Un Buon compleanno.

Andrew Wyeth

Vorrei condividere con gli amici del Bar uno dei regali più belli ricevuti ieri:

PAVESE

Non dovrà sorprendermi, in qualche mattina di nebbia o di sole,

il pensiero che quanto ho avuto, è stato un dono,

un grande dono? Che dal nulla dei miei padri, da quell’ostile

nulla, sono pure sgorgato e cresciuto io solo, con tutte le mie

viltà e le mie glorie e, a fatica e durezza,

scampando a ogni sorta di rischi, sono giunto a quest’oggi,

robusto e concreto, incontrando lei sola,

altro miracolo del nulla e del caso?

E che quanto ho goduto e sofferto con lei,

non è stato che un dono,

un gran dono?

21 nov. 1937

Leggere # 3

“Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole bensì sull’effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All’incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l’ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un’emozione potente; per un istante deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace di aver finito.”

La verità sul caso Harry Quebert» di Joel Dicker – 2013