Mons. Delpini: Elogio degli onesti.

Il Discorso alla città per la festa di sant’Ambrogio è comprensibile a tutti dalla prima all’ultima sillaba. Pare poco?

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Serenità.

Un caro abbraccio a Voi tutti, con la serenità che viene da un amico comune. Fausto Corsetti accompagna così, oggi,  la riflessione che condivide con gli amici del Bar. E noi ricambiamo, stretto, il suo abbraccio.

“Sono abbastanza soddisfatto di quanto ho realizzato, ma vorrei un po’ di pace, mi accontenterei di essere sereno”. Chissà quante volte abbiamo ascoltato una frase del genere. E già: essere sereni…
Forse, sarebbe il caso di intenderci anzitutto sul significato della parola “serenità”.
Il vocabolario la definisce come “assenza di turbamento interpretabile come limpida armonia spirituale”. Suggestivo ma un po’ vago. Normalmente facciamo un altro uso di questa parola che adoperiamo sovente nelle espressioni augurali: “che la tua vita scorra serenamente”, “tanti giorni sereni”, eccetera. E intendiamo con ciò invocare per quella persona giornate e sentimenti vissuti nella quiete e nella consapevolezza. Non siamo soliti annettere alla serenità anche il Continua a leggere

Omelia don Giacomo. IV d’Avvento Ambrosiano.

Link alle Letture

Gran parte di questo episodio narra l’incarico dato dal Signore ai discepoli di andare a prendere un puledro. Il Signore ha bisogno di un puledro, lo userà e lo riconsegnerà, ma ha anche bisogno dei discepoli che vadano a fare questo per Lui. Così accade anche nei preparativi per l’ultima Pasqua della sua vita: i discepoli dovranno andare nella sala e preparala. E così anche in molte altre vicende del Vangelo dove il Signore appare tutt’altro che autonomo: usa la barca di Pietro e si ferma nella sua casa, occupa il terreno di un amico al Getsemani, viene ospitato da Lazzaro e Marta… Di tutto sembra avere bisogno, poche cose sono davvero solo sue –forse solo la tunica che indossa. Molto chiede in prestito, molto si fa ospitare e spesso ricorre alla buona volontà dei suoi: li manda a fare provviste mentre parla con la Samaritana, li invita a distribuire i pani che moltiplica… Insomma, da solo non avrebbe fatto quello che ha fatto e forse non sarebbe stato Gesù.

Questo Vangelo lo ricorda: “il Signore ne ha bisogno”. Ha bisogno del puledro come dell’aiuto dei discepoli perché il Regno che annuncia non avviene senza gli uomini, non accade senza che noi “prestiamo” qualcosa al Continua a leggere