Complici

Sulla strada per Loreto, questa notte, qualcuno pregherà anche per Charlie. E per chi tenta di assassinarlo.

Berlicche

Questo è per tutti coloro che, in questi anni di blog, mi hanno scritto dicendo che non c’era nessun pendio sdrucciolevole, che l’eutanasia è autodeterminazione e libertà, che non si sarebbe mai ucciso nessuno che non lo volesse.

C’è Charlie. Ha nove mesi, una malattia degenerativa rarissima. I medici del suo ospedale non sono in grado di curarlo. Quindi stabiliscono che, per evitargli sofferenze, devono sopprimerlo.
I genitori si oppongono. Loro hanno speranza. Raccolgono fondi per portarlo in America, dove pare che una cura sperimentale dia risultati. Ma i suoi medici si rifiutano di lasciarlo andare. Hanno deciso, Charlie deve morire. E così confermano tre gradi di giudizio della giustizia inglese.

Charlie è vivo. Respira. Sorride. I suoi genitori lo amano. Alcune persone, uno Stato, vogliono a tutti i costi che muoia. Vogliono ucciderlo, per il suo bene, dicono. Secondo la sentenza dovrebbe essere ammazzato mentre sto scrivendo queste…

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Dignità

Grazie Antonio. Sei righe. La riflessione su una vita. E sulla morte. In sole sei righe…

Berlicche

C’è gente che si appella alla magistratura per andare via dall’ospedale e morire a casa, e gente che paga per lasciare casa propria e ammazzarsi in una clinica.
In ambedue i casi si sostiene che ciò sarebbe in nome della dignità.

Io penso che non è dove si muore, ma come si muore. Tu, davanti a quel salto infinito.

Non è la morte a potere essere degna, ma solo noi stessi.

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Non si chiamava “selezione della specie”?

(Quante gole ha tagliato l’Isis?)

Entro il 2030 in Danimarca non ci sarà più nessun bambino affetto da Sindrome di Down

BENEDETTA FRIGERIO

Dal 2004, il governo danese ha reso la diagnosi prenatale gratuita per individuare i feti che presentano la Sindrome genetica ed eliminarli. Secondo il quotidiano locale Berlingske, grazie a questa iniziativa entro il 2030 la Sindrome di Down sarà scomparsa, nascendo ogni anno il 13 per cento di bambini in meno colpiti dalla malattia.
La Danimarca ha annunciato che entro il 2030 raggiungerà l’obiettivo di diventare uno Stato «Down Syndrome free». È stato infatti premiato Niels Uldbjerg, professore danese di ginecologia, che ha progettato l’eliminazione di feti difettosi. Il quotidiano Avvenire il 5 gennaio scorso aveva dato la notizia della spinta in avanti del governo danese, che già nel 2004 aveva stabilito come un diritto l’eliminazione dei “difettosi” rendendo per questo gratuito il ricorso alla diagnosi prenatale.
Secondo il quotidiano danese Berlingske, infatti, proprio grazie al perfezionamento della diagnosi prenatale entro il 2030 la sindrome sarà scomparsa. Uno studio pubblicato nel 2011 dimostra che nel 2004 è nato il 61 per cento di bambini in meno con la Sindrome di Down rispetto agli anni precedenti e dal 2005 i casi di neonati colpiti dalla malattia genetica sono scesi del 13 per cento ogni anno. Si stima quindi che entro il 2030 non ci sarà più nessun bambino Down.

fonte: Tempi 22/02/2012

L’economia…che ci cura? Il dono ci precede

Forse non riusciamo più a unire i puntini.

Chissà cosa penserebbe Steve Jobs dello stato attuale dell’economia, del cambio radicale di paradigma portato dalla digitalizzazione o della trasformazione delle modalità di lavoro introdotta dalla robotizzazione.

Il 15 maggio scorso a Milano, ultimo incontro dei Dialoghi di vita buona, promossi dalla Diocesi di Milano. A tema l’economia e la sua capacità di cura.

Comincia il professor Salvemini, di cui ho un ricordo affettuoso dai tempi dell’università. Mi colpisce, perché è proprio il solido economista a domandarsi e a domandare a tutti ‘Di chi è l’impresa?’.

Prosegue un altro professore, Martinelli, che richiama al ‘diritto di avere dei diritti’ ma soprattutto al ‘dovere di avere dei doveri’.

L’imprenditrice Marina Salomon racconta di un’esperienza, di una vita, dove ha capito che conta di più il mettersi a servizio che l’accumulare beni. Riccardo Bonacina vira sul terzo settore e introduce il concetto di fiducia che il dono e l’atto gratuito innescano.

Stato e mercato consumano fiducia, ma non riescono a ricrearla.

Chiude Scola cogliendo nel segno: il dono vale come atto economico perché ha capacità di risanamento, medica le ferite, ha lo sguardo aperto alla Comunità.

Gli ultimi articoli di questo blog riprendono il tema dell’aborto e tutto si tiene; la nostra vita non comincia forse con un dono? Se non altro, l’abbiamo ricevuta, non ce la siamo data.

Tutta la storia dell’uomo comincia con un Dono.

Aborto, utero in affitto, famiglia. Renato Zero: «È l’ora della verità»

Per me Renato Zero significa: “Il triangolo no, non l’avevo considerato”. Perché non lo conosco. Leggere l’intervista di LUCIA BELLASPIGA (mica paglia!) vuol dire scoprire una mente che pensa. E scopriamo Che pensa!

In «Zerovskij», un doppio album e da luglio uno spettacolo teatrale, il cantautore prende posizione sui valori al centro del dibattito: «La coscienza in alcuni pare essersi addormentata»

Una strana stazione ferroviaria senza luogo e senza epoca, diretta da Zerovskij, misterioso capostazione che regola il transito dei treni e interroga i passeggeri, Amore, Odio, Tempo, Morte e Vita: non più concetti astratti ma personaggi in carne ed ossa, pronti a un confronto tenero e spietato con i due viaggiatori di sempre, quegli Adamo ed Eva che siamo tutti noi… Continua a leggere

“Prodotti di concepimento abortivi” o bambini?

Erano cuori pulsanti.

SARONNO – Una breve cerimonia seguita da un momento di raccoglimento prima della tumulazione: così qualche settimana fa sono stati seppelliti al cimitero di via Milano 88 feti di aborti procurati o spontanei. L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione Difendere la vita con Maria che ha sede a Novara e che per la prima volta ha organizzato questa cerimonia a Saronno. Si tratta di feti che derivano da aborti avvenuti tra ottobre 2016 e marzo 2017.

Il sodalizio, si legge sul sito internet, “è nato come associazione di volontariato sorta per promuovere la cultura della vita, i diritti del concepito e l’atto di pietà del seppellimento dei bambini non nati, in collaborazione con le istituzioni sanitarie e la Pastorale della vita”.

Un’attività perfettamente in linea con la legge italiana: la normativa prevede che la famiglia possa esercitare tutti i diritti entro le 24 ore. Una volta che non rivendica il prodotto abortivo (così la legge definisce i feti) la Sanità può disporne secondo i propri criteri e la propria esperienza.

Le città dove avviene il seppellimento dei bambini non nati ad opera dell’associazione “Difendere la vita con Maria” sono circa un centinaio.

fonte: IlSaronno del 22/05/2017

Perché se ne dovrebbe occupare un’Associazione privata? Esiste una Circolare datata 16 marzo 1988 a firma del ministro Carlo Donat Cattin che testualmente recita: “Si ritiene che il seppellimento debba di regola avvenire anche in assenza della richiesta dei genitori dei “prodotti di concepimento abortivi” di presunta età inferiore alle venti settimane. Sappiamo che l’iniziativa si è potuta perfezionare grazie all’Associazione “Difendiamo la vita con Maria” con don Maurizio Gagliardini, Centro Aiuto alla Vita di Saronno e Amministrazione Comunale di Saronno attualmente in carica. (fonte:direzione C.A.V. Saronno)

Oltre ottomila Comuni in Italia. Quanti sono inadempienti?

Anche quest’anno alla marcia per la vita

Si chiama Costanza Miriano. Viene normalmente definita “pro life”, portatrice ottusa e bigotta di un’ideologia.

Sono balle. Leggiamo di Che è portatrice questa ragazza, mamma, moglie e donna!…

il blog di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Anche quest’anno sarò alla marcia per la vita.

Perché sono viva, e questo non era affatto scontato. Sono stata chiamata alla vita, tra le infinite possibilità è successo a me, e ne sono grata a Dio e ai miei genitori che gli hanno detto di sì. Ci sarò perché voglio esprimere la mia gratitudine e dire che se siamo vivi è perché qualcuno ci ha amato.

Perché la vita è una cosa molto seria, visto che è eterna, e cerco di giocarmela seriamente.

Perché la vita dei nostri figli ha benedetto la nostra vita, e di questo miracolo ancora non mi capacito, e continuo a stupirmi (ultimo biglietto della festa della mamma: “mamma ti adoro, ma sei un po’ troppo affettuosa”) e glielo dico ogni volta che li guardo. Va be’, quasi ogni volta, siamo onesti: quando non grugniscono e non seminano rifiuti.

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