiesto è un amore incondizionato, senza pretesa di contraccambio. Non è un baratto, altrimenti non sarebbe amore , ma una transazione commerciale. Un dare per avere. Invece dobbiamo dare semplicemente per dare, perchè già lì c’è il senso. Mi viene in mente quando alcune volte Luisa perde la sua consueta accoglienza e amorevolezza verso di me. Capita che per qualche problema sul lavoro o per qualche preoccupazione che…

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