Eros.

Cantico dei Cantici, poema profondissimo della Bibbia dove si canta l’amore concreto, erotico degli sposi.

Piero Fornasetti: Monna Lisa

8]Vieni con me dal Libano, o sposa,
con me dal Libano, vieni!
Osserva dalla cima dell’Amana,
dalla cima del Senìr e dell’Ermon,
dalle tane dei leoni,
dai monti dei leopardi.
[9]Tu mi hai rapito il cuore,
sorella mia, sposa,
tu mi hai rapito il cuore
con un solo tuo sguardo,
con una perla sola della tua collana!
[10]Quanto sono soavi le tue carezze,
sorella mia, sposa,
quanto più deliziose del vino le tue carezze.
L’odore dei tuoi profumi sorpassa tutti gli aromi.
[11]Le tue labbra stillano miele vergine, o sposa,
c’è miele e latte sotto la tua lingua
e il profumo delle tue vesti è come il profumo del Libano.

Sono debole per questo sono forte.

Andrew Wyeth

Ho pensato di condividere con gli amici del Bar questo post dal Sito Matrimonio cristiano perché valorizza in maniera per me inaspettata la debolezza mia e di mia moglie.

E giustifica il rapporto direttamente proporzionale tra debolezza, appunto, e la forza… Chi ci abbatterebbe più!? 🙂

E prego perché la Grazia non ci lasci.

 

 

Matrimonio Cristiano

C’è una realtà che ho sempre intuito, ma non sono mai riuscito a comprendere chiaramente. Oggi, finalmente, ascoltando un’omelia di don Antonello Iapicca, sono riuscito a mettere a fuoco quella che era solo un’intuizione. Il mio matrimonio è felice perché io e la mia sposa siamo completamente inadeguati, incapaci e inadatti, e sappiamo di esserlo. Siamo gli ultimi. Dio ha sempre operato così, nella storia. Ha scelto un popolo, ma non un grande popolo, dalla cultura evoluta. Non ha scelto la raffinatezza dei babilonesi, la potenza degli egizi o la ricchezza dei fenici. Ha scelto un popolo seminomade, costituito da ladri, mercenari, pastori. Ha scelto il popolo più ignorante che ha trovato. Cosa dire, poi,  di Maria, un’adolescente o poco più, una donna in un mondo governato dagli uomini, una donna tra le più nascoste ed umili. Ha scelto il suo nulla per farne la Madre di Dio. Gesù è…

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Come amare di più mia moglie?

New York, 1954
© Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

Giovane amico, se ami, questo è il miracolo della vita.
Entra nel sogno con occhi aperti e vivilo con amore fermo.

Il sogno non vissuto è una stella da lasciare in cielo.
Ama la tua donna senza chiedere altro all’infuori dell’eterna domanda che fa vivere di nostalgia i vecchi cuori.

Ma ricordati che più ti amerà e meno te lo saprà dire. Guardala negli occhi affinché le dita si vincolino con il disperato desiderio di unirsi ancora; e le mani e gli occhi dicano le sicure promesse del vostro domani.

Ma ricorda ancora, che se i corpi si riflettono negli occhi, le anime si vedono nelle sventure.

Non sentirti umiliato nel riconoscere una sua qualità che non possiedi.
Non crederti superiore poiché solo la vita dirà la vostra diversa sventura.
Non imporre la tua volontà a parole, ma soltanto con l’esempio.

Questa sposa, tua compagna di quell’ignoto cammino che è la vita, amala e difendila, poiché domani ti potrà essere di rifugio.

E sii sincero giovane amico, se l’amore sarà forte ogni destino vi farà sorridere.

Amala come il sole che invochi al mattino. Rispettala come un fiore che aspetta la luce dell’amore.
Sii questo per lei, e poiché questo deve essere lei per te, ringraziate insieme Dio, che vi ha concesso la grazia più luminosa della vita!

Sant’Agostino

Facce da italiani. Francesca Del Rosso.

dal blog francescadelrosso.it
dal blog francescadelrosso.it

Possiamo leggere più sotto la lettera che il marito Alessandro Milan ha pubblicato sulla sua pagina facebook annunciando la morte e la vita edificante e struggente di una normalissima donna straordinaria.

Giornalista, scrittrice, blogger e sperimentatrice, come si definiva Lei.

Lei era, è, Francesca Del Rosso.

Per chi la conosceva e per chi vuole incontrarla.

A FRANCESCA

Non vi racconterò stupide favolette. Wondy ha perso la battaglia. Continua a leggere

Uno dei due.

coletta“L’amore vero tra un uomo e una donna consiste nel non sopraffarsi mai, in un continuo scambio, in un donarsi senza aspettarsi nulla di ritorno, tanto se l’amore è reciproco poi la ricompensa arriva. È un fatto di intelligenza: uno dei due deve sempre cedere, l’importante è capire quale dei due al momento è in difficoltà. Per me la gioia era vedere lui felice, e per lui era lo stesso. È stato sempre così, da quando ci siamo fidanzati che io avevo 13 anni e lui 18. Ci siamo sposati che ne avevo 18.”

(Margherita Coletta vedova di Giuseppe di Nasiriyah)