Il Sultano alle porte.

Antonio è un nostro amico, politicamente scorretto, si potrebbe dire senza tema di smentita: scorrettissimo. Oggi proponiamo un Suo articolo di attualità e un taglio che, siamo sinceri, chi non si sente di condividere?

Berlicche

Qualche giorno fa, nell’assordante silenzio dei media nostrani, un milione e passa di polacchi si sono trovati sui confini della loro nazione. A recitare il rosario.
Pochi oggi sembrano rammentarlo, ma la solennità della Madonna del Rosario non nacque da quello che oggi chiameremmo un evento di pace; anche se in un certo senso lo fu. Fu istituita a seguito della vittoria di Lepanto, che di fatto fermò quella che sembrava una inarrestabile invasione della cristianità da parte del Sultano. Una vittoria tanto eclatante e grandiosa che fu attribuita proprio alla preghiera.

Se può destare scandalo in qualche anima bella, forse bisognerà ricordare loro che se l’esito fosse stato opposto oggi forse non avrebbero tutta quella libertà di indignarsi. Una madre non difende i propri figli dal nemico che li minaccia porgendoglieli. Esistono poche cose letali in natura come una mamma i cui piccoli siano in pericolo.

Così…

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Silenziosa sorella morte.

Il nostro Fausto Corsetti ci scrive: “La morte è poesia inespressa” e “al silenzio eterno manca il linguaggio”. E allora facciamo silenzio…

Grazie per l’ennesima volta. Un abbraccio stretto a Te!

Mia madre non c’è più. Una parola rimbomba, simile a un’ombra scura nella mente, quando non ti aspetti di sentirla.
Ricordo il dolore associato ad essa come tanti piccoli spilli che penetrano ogni parte del corpo e lì si fermano, andando sempre più a fondo a ogni respiro, a ogni pensiero nostalgico.
Dovrò imparare a chiamarla con il suo nome. La ripeto ancora, quella parola, eppure non riesco mai a darle forma. Continua a leggere

VI domenica dopo il martirio.

Pieter Bruegel il
Vecchio Caduta di Icaro-
1558 ca Musées Royaux des Beaux Arts Bruxelles

Anche oggi don Giacomo Rossi ci offre la sua Omelia. E ci propone una domanda “cruciale” per la sera: “Oggi chi ho incontrato davvero?” L’avverbio, comprenderemo, orienta su umiltà e ricchezza. Niente di meno!

Link alle letture 

Mi viene in mente quel foglietto che Martin Lutero aveva lasciato sul suo scrittoio poche ore prima di morire: “Siamo mendicanti. Siamo mendicanti, ecco la verità”.

Questa verità fa eco al testo del Vangelo, come alla scoperta di Giobbe: rimaniamo “semplici servi”, così sarebbe meglio tradurre l’aggettivo greco “acreios”. Il servo che ha lavorato tutta la giornata non è inutile al suo padrone. Così la nonna o il nonno che hanno messo al mondo figli, con fatica, non sono inutili –il mondo è andato avanti anche grazie a loro. Sanno che ora non possono più fare nulla e devono “lasciare andare” ciò per il quale si erano tanto spesi. Non sono loro i padroni di ciò per il quale hanno faticato, come non lo erano per le tante cose che hanno loro stessi ricevuto. Noi adulti, malgrado lamentiamo sempre una prossima “fine del mondo”, dobbiamo invece Continua a leggere

Per certa pubblicità è già Natale.

L’insulsa giostra che accelera le stagioni, l’ha definita la nostra MARINA CORRADI su Avvenire di oggi.

A me viene in mente “O è Natale tutti i giorni o non è natale mai”, parola di Luca Carboni. Lui accenna a un “lusso di cartone” riferendosi ai pacchi confezionati della Vigilia. E si rende conto che il giorno in cui è nato Cristo “arricchiamo gli industriali” e “diventiamo più ciccioni mangiando panettoni“. Mentre il giorno che è nato Cristo, sospira, “dovremmo stringerci le mani” l’un l’altro facendo la Pace.

Sì, è un po’ ciò che sostiene la Nostra: la pressione commerciale contribuisce ad annullare il significato della Festività.

Caro Avvenire,

è proprio vero il luogo comune che recita: «Non ci sono più le stagioni di un tempo!». Parodiandolo ci sarebbe da dire: «Non ci sono più le ricorrenze di un tempo!». Fuor di metafora, vorrei segnalare attraverso il nostro giornale a tutti gli amici lettori quanto antipatica, e (forse) anche controproducente per gli interessati, risulti la pubblicità che, da alcune settimane (fine settembre), una nota casa produttrice di divani e poltrone, propina incessante ai telespettatori annunciando sconti per l’imminente Natale. Dice proprio così la propaganda: «È già Natale qui (e nomina l’impresa industriale)! ». Ovviamente c’è ampia libertà ormai su tutto, con casi anche più gravi di questo, ma per cortesia che il Santo Natale a fine settembre venga usato per incrementare le vendite di un sofà, mi sembra proprio eccessivo. Non so se questo mio parere possa essere condiviso.
Dino Levante Novoli (Lecce)

Anche io, ascoltando quella pubblicità, che peraltro passa in tv con ritmi ossessivi, ho avuto un leggero sobbalzo. “È già Natale”? A fine settembre? Ma ho fatto da soli tre giorni il cambio di stagione negli armadi, ho obiettato tra me, debolmente. Un po’ sgomenta, nel sentire il cenno di una nenia natalizia adesso, quando ancora così vicino è il ricordo dell’estate. È la medesima sensazione che mi prende quando entro negli Continua a leggere