Incontrare Dio come?

“Incontrare Dio andando in un monastero è una cosa abbastanza ovvia. Ma incontrare Dio andando verso Micheline [sua moglie], proprio quella che ha appena bruciato l’arrosto, ecco una cosa alquanto inesplicabile.”

Fabrice Hadjadj

Annunci

Pace e lavoro. Mondo più giusto e più umano.

“Prendendo la parola in questo consesso mondiale sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me: e soprattutto la mia qualifica di ex nemico, che mi fa considerare come imputato (…). Signori Delegati, grava su di voi la responsabilità di dare al mondo una pace che corrisponda ai conclamati fini della guerra, cioè all’indipendenza e alla fraterna collaborazione dei popoli liberi. Come italiano non vi chiedo nessuna concessione particolare, vi chiedo solo di inquadrare la nostra pace nella pace che ansiosamente attendono gli uomini e le donne di ogni Paese che nella guerra hanno combattuto e sofferto per una meta ideale. (…) E’ in questo quadro di una pace generale e stabile, Signori Delegati, che vi chiedo di dare respiro e credito alla Repubblica d’Italia: un popolo lavoratore di 47 milioni è pronto ad associare la sua opera alla vostra per creare un mondo più giusto e più umano.”

Dal discorso del presidente del consiglio Alcide De Gasperi alla Conferenza di Pace di Parigi, 10 agosto 1946

Ricordiamo che di De Gasperi è in corso la causa di beatificazione.

Umiltà. # 2

Un giorno domandarono ad un anziano la definizione di umiltà, ed egli disse: “E’ perdonare al nostro fratello che ci ha offesi prima che lui stesso ci chieda perdono”.

Un fratello domandò ad uno degli anziani: “Che cos’è l’umiltà?” L’anziano rispose: “E’ fare il bene a quelli che ci fanno del male”. Il fratello continuò: “Se non fosse possibile arrivare a tanto, che si deve fare?” L’anziano rispose: “Sfuggire quelli che ci offendono, e tacere.”

Apoftegmi, Serie di detti anonimi.
“Alle fonti con i Padri” – Ed. Città Nuova

Un Buon compleanno.

Andrew Wyeth

Vorrei condividere con gli amici del Bar uno dei regali più belli ricevuti ieri:

PAVESE

Non dovrà sorprendermi, in qualche mattina di nebbia o di sole,

il pensiero che quanto ho avuto, è stato un dono,

un grande dono? Che dal nulla dei miei padri, da quell’ostile

nulla, sono pure sgorgato e cresciuto io solo, con tutte le mie

viltà e le mie glorie e, a fatica e durezza,

scampando a ogni sorta di rischi, sono giunto a quest’oggi,

robusto e concreto, incontrando lei sola,

altro miracolo del nulla e del caso?

E che quanto ho goduto e sofferto con lei,

non è stato che un dono,

un gran dono?

21 nov. 1937

Leggere # 3

“Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole bensì sull’effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All’incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l’ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un’emozione potente; per un istante deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace di aver finito.”

La verità sul caso Harry Quebert» di Joel Dicker – 2013