6. Officina: “Quanto è corretto il politicamente corretto?”

acero_foglie_verdi“Paraplegico non trombante”. Così viene definito dal Necchi (alias Renzo Montagnani) il conte Lello Mascetti (un indimenticabile Ugo Tognazzi) colpito da ictus e costretto su una sedia a rotelle nelle scene conclusive del mitico “Amici miei – atto II”.

In una sola fulminante battuta, ecco concentrata l’essenza del “Politically correct”: la sostituzione dei nomi che ha come fine la sostituzione della realtà e della verità. Perchè la realtà, essendo vera, non è nè politica nè corretta. William Bourroughs scriveva che la realtà è carne sanguinante sulla punta di una forchetta. Carne e sangue. Meglio edulcorarla, dopotutto. Continua a leggere

5. Officina: “Quanto è corretto il politicamente corretto?”

mfront_dontoninobelloPiù volte mi sono letteralmente scontrata con gli scritti di don Tonino Bello, un prete forse un po’ scomodo, ma sicuramente senza peli sulla lingua.

Così, leggendo uno dei suoi libri, ho scoperto un testo veramente “politically scorret”: il Magnificat di Maria, non solo un canto d’amore e di liberazione, ma anche un canto di ribellione e di trasgressione. Continua a leggere

4. Officina: “Quanto è corretto il politicamente corretto?”

vlcsnap_2014_09_06_13h15m03s80Prendendo spunto dal film “Amici miei – Atto II”, mi piace prendere in considerazione lo scherzo dello strozzino che “non la fa” (spinto dal bisogno corporale a evacuare in mezzo a un bosco, viene gabbato dal gruppo di amici che di nascosto tolgono le feci).

Questo atto provoca nello strozzino una paura e un’ansia che lo portano a dire agli amici di averla fatta, ma che per terra non c’è niente; lo strozzino acconsente ad essere portato in ospedale, dove gli amici gli faranno pagare tutti i danni a loro perpetrati. Continua a leggere

3. Officina: “Quanto è corretto il politicamente corretto?”

vignettaIl politicamente corretto primariamente interviene sulla forma delle cose anziché sulla sostanza. Non snatura la radice dell’ oggetto in questione ma lo presenta confezionato con della bella carta colorata ed un fiocco invitante.

Per cui se bisogna aggredire militarmente un altro paese si parla di guerra preventiva, e se durante un bombardamento muoiono dei civili si parla di danni collaterali o di fuoco amico nel caso che a morire siano dei soldati della stessa fazione.

Nel politicamente corretto non si cerca la verità ma la posizione che non offende o non scontenta. Continua a leggere

2. Officina “Quanto è corretto il politcamente corretto?”

veritaIl politicamente corretto finisce per diventare eticamente scorretto.
Questo per me uno dei punti chiave attorno ad una espressione ormai abusata – soprattutto in ambito politico – ed entrata nel vocabolario qualche anno fa, in traduzione al politically correct americano, in origine inteso come invito ad un linguaggio più rispettoso e non offensivo.

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1. Officina “Quanto è corretto il politicamente corretto?”

vero_falsoHo scelto la meditazione di Francesco per il tema del politicamente corretto.

Mi è sembrata stimolante la sottolineatura del rapporto stretto, vitale fra verità e amore.

La verità mai va da sola: va sempre con l’amore. Non c’è verità senza amore. L’amore è la prima verità. E se non c’è amore non c’è verità.” Continua a leggere

Tutto è perduto (il Quaresimale)

  1. the_sunset_limited05TUTTO E’ PERDUTO!

Accendo la televisione. Apro un giornale. Ascolto la radio. La colonna sonora di questo mondo non cambia.

Morte, sopraffazione, discriminazione, sopruso, odio, barbarie, grettezza. Perchè?

Perchè la realtà è là dove Dio non c’è. Perchè il mondo è il territorio del diavolo. Perchè la vita è una continua discesa infernale. Giù giù, dai primi gironi verso la Ghiacciaia. Là dove è buio e freddo. Là dove Satana è stato precipitato. Quel regno desolato dove l’avversario sembra imporre incontrastato la propria legge. Continua a leggere