Verrà un giorno!…

Padre Cristoforo a don Rodrigo. Alessandro Manzoni “I Promessi Sposi” cap. VI  

…A siffatta proposta, l’indegnazione del frate, rattenuta a stento fin allora, traboccò. Tutti que’ bei proponimenti di prudenza e di pazienza andarono in fumo: l’uomo vecchio si trovò d’accordo col nuovo; e, in que’ casi, fra Cristoforo valeva veramente per due.
– La vostra protezione! – esclamò, dando indietro due passi, postandosi fieramente sul piede destro, mettendo la destra sull’anca, alzando la sinistra con l’indice teso verso don Rodrigo, e piantandogli in faccia due occhi infiammati: – la vostra protezione! È meglio che abbiate parlato così, che abbiate fatta a me una tale proposta. Avete colmata la misura; e non vi temo più.
– Come parli, frate?…
– Parlo come si parla a chi è abbandonato da Dio, e non può più far paura. La vostra protezione! Sapevo bene che quella innocente è sotto la protezione di Dio; ma voi, voi me lo fate sentire ora, con tanta certezza, che non ho più bisogno di riguardi a parlarvene. Lucia, dico: vedete come io pronunzio questo nome con la fronte alta, e con gli occhi immobili.
– Come! in questa casa…!
– Ho compassione di questa casa: la maledizione le sta sopra sospesa. State a vedere che la giustizia di Dio avrà riguardo a quattro pietre, e suggezione di quattro sgherri. Voi avete creduto che Dio abbia fatta una creatura a sua immagine, per darvi il piacere di tormentarla! Voi avete creduto che Dio non saprebbe difenderla! Voi avete disprezzato il suo avviso! Vi siete giudicato. Il cuore di Faraone era indurito quanto il vostro [3]; e Dio ha saputo spezzarlo. Lucia è sicura da voi: ve lo dico io povero frate; e in quanto a voi, sentite bene quel ch’io vi prometto. Verrà un giorno…

San Giovanni Paolo Magno ai mafiosi, Valle dei Templi, 9 maggio 1993

Libri: curiosità e parole logore.

Carissimi,

“un libro deve essere una piccozza per rompere il mare di ghiaccio che è dentro di noi”.

Un affettuoso saluto.

Fausto Corsetti

Siete mai entrati nella casa di una persona che non conoscete, ma della quale volete capire qualcosa? Se in questo appartamento ci sono dei libri ecco il dettaglio, muto, che vi urlerà tutto sulla personalità di chi vi apprestate a incontrare.

Una biblioteca rispecchia infatti la personalità del suo padrone, fa capire i suoi gusti, le sue tendenze, la sua cultura, la sua incultura, i suoi tic e i suoi hobby.

Non esiste arredamento più caldo e avvolgente di una lunga libreria, non esiste casa più fredda di una senza. Insomma i libri fanno parte Continua a leggere

La vita e i letti ben rifatti.

Ci facciamo aiutare dal cardinal Ravasi a cercare di “sbrogliare la matassa”. Almeno un po’: qualche nodo, districare qualche filo, liberare un passaggio. Anche se poi sicuramente la… paura non svanirà del tutto.  La citazione finale, pur non immediata, è decisiva! Ma gustiamo la chiarezza!

“L’uomo, fin che sta in questo mondo, è un infermo che si trova su un letto scomodo più o meno, e vede intorno a sé altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello; e si figura che ci si deve star benone. Ma se gli riesce di cambiare, appena s’è accomodato nel nuovo, comincia, pigiando, a sentire, qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo, in somma, a un di presso, alla storia di prima.” Avete, certo, tutti indovinato di chi sia questa considerazione: siamo in pratica all’ultima pagina dei Promessi Sposi (cap. 38) e Manzoni, con l’immagine dell’infermo e dei letti, centra due aspetti fondamentali dell’umanità. Continua a leggere

Gli altri. Una dimensione di noi stessi.

“E, dopo un’assenza di presso a due anni, si scopersero a un tratto molto più amici di quello che avesser mai saputo di esserlo, nel tempo che si vedevano quasi ogni giorno; perchè all’uno e all’altro, dice qui il manoscritto, eran toccate di quelle cose che fanno conoscere che balsamo sia all’animo la benevolenza; tanto quella che si sente, quanto quella che si trova negli altri.” (da I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni)

A questo ho pensato leggendo il nuovissimo articolo della nostra Antonietta Porro, in pubblicazione anche sul mensile della Parrocchia di San Giulio in Barlassina e attinto dal suo “scrigno della Memoria”. Anche oggi emozione, riflessione e richiamo al Vangelo. Come iniziare meglio la settimana?

Chi mi ha conosciuta solo da adulta stenta a crederci, eppure posso assicurare che da piccola ero timidissima. Timidissima e golosa di dolci, ma più timida che golosa, se è vero che rinunziavo a prendere una caramella che mi veniva offerta perché sapevo bene che poi avrei dovuto dire almeno grazie, ed ero troppo timida per farlo. Credo di essere ancora timida “dentro”, perché la natura non si cambia, ma col tempo ho imparato a guardare agli altri in un altro modo. Ad un certo punto ho capito che gli altri erano come me, o, meglio, che io ero come loro: come loro, avevo paura di fare brutte figure, temevo di essere invadente, non volevo correre il rischi di risultare sgradita, ed era per questo che mi tenevo da parte. Soprattutto ho capito che dentro di me c’erano gli stessi desideri profondi Continua a leggere

Migranti, abbiamo provato a guardarli così?

Il Resegone visto da Pescarenico.
Il Resegone visto da Pescarenico.

« Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari; torrenti, de’ quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana! Alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente, tratto dalla speranza di fare altrove fortuna, si disabbelliscono, in quel momento, i sogni della ricchezza; egli si maraviglia d’essersi potuto risolvere, e tornerebbe allora indietro, se non pensasse che, un giorno, tornerà dovizioso. Quanto più si avanza nel piano, il suo occhio si ritira, disgustato e stanco, da quell’ampiezza uniforme; l’aria gli par gravosa e morta; s’inoltra mesto e disattento nelle città tumultuose; le case aggiunte a case, le strade che sboccano nelle strade, pare che gli levino il respiro; e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero, pensa, con desiderio inquieto, al campicello del suo paese, alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso, da gran tempo, e che comprerà, tornando ricco a’ suoi monti.
Ma chi non aveva mai spinto al di là di quelli neppure un desiderio fuggitivo, chi aveva composti in essi tutti i disegni dell’avvenire, e n’è sbalzato lontano, da una forza perversa! Chi, staccato a un tempo dalle più care abitudini, e disturbato nelle più care speranze, lascia que’ monti, per avviarsi in traccia di sconosciuti che non ha mai desiderato di conoscere, e non può con l’immaginazione arrivare a un momento stabilito per il ritorno! Addio, casa natìa, dove, sedendo, con un pensiero occulto, s’imparò a distinguere dal rumore de’ passi comuni il rumore d’un passo aspettato con un misterioso timore. Addio, casa ancora straniera, casa sogguardata tante volte alla sfuggita, passando, e non senza rossore; nella quale la mente si figurava un soggiorno tranquillo e perpetuo di sposa. Addio, chiesa, dove l’animo tornò tante volte sereno, cantando le lodi del Signore; dov’era promesso, preparato un rito; dove il sospiro segreto del cuore doveva essere solennemente benedetto, e l’amore venir comandato, e chiamarsi santo; addio! Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto; e non turba mai la gioia de’ suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande. »

Papa Luciani: lettera a Trilussa sulla Fede e sulla Grazia.

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Reincontriamo Trilussa. Sorprendente Trilussa.

Lo facciamo guidati da Giovanni Paolo I con a tema l’argomento della Fede. Un gioiello!

Qui Papa Luciani recita Trilussa

Caro Trilussa,

Ho riletto la poesia melanconicamente autobiografica, in cui racconti di esserti sperso, di notte, in mezzo al bosco, e lì incontri una vecchietta cieca, che ti dice: “Se la strada nun la sai, te ciaccompagno io, che la conosco!” Sorpresa tua: ” Trovo strano che me possa guidà chi nun ce vede”.

Ma la vecchietta taglia corto, ti piglia la mano e ti intima: “Cammina.” È la fede. Sono d’accordo in parte con te Continua a leggere

Santa Chiara d’Assisi. Taceva ma la sua fama gridava.

frase-celebre-di-alessandro-manzoni-18198Papa Alessandro IV canonizzò Chiara solo due anni dopo la morte, nel 1255, e ne tracciò un elogio nella Bolla di canonizzazione in cui leggiamo: “Quanto è vivida la potenza di questa luce e quanto forte è il chiarore di questa fonte luminosa. Invero, questa luce si teneva chiusa nel nascondimento della vita claustrale e fuori irradiava bagliori luminosi; si raccoglieva in un angusto monastero, e fuori si spandeva quanto è vasto il mondo. Si custodiva dentro e si diffondeva fuori. Chiara infatti si nascondeva; ma la sua vita era rivelata a tutti. Chiara taceva, ma la sua fama gridava” (FF, 3284). Ed è proprio così, cari amici: sono i santi coloro che cambiano il mondo in meglio, lo trasformano in modo duraturo, immettendo le energie che solo l’amore ispirato dal Vangelo può suscitare. I santi sono i grandi benefattori dell’umanità!

grazie al blog amico Una casa sulla roccia

Parlarne tra amici è un sollievo.

Renzo“Raccontò anche lui all’amico le sue vicende, e n’ebbe in contraccambio cento storie, del passaggio dell’esercito, della peste, d’untori, di prodigi. «Son cose brutte» disse l’amico, accompagnando Renzo in una camera che il contagio aveva resa disabitata; «cose che non si sarebbe mai creduto di vedere; cose da levarvi l’allegria per tutta la vita; ma però, a parlarne tra amici, è un sollievo».”
A. MANZONI, I Promessi Sposi, cap. XXXIII, 1827

La saggezza dei vecchi e “Il ragazzo della via Gluck”

celentanoStasera al “Betania’s” si propone uno dei pezzi forti del bar: si ritrovano fianco a fianco quei due che si dilettano a definirsi come “vecchi dentro” (ma lo crederanno veramente?), Maurizio e “l’esperto della canzone del Betania’s”; il barista si frega le mani: capannello già pronto a formarsi e spettacolo – e consumi- assicurati. E si parte alla grande! Maurizio, che sta per sfoderare il richiamo culturale, ha appena dichiarato che “è vecchio dentro, ma che non ci sta dentro”, ed all’esperto della canzone non sembra vero: qualche dotto richiamo e poi certo arriverà la cantata. Continua a leggere