Beato il lettore che ha qualcuno con il quale parlare dei libri che legge!

Ne abbiamo scritto QUI tempo fa, e cerchiamo di praticare i laboratori di lettura…

Questo buon articolo che abbiamo ribloggato ci ricorda del piacere della condivisione nella lettura. Per non naufragare!…

GRUPPO DI LETTURA

Non intendo avviarmi sul sentiero insidioso di definire quanto sia “naturale” o meno per un lettore parlare delle sue letture. O di decidere se la lettura senza condivisione sia più debole.

kerouac cassady Neal Cassady (a sinistra nell’immagine) e Jack Kerouac, 1952. Fotografia scattata dalla moglie Carolyn. (Wikimedia Commons)

Credo soltanto che un lettore non voglia sentirsi come su un’isola deserta quando legge (io mi sento sempre a disagio su un’isola deserta). L’isola deserta, ovviamente, è condizione diversa dallo stare appartati a leggere, (cfr. Alberto Manguel, “Una storia della lettura”).

Per quanto ne so io, per quasi tutti i lettori, essere lettori su un’isola deserta non significa essere autonomi e autosufficienti, significa invece essere *naufraghi*.

Un lettore-naufrago pensa e sogna il momento in cui troverà un altro essere umano-lettore con il quale parlare, scambiare pensieri. Un lettore-naufrago non è autosufficiente, è solo.

Abbiamo più volte detto quanto più ricca sia — almeno potenzialmente: se…

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Inni e canti…

Stasera l’esperto della canzone del Betania’s al bar ha aperto il libro dei ricordi: è il weekend in cui, nel suo paesello natio, si festeggia il Santo Patrono, San Materno; così parla del coro in cui ha cantato per anni, e della processione con la banda e il baldacchino, portato più volte.
E poi spiega che, per ravvivare i ricordi, su youtube ha cercato qualche canto che risuonava in quelle occasioni, trovando delle belle esecuzioni, fra cui quelle del coro “Don Natale Bellani” di Bonemerse (CR), e quei canti che un loro cd indica come i canti della tradizione popolare.
E così cerchi, e scorri, finchè, sotto ad un “noi vogliam Dio” trovi dei commenti, li leggi, e poi sotto altri canti ne scopri di simili: su internet qualcuno ha commentato con posizioni (forse un po’ Continua a leggere

Marinai dell’anima.

Cari Amici,

che strana avventura è la giornata di un uomo in lotta con se stesso, quando si scopre desolatamente non migliore del giorno precedente. Ma, non c’è avventura più bella che quella della propria vita, quella che ciascuno può vivere, che è in grado di vivere. Non ha importanza se essa sia diritta o tortuosa. Basta che una Luce la guidi, la attragga, la orienti, la chiami…

Un abbraccio a Voi tutti.

Fausto CORSETTI

Tutti, con diversa intensità, conduciamo dentro di noi un dialogo interiore.
Ci sono alcuni, in particolare se vivono da soli, che a questo dialogo danno persino voce, con soliloqui nei quali due personaggi discutono tra di loro.
I pensieri si dipanano in continua alternanza fra quello che vorremmo essere e fare e quello che in realtà facciamo e siamo, fra le mete che vorremmo conquistare e l’autocritica che ci prospetta i nostri limiti, a volte esasperandoli.
I pensieri corrono come velieri nel mare della nostra Continua a leggere

Trucchi e bellezza del cuore.

Ringraziamo di vero… cuore per la bella e sempre attesa presenza di Fausto al Bar.

Un volto amabile, una persona gentile, un gesto bello, una casa accogliente… sono i sentieri attraverso cui, a volte, ci giungono attimi di felicità.
Quante volte ci è capitato che un volto gentile ci ha illuminato tutta la giornata? Magari ci è accaduto nel posto più impensato: a scuola, in ufficio, in un negozio, in tram, in chiesa, per la strada. Che sollievo trovare un volto sorridente!
E’ una delle prime cose che il mio “Don” ha detto appena entrato in parrocchia. Purtroppo capita sempre meno di quanto noi ne abbiamo bisogno.
Il trucco “cosmetico” delle ragazze, se è ben fatto, può aiutare, ma non basta. Due occhi “truccati” possono suscitare una bella impressione quando sono guardati da lontano, ma da vicino la loro bellezza e luminosità possono nascere soltanto da “dentro”. Due occhi “buoni e luminosi”, che illuminano l’ambiente e danno gioia a chi li guarda, possono nascere solo dal “cuore”, perché la vera bellezza nasce “dentro”.
Vogliamo essere un dono per gli altri? Vogliamo portare un po’ di luce dove viviamo? Vogliamo rendere più bella la vita nostra e degli altri? Riformiamo il nostro “dentro” con quello che può illuminare lo sguardo: i sentimenti.
La gentilezza, la cortesia, la capacità di ascoltare gli altri, di essere solidali, l’attenzione… sono il “trucco” che fa luminoso il nostro sguardo e fa dire a chi esce da casa: “Oggi spero di incontrare persone che mi aprano gli occhi e il cuore”.

Un caro affettuoso abbraccio.

Fausto

Il percorso che accende la Vita. Con Dante e Mina.

Una vita. Sconsolata da cui si vorrebbe fuggire.
D’improvviso l’irruzione di una presenza, una Presenza, questo Tu: “ma arrivi tu”, la rende completamente nuova, la rende gioiosa e così vera da far emergere la grande domanda che è: “Ti chiedo solo se mi perdoni”.
In questo c’è tutto il percorso della Divina Commedia. (Franco Nembrini)

La mente torna di Lucio Battisti – Mogol 1972

La mente va
Dove va
Chissà
Mi sento donna così
Come mai
Fuori c ‘è un mondo che
Ormai
Mi aspetta
Io lo so
Io voglio vivere
Anche per me,
Scoprire quel che c’è
Io voglio
Apro già la porta ma
Arrivi tu
La mente torna
Il cuore mio
Quasi si ferma
E intorno a me
Lo spazio immenso
Che persino io
Non ho più senso
Arrivi tu
Il mondo è acceso
Quello che era mio
Tu l’hai già preso
Non ci son più per me
Esitazioni
Ti chiedo solo se mi perdoni

Non mi saluti
Ti siedi
E poi
Apri il giornale
Non guardi più me
Mi lasci sola così
Perché io volo senza te
Io voglio vivere
Anche per me
Scoprire quel che c’è
Io voglio
Sono già decisa ma
Mi parli tu
La mente torna
Il cuore mio
Quasi si ferma
E intorno a me
Lo spazio è immenso
Che persino io
Non ho più senso

Mi parli tu
Il mondo è acceso
Quello che era mio
Tu l’hai già preso
Non ci son più per me
Esitazioni
Ti chiedo solo
Se mi perdoni

Vi racconto la bellezza dell’educare.

Ci piacerebbe dire che la cifra del nostro blog sia nei termini bellezza ed educazione…
Naturalmente si tratterebbe di millantato credito.
Ma che bello avere amici come Franco Nembrini che dell’educazione ha fatto la propria missione e testimonianza.
Oggi, qui, ci parla del mare.
Ricordo che mia nonna, che al mare c’è stata, mi pare, due o tre volte a Rimini e a Grado, mi raccomandava di stare in riva al mare, specialmente nei giorni di burrasca, e respirare profondo perché c’è lo iodio. Ecco: oggi Nembrini ci parla, in qualche modo, di quanto faccia bene lo iodio.

“Educare è dare testimonianza di una felicità, ora, e che viene da una Storia di cui siamo protagonisti.”