Spiedini.

“Noi ci alzeremo in piedi”

San Giovanni Paolo

E ci restiamo, visto il dilagare di questa strage nazista! E ci restiamo, nella Giornata della Memoria.

Berlicche

Il governatore di New York Cuomo ha stabilito, per celebrare la nuova legge che consente tra l’altro l’aborto in alcuni casi fino alla nascita e la possibilità che a praticarlo siano anche non-dottori, che la cima dell’One World Trade Center sia illuminata di rosa.

Se avete gioito alla notizia, e tuttavia questa immagine vi fa impressione, dovreste chiedervi perché.

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Aborto. L’arcivescovo Delpini : «Il dolore negato alle donne», per ideologia

(Fotogramma)

Da Avvenire di ieri. Ancora un vescovo, e che vescovo (“Siamo autorizzati persino a pensare”) che muove guerra al Pensiero Unico. Deo gratias!

Chi abortisce, chi non riesce a diventare madre. Il presule alla clinica Mangiagalli di Milano dà voce ai «lamenti proibiti», quelli censurati dal pensiero unico e dal «politicamente corretto»

I lamenti ingiustificabili e quelli che trovano la loro ragione nel cuore ferito dal dolore; i lamenti che sono dappertutto in città e quelli che sono proibiti perché bisogna uniformarsi al pensiero dominante e all’ideologia. Proibiti, insomma, dal politicamente corretto.

A dirlo, con parole che lasciano il segno, è l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, che, come tradizione, giovedì ha presieduto la celebrazione eucaristica per il Natale e ha ricordato la solennità dei Santi Innocenti Martiri del 28 dicembre presso la chiesa della Clinica “Luigi Mangiagalli” all’interno della Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore di cui ha visitato alcuni reparti, anche di patologie pediatriche.

E, forse, non è un caso che proprio nella struttura dove nasce un bambino ogni ora e commentando il Vangelo che racconta la strage degli innocenti, abbia dato voce ai lamenti «proibiti», siano quelli delle donne che vorrebbero essere madri e non riescono, sia di coloro che decidono, con l’interruzione volontaria della gravidanza, di non Continua a leggere

Papale papale: omicidio, mandante, sicario.

foto Ansa

Prosegue la catechesi del mercoledì dedicata ai Comandamenti. Il quinto, «Non uccidere», ricorda che il valore della vita è alla base dei rapporti umani. Perché Dio ama ogni vita:

«Soppressione della vita umana nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti: ma come può essere terapeutico, civile o semplicemente umano un atto che sopprime la vita inerme nel suo sbocciare? È giusto far fuori una vita umana per risolvere un problema? È giusto affittare un sicario per risolvere un problema?» ha chiesto ai fedeli. «Non si può, non è giusto, è come affittare un sicario».

QUI il testo integrale all’Udienza odierna in San Pietro.

Non ha a cuore solo l’immigrazione…

Secondo quanto riporta normalmente la stampa Papa Francesco avrebbe a cuore solo il problema dell’immigrazione.

Pare che, invece, le cose non stiano proprio così. Ha idee chiare, molto chiare, per i cattolici adulti troppo chiare, su famiglie arcobaleno, aborto, gender, eterologa ed eutanasia…

QUI  l’interessante articolo di UCCR del 17 giugno scorso da cui abbiamo ricavato la rassegna.

Servi della morte.

Berlicche

Dove sono tutti gli strenui difensori della libertà? Dove sono quelli che “la volontà del paziente prima di tutto”, nel caso di Alfie Evans, come in quello precedente di Charlie Gard o dei tanti altri che non hanno conquistato l’onore delle cronache perché i protagonisti sono stati schiacciati o la censura e la disinformazione hanno impedito di conoscerli?

Non si sentono. Il loro silenzio è però più eloquente dei fiumi di parole che ci hanno riversato addosso in altri casi. Rivelatore.
Le loro battaglie di libertà non sono al servizio di un signore qualsiasi.
La battaglia per la libertà di “morire con dignità”, al servizio della morte.
La battaglia per la “libertà di decidere della donna” di uccidere il proprio figlio, al servizio della morte.
La battaglia per la libertà delle droghe, al servizio della morte.
E non di una morte qualsiasi. Della morte procurata, della morte innaturale.

Quello lo…

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Subito coperto (con la sua verità) il poster contestato contro l’aborto.

Consola, non poco, che la copertura tempestiva ha dato un risalto che mai avrebbe avuto se non ne avessero provveduto. (n.d.B’sB)
Nel quartiere Aurelio un cartellone di 7 metri per 11 ricordava cosa avviene a 11 settimane di gravidanza. Accontentate le proteste delle consigliere del Pd al Campidoglio e altre associazioni.
VIVIANA DALOISIO Avvenire di venerdì 6 aprile 2018

Ci saranno anche voragini da riparare, per le strade della Capitale, e spazzatura a deturpare le belle vie del centro, ma le priorità del Campidoglio sembrano altre. Per esempio, un cartellone che campeggiava su un palazzo di via Gregorio VII, nel quartiere Aurelio. Mostrando un bambino a 11 settimane di vita, con lo slogan Continua a leggere