Il Sultano alle porte.

Antonio è un nostro amico, politicamente scorretto, si potrebbe dire senza tema di smentita: scorrettissimo. Oggi proponiamo un Suo articolo di attualità e un taglio che, siamo sinceri, chi non si sente di condividere?

Berlicche

Qualche giorno fa, nell’assordante silenzio dei media nostrani, un milione e passa di polacchi si sono trovati sui confini della loro nazione. A recitare il rosario.
Pochi oggi sembrano rammentarlo, ma la solennità della Madonna del Rosario non nacque da quello che oggi chiameremmo un evento di pace; anche se in un certo senso lo fu. Fu istituita a seguito della vittoria di Lepanto, che di fatto fermò quella che sembrava una inarrestabile invasione della cristianità da parte del Sultano. Una vittoria tanto eclatante e grandiosa che fu attribuita proprio alla preghiera.

Se può destare scandalo in qualche anima bella, forse bisognerà ricordare loro che se l’esito fosse stato opposto oggi forse non avrebbero tutta quella libertà di indignarsi. Una madre non difende i propri figli dal nemico che li minaccia porgendoglieli. Esistono poche cose letali in natura come una mamma i cui piccoli siano in pericolo.

Così…

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L’ultima parola sul destino di un figlio non è solo una questione di misure.

Francisco de Zurbaran “Agnus Dei” 1635-40. Al Prado

Chiedo perdono, sono ripetitivo: reagisco a questo tipo di notizie in questi termini, i soliti termini…

Si chiama selezione della specie!

Quante gole ha tagliato l’Isis?

Complimenti ancora a Marina Corradi, quanto più la si frequenta tanto più la si apprezza. Da Avvenire di ieri.

Caro Avvenire,
ho letto con molto interesse e attenzione gli interventi pubblicati da Avvenire sul caso Charlie. Nella posizione dei genitori mi sono però particolarmente immedesimato, perché mi è accaduto di portare mio figlio (a due-tre mesi dal suo concepimento) dal medico. Così facevano tutti. Il medico voleva misurare mio figlio «perché si era ancora in tempo se le misure non fossero rientrate in certi parametri…». Peccato che sia io, sia mia moglie consideriamo la vita umana un dono e ci occupiamo di misure e probabilità all’Università di Torino. Il medico, pur con tutte le ragioni della medicina difensiva, è stato costretto a rispondere alla mia domanda «siamo in tempo per fare cosa?…» e prontamente è stato pagato e licenziato. Inconsapevolmente avevo portato mio figlio nella tana del lupo, ma siccome ero il responsabile di mio figlio ce ne siamo andati via. Il destino, la stessa vita di mio figlio era nelle mie mani e stava per essere posta in mani altrui sulla base di qualche tabella… Tutto questo per porre questa domanda: a chi spetta l’ultima parola sul destino di un figlio come Charlie, se i genitori sono giuridicamente capaci e vogliono tutelarne la vita? A Londra si è avuta l’impressione che spettasse all’ospedale e poi ai giudici (invocati dall’ospedale) impegnati a valutare la dignità di una vita.

Valter Boero – Presidente MPV, Torino

Sono passati vent’anni, ma nel ricordo è come fosse ieri. Aspettavo la terza figlia e il medico mi ordinò un’ecografia precoce, indicandomi anche lo specialista cui rivolgermi. Mi ritrovai in uno studio privato a Milano. L’ecografista esaminò a lungo, attentamente, le immagini in bianco e nero sullo schermo. Mi chiese la data d’inizio della gravidanza, poi me la chiese ancora. Infine Continua a leggere

Senza fede diciamo «non ho paura» come i bambini che cantano nel buio.

Qui al Bar contiamo sulla capacità sensibile di Marina Corradi di guardare, scrutare ciò che accade. SENSIBILITA’ NON EMOTIVITA’! Da Avvenire di ieri.

Caro Avvenire,
davanti alle tante violenze che si consumano nel mondo mi domando perché in questa società globale che tutti ci accomuna nella vita e nella morte si tenti di cancellare ogni tipo di meditatio mortis. Il silenzio solenne o il religioso silenzio che dovrebbe regnare sovrano davanti ai morti viene spesso ‘trafitto’, e la sopraffazione di questo ‘riposo’ – a volte inconsapevole, altre no – invece di farsi memoria si trasforma in oblio. Forse, quell’ostentato «non abbiamo paura» dei vivi o dei sopravvissuti si trasformerebbe, attraverso la meditatio mortis, in un comportamento più responsabile che testimoni una fiduciosa speranza, soprattutto cristiana, che superi l’inevitabile naturale paura della morte. Cordialità

Pietro Ernesto Malgarini

Nelle ore tragiche dell’attentato a Barcellona come tutti alla tv ho assistito a lunghe ‘dirette’ dalle strade della città catalana, in cui, a causa del pochissimo tempo trascorso dalla strage, continuavano a scorrere sempre le stesse immagini, e a parlare, soffocati dalla paura, sempre gli stessi testimoni. Dopo mezz’ora che le stesse foto e le medesime parole si ripetevano concitatamente, ho rimpianto i tempi in cui i tg davano, di una tragedia, la secca notizia, prima che ci fosse il tempo di collegarsi con il luogo dell’evento. Perché quello sgranarsi di volti e parole ripetute aveva quasi l’effetto di banalizzare l’accaduto, Continua a leggere

La rivoluzionaria mamma di Oliviero.

Sono stato dubbioso se condividere la seguente dedica a una mamma, per di più di qualità magistrale. Lo sono stato per via dell’autore: Oliviero Toscani. Il brano è tratto dal suo libro Non sono obiettivo (Feltrinelli, 2001).

Il mio dubbio è espresso bene da Bariom, il primo commentatore dell’articolo pubblicato sul blog di Costanza Miriano: “Uno sprazzo di luce in una mente che pare essersi richiusa nuovamente in una caligine di tenebre…
Speriamo per lui ne abbia uno definitivo e prima di morire. Il giudizio definitivo a Dio.” Nonostante questo sono tornato frequentemente sul “set” dello stravagante fotografo ad ammirare… l’istantanea.

E così, per salvare “capra e cavoli” ho chiesto aiuto al Manzoni che ha fatto amare da Federigo, con la tenerezza della Chiesa che impersonava, un Innominato, smascherato da Lucia, invitato a cercare nel profondo i motivi della propria “uggia”.

«Ieri mia madre mi ha detto: “Ho avuto un solo uomo, tuo padre”. All’improvviso si sono sgretolati anni e anni di liberazione sessuale, di convincimenti libertari, di mentalità radicale. Tutto quel che avevo creduto una conquista civile si è ridimensionato di fronte a quella semplice affermazione: “Ho avuto un solo uomo, tuo padre”. Sono stato messo di fronte Continua a leggere

“Siamo un Popolo e abbiamo un programma”.

La stima tra i cattolici non è un optional.

Osiamo oggi parlare di politica. A dire il vero ci siamo azzardati in argomenti ben più compromettenti, ma il “rischio”, come ci ricorda la nostra Silvia, è una possibilità.
Anzi: lasciamo interloquire due personaggi, in qualche modo, ingombranti. Si tratta di Mario Adinolfi, direttore de La Croce e di Marco Tarquinio per Avvenire“. La fonte è Avvenire del 5 agosto 2017.

Caro direttore,

sono stato amico di Giovanni Bianchi (ex presidente Acli e Ppi scomparso il 24/7 scorso. n.d.B’sB) con cui ho condiviso i pochi anni di vita del Partito popolare italiano dalla rifondazione nel 1993 fino al Consiglio nazionale che ne determinò lo scioglimento dieci anni dopo (e fui l’unico consigliere nazionale Ppi a votare contro la proposta di confluire nella Margherita). Ricordo di Giovanni, insieme, fermezza e candore: due qualità che non sempre marciano insieme in una persona. Per conoscerlo bene andavano letti i suoi libri di poesie, davvero stupefacenti. Colgo l’occasione fornita da Franco Monaco per accennare a qualche considerazione sul futuro dei cattolici in politica, Continua a leggere

BREXIT.

È il 6 febbraio 1943. Il dottor Ernst Illing, psichiatra responsabile di un ospedale del Terzo Reich, scrive ai genitori di un bambino ricoverato:

«Devo comunicarvi il mio rammarico nell’informarvi che il bambino è morto il 22 gennaio 1943 per infiammazione delle vie respiratorie… Egli non aveva fatto alcun tipo di progresso durante il suo soggiorno qui. Il bambino non sarebbe certamente mai diventato utile alla società ed avrebbe anzi avuto bisogno di cure per tutta la vita. Siate confortati dal fatto che il vostro bambino ha avuto una dolce morte».

Nella Germania nazista più di 5000 bambini e adolescenti con disabilità fisica o disturbi mentali furono uccisi in reparti speciali, come quello del dottor Illing.

Dopo una prima fase, atrocemente “limitata” ai malati inguaribili, si passò alla mattanza: anni di eutanasia selvaggia che coinvolsero dai portatori di malattie ereditarie anche non gravi a semplici malati di broncopolmonite, dai neonati deboli agli anziani fragili. Un mantra attraversava il cielo della Germania: “vita indegna di essere vissuta” (lebensunwertes Leben). Oggi, mentre il piccolo Charlie Gard… QUI l’articolo completo.

di Giacomo Bertoni

fonte: Il Blog di Costanza Miriano 29/7/2017