… sapere di appartenere a …

Dal discorso di Papa Francesco all’apertura del Convegno Ecclesiale della Diocesi di Roma sul tema “Non lasciamoli soli! Accompagnare i genitori nell’educazione dei figli adolescenti”

Oggi le reti sociali sembrerebbero offrirci questo spazio di rete, di connessione con altri, e anche i nostri figli li fanno sentire parte di un gruppo. Ma il problema che comportano, per la loro stessa virtualità, è che ci lasciano come per aria e perciò molto volatili. Non c’è peggior alienazione per una persona di sentire che non ha radici, che non appartiene a nessuno

 

Se sai di appartenere a qualcosa o a qualcuno, anche nella solitudine più cupa, ci sarà sempre qualcosa a cui tornare o qualcuno a cui aggrapparti … e lo scrivo per esperienza …

Antonietta Porro cittadina benemerita.

Cari amici del Bar, qualche giorno fa la nostra Antonietta Porro è stata fregiata della cittadinanza benemerita di Barlassina. Ho partecipato volentieri a quel momento che l’ha riguardata e ho raccolto il messaggio che vorrei mettere in comune con chi ci fa visita e apprezza Antonietta attraverso le sue riflessioni. E’ professore ordinario di Lingua e letteratura greca, insegna Grammatica greca e Filologia classica presso l’Università Cattolica di Milano. Ed è esperta in decine di altre cose che il rispetto per la sua riservatezza mi sconsiglia di rivelare. Ecco il ringraziamento letto dopo il conferimento della onorificenza. Ritengo sia utile per il suo contenuto in riferimento alla passione per il lavoro e l’educazione, la famiglia, il Signore e la Città. Davvero per tutto questo!

L’emozione mi impedisce di parlare a braccio. Vorrei tuttavia dire, insieme alla mia gratitudine, la mia sorpresa, quando mi è stato detto dell’intenzione dell’Amministrazione comunale di conferirmi questa importante onorificenza. La cittadinanza benemerita – lo dice la parola – va a chi abbia ben meritato nei confronti della comunità, e obiettivamente non vedo quali meriti io abbia nei confronti di questo mio paese.
Tra le parole, tanto semplici quanto belle (le cose più belle sono quelle più semplici, di solito), della motivazione leggo un riferimento alla mia professione. Ho la fortuna di fare un mestiere che mi piace e che mi gratifica, certo, e cerco di farlo per il meglio. Ma non credo di avere molti meriti in questo. Continua a leggere

Risate e Bellezza sono ugualmente contagiose?

Ho ricevuto il video dal nostro Angelo con questo commento: “Anche la bellezza è contagiosa come nel filmato!?” . Un’accortezza: visionatelo col volume alto. “E vedere di nascosto l’effetto che fa…” (cit.)

E’ una pubblicità dalla Coca-Cola: non è sicuramente genuino. Ma, contagiosa è contagiosa, la risata.

La Bellezza? Ma certo che è contagiosa, contagiosissima.

 

Corpus Domini. Monsignor Delpini.

Don Mario, come ama farsi chiamare, in visita a Regina Pacis – Saronno

Monsignor Delpini è un teologo ma consideriamo anche come scrive. Diplomato al liceo classico e laureato in lettere, è autore di diversi libri che comunicano di Cristo in modo diretto e con un fine umorismo che non può non raggiungere il cuore. 

Leggiamo qui come parla di noi cristiani alla Festa del Corpus Domini:

Non abbiamo che questo

1.I cristiani, gente per bene.

I cristiani sono gente per bene. Parcheggiano con criterio, se sbagliano una manovra chiedono scusa. Sono gente per bene: parlano senza troppe parolacce, discutono senza gridare troppo, parlano di calcio e di politica, un po’ come fanno tutti, lamentano dei mali presenti, un po’ come fanno tutti. Sono gente per bene: se c’è da dare una mano, non si fanno pregare; se capita una disgrazia sono tra i primi a commuoversi e a soccorrere, per la festa del paese ci prendono gusto a organizzare il pranzo comunitario e la pesca di beneficenza.

2.I cristiani e il loro cruccio.

Tuttavia i cristiani sentono dentro una inquietudine e c’è un cruccio che non li lascia tranquilli. Guardano i loro bambini e sospirano: “Come sono belli e cari! Ma che sarà di loro? Non siamo in grado di assicurare loro la gioia!”. Applaudono gli sposi novelli, hanno ma come un retropensiero: “Come sono contenti! Ma durerà? Non siamo in grado di assicurare la fedeltà!”. Attraversano con un senso di colpa i giardinetti in cui bivaccano adolescenti inconcludenti: “Quanto tempo sciupato! Quanti talenti sotterrati! Non siamo in grado di aiutarli a rispondere alla loro vocazione!”.
Ecco come sono i cristiani: sono inadeguati e sanno di non essere all’altezza della loro missione. Sono là per essere sale e non riescono a dare sapore! Sono là per essere luce e anche loro talora sono avvolti da un grigiore confuso.
Ecco come sono i cristiani: gente per bene, che non è all’altezza delle sfide di questo tempo complicato.

3.Né argento né oro: solo il Nome.

C’è però da dire che l’essere inadeguati al compito non è, per i cristiani, motivo di scoraggiamento. Non si sentono complessati. Continuano a ripetere le parole di Pietro: “Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo…!”(At 3,6)
Per questo, ogni anno, i cristiani percorrono le vie della vita quotidiana celebrando la processione del Corpus Domini, per dire a tutti: “Siamo gente per bene, abbiamo tutte le buone intenzioni, non siamo all’altezza. Però questo sì possiamo offrirlo: il Pane della vita eterna. Siamo cristiani!”

+ Mario Delpini
Vescovo e Vicario Generale, Arcidiocesi di Milano

Chiara Corbella. Aperto il processo di beatificazione.

Poche storie!

Chi vive come Chiara Corbella va in Paradiso e diventa Santo.

Annunciata il 13 giugno, nel quinto anniversario dalla nascita al Cielo, l’apertura del processo di beatificazione.

  “Non dobbiamo possedere nulla come se ci fosse dovuto, ma ricevere tutto come un dono… sapeva riconoscere il Donatore. Ha attraversato situazioni oggettivamente molto difficili: ne usciva sempre grazie a questo gesto d’abbandono, con il quale riconosceva che c’è Qualcuno che vegliava su di lei e che ha un disegno d’amore sulla sua vita. O vivi la tua esistenza come un dono e la doni, o vivi in una ricerca di possesso sempre più grande e quindi nella paura di perdere”.

Fra Vito, frate francescano e guida spirituale di Chiara ed Enrico Petrillo