Spirito Santo, Gaber e la matematica.

Proponiamo per l’imminente festa della Pentecoste questa originale meditazione di don Giacomo Rossi sullo Spirito Santo. (Gv 1,29-34) Ci accompagna a cercare la nostra salvezza almeno fuori da noi. In particolare, evidentemente, in Gesù Cristo. Fino a sperimentare “il Battesimo dello Spirito”.

“Vorrei sottolineare solo un aspetto di questo Vangelo che trovo ricorrente anche nella mia vita: Giovanni vede la propria salvezza indicando qualcuno da seguire. Non indica sé stesso, non indica un modello di vita né confida nella forza di volontà dei singoli che possano sistemare i propri errori. La salvezza è qualcuno che si incontra fuori da sé. Non ci si salva facendo bene, ma riconoscendo qualcuno che ci sta davanti, che è fuori da noi. Come il dito di Grunewald (dito di Giovanni Battista, appunto. “Egli deve crescere, io, invece, diminuire”. n.d.r.) nella pala di Colmar: punta non verso sé stessi, ma punta a un uomo che ti sta Continua a leggere

Don Giacomo Rossi. Ascensione del Signore.

Gebhard Fugel “Ascensione di Cristo 1893-4 Chiesa S. Giovanni Battista Obereschach (D)

At 1, 6-13a; Sal 46; Ef 4, 7-13; Lc 24, 36b-53

La Festa di oggi mi ricorda di non spiritualizzare la vita cristiana perché il cielo sarà fatto dei nostri affetti “carnali” e non da altro. Quello che qui il Signore ha legato, le sua amicizie come i suoi fraintendimenti, sarà ciò che ritroveremo –purificato nel nostro desiderio, ma non “altro”. Non è scontato che il volto di Dio porterà i tratti della nostra vita quotidiana e non altro. Non è scontato, anzi, all’inizio è difficile da credere.

Spontaneamente, noi facciamo l’esperienza che il nostro senso religioso, il senso di Dio, aumenta al diminuire della nostra piena forza e umanità. Spontaneamente, dove ci sentiamo nulla, dove andiamo in crisi, dove siamo presi della malattia… allora sentiamo la potenza o il desiderio di un “oltre”. Tanto più noi facciamo esperienza della nostra fragilità, del nostro essere nulla, quanto più sentiamo la presenza di un creatore, di un Dio al quale rivolgerci. Non è un caso che le esperienze religiose siano piene di segni della propria piccolezza: ci si inginocchia, si chiede perdono, si fanno rinunce… La vita ascetica è stata spesso pensata come una “fuga” (S. Francesco scrive “uscii dal mondo”). Spesso sentiamo l’incompatibilità tra Dio e le cose di ogni giorno, come se Dio fosse altrove rispetto ai nostri affetti più terreni e alle nostre passioni più quotidiane. Continua a leggere

VI domenica dopo Pentecoste. Don Giacomo Rossi.

Annibale Carracci "Cristo morto e strumenti della Passione" 1583-85, Staatsgalerie Stoccarda
Annibale Carracci “Cristo morto e strumenti della Passione” 1583-85, Staatsgalerie Stoccarda

Es 24,3-18; Sal 49; Eb 8,6-13a; Gv 19,30-35

Vorrei soffermarmi sulla parola alleanza che è centrale nelle letture di oggi. Può sembrare una parola strana ma è infondo qualcosa che molto semplicemente identifica la relazione che abbiamo con Dio. Come se ci chiedessimo: questo Dio per il quale sono qui oggi che rapporto ha con me e con la mia vita? Cosa mi chiede, cosa vuole da me, che relazione ha con me?
In questo senso parlare di “alleanza” non è nulla di strano. Tuttavia, la cultura biblica non era individualista come la nostra e questa domanda non risuonava solo in senso personalistico e individuale: che relazione ho io con Dio. Si trattava invece Continua a leggere

Omelia di don Giacomo Rossi per la Pentecoste

SpiritoQuando sei anni fa sono diventato prete diversi amici mi chiedevano come mai avessi fatto questa scelta. Per me non era facile rispondere. Ho capito allora che era difficile rispondere a questa domanda. Questo perché era difficile dire che il Signore esiste nella nostra vita e che è lo Spirito che ci suggerisce realmente quello che è giusto fare. E questo era complicato perché la gente si aspettava altre risposte. Era difficile dire quale fosse il punto fondamentale. Ora, penso alla mia storia ma penso anche alla vostra cioè a quella di tanti ragazzi che sono qui, che hanno deciso di essere qui a Messa oggi malgrado i loro compagni non vengano.  O magari, Continua a leggere

Schegge. Omelia VI domenica di Pasqua.

copertina eucaristia grande«Prima lettura, Tre volte Paolo racconta questa Storia negli Atti degli Apostoli, quindi è importantissima. Per i piccoli e per i grandi. E’ importantissimo: qui si gioca tutto della nostra storia di cristiani. Paolo va a cavallo in città come faceva di solito con delle lettere che gli venivano date delle lettere su cui era scritto di un gruppo, una comunità, di qualcuno che dovevano arrestare. Possiamo solo immaginare che sarebbe stato del malcapitato… Non faceva Bene Paolo… ed era temuto perché era romano, giudeo, poteva recarsi ovunque, era intelligente, forte. (Viene raffigurato sempre con la spada). Ad un tratto una luce. cade a terra accecato e sente una voce: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?” Egli risponde:”Chi sei, Signore?” “Io sono Gesù che tu stai perseguitando. Continua a leggere

Omelia di mons. De Scalzi per le prime Comunioni.

Venite-e-Vedrete2-copia«Oggi 24 aprile per la Comunità di Regina Pacis è un giorno importante: un gruppo di ragazzi vengono introdotti all’intimità con Gesù, nel suo più alto Mistero che è l’Eucaristia. Da questa domenica e per tutte le domeniche non sarete più semplicemente spettatori di quello che facevano gli adulti. Quante volte li avete guardati mentre ricevevano la Comunione… Ma voi stessi avrete il diritto di ricevere Gesù. Ogni volta che lo vorrete e ne sarete degni, perché preparati. In tanti aspettavamo questo giorno, per godere insieme di tanta innocenza, bellezza interiore, che traspare da questi ragazzi e ragazze; bellezza anche esteriore: di occhi, di volti, di ragazzi felici. Di visioni come queste abbiamo bisogno tutti. Specie noi adulti. Continua a leggere

Schegge: omelia don Fabio. IV domenica di Pasqua.

"The last Supper" da Jesus Christ Superstar
“The last Supper” da Jesus Christ Superstar

Dopo aver ricordato che la prossima settimana i bambini di quarta elementare riceveranno  la Prima santa Comunione, ricordiamo che si tratta di ricevere il vero corpo e il vero sangue di Gesù Cristo, dobbiamo sapere che la preoccupazione di Dio, di Gesù, con l’Eucaristia è di fare comunione, unità tra le persone. “Io – dice Gesù – sono contento quando vi amate l’uno con l’altro.” La stessa preoccupazione del nostro Papa, Continua a leggere