Nascere è una cosa buona: viviamola per restituire futuro al mondo .

l’Acquedotto di Segovia. Duemila anni, fieramente in piedi.

Noi del Bar celebriamo la prossima Festa della vita con MARINA CORRADI per Avvenire di oggi. Nel suo formidabile articolo ci fa visitare l’acquedotto romano di Segovia e volare fino in cima alle guglie del duomo di Milano. Per parlarci dei nostri Vecchi, “che vivevano in case povere, mangiavano pane e polenta, portavano lo stesso vestito per anni, rammendato. Ma quali meraviglie ci hanno lasciato!” Ci dice di quando eravamo povera gente ma vivevamo in prospettiva di una Eternità vista come certezza. In cui pensare di fare figli non faceva paura… E come non pensare all’ABBEVERATOIO che Cormack Mc Carthy ha “scolpito” nel suo Non è un paese per vecchi? Una promessa dentro il cuore!

Caro direttore,

siamo tutti rivolti a ottenere dei risultati – personali, sul lavoro, a breve termine… – e viviamo l’oggi pensando poco al domani. L’altro ieri ascoltavo un importante commentatore finanziario che alla domanda di come vedesse l’economia europea nel medio termine ha risposto: «L’unica certezza che abbiamo nel medio lungo termine è che saremo tutti morti». Continua a leggere

Bello d’amore.

Ringrazio il caro Amico FAUSTO CORSETTI, e mi scuso per il ritardo con cui do risalto al suo contributo:

Cari Amici,

vi lascio un affettuoso saluto con l’augurio che la bellezza dell’amore rinnovi ogni giorno la nostra vita.

Penso che l’esperienza della bellezza avvenga solo eccezionalmente o in certi periodi della vita. E’ quello che provano, ad esempio, il padre o la madre quando hanno bambini piccoli: è una continua sorpresa, una continua scoperta della bellezza, che diventa bisogno di abbracciarli, di baciarli per trattenere qualcosa di loro dentro di sé.
Allo stesso modo quando siamo innamorati e osserviamo incantati il volto, il corpo, il modo di parlare, di camminare della persona amata e siamo grati che ci sia stato concesso un tale dono, un tale incredibile privilegio.
L’amore ci rende capaci di vedere con Continua a leggere

Regali e doni.

Grazie ancora Stefano!
E attenzione, amici, questa testimonianza non è buona per le “mezze tacche”!

E neppure per stomaci deboli…

Piovono Miracoli 2.0

di Stefano Bataloni

Di recente, non ricordo dove e da chi (sono un paio di giorni che mi interrogo in proposito senza esito), ho ascoltato una bella catechesi (o omelia, non ricordo nemmeno questo!), probabilmente sulla Parabola dei Talenti (Mt 25, 14-30), in cui si illustrava molto bene quale differenza passa tra un regalo e un dono.

Un regalo, diceva la persona, è qualcosa che ci viene dato, in una circostanza particolare, come premio, come riconoscenza per qualcosa che si è fatto. Molto spesso è qualcosa di tangibile.

Si regalano libri, abiti, gioielli, viaggi, denaro…a volte si regala del tempo agli altri.

Un regalo è gratuito, non chiede niente in cambio. Un regalo è qualcosa che, una volta ricevuto, ci appartiene, ne possiamo fare ciò che vogliamo, possiamo cederlo.

Un dono, invece, è qualcosa che si riceve e non è legato ad una circostanza particolare, non è legato a qualcosa…

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Sopportarsi a vicenZa (ma anche a Crotone)

1Corinzi 13,4 L’amore tutto sopporta. Sembra un ossimoro ma è verità. Grazie amici!

Gli amici del blog Mienmiuaif (io e mia moglie in inglese de noantri) possono rappresentare me, Maurizio, e mia moglie “conversando” sulla gestione del frigo. Lei soffre di “orror vacui” io di razionalismo ragionieristico (rigorosamente: “first in first out”). Discutevamo, per la verità. Ho rinunciato io, sul frigo. Lei su chissà quante altre questioni. Pare non ci sentiamo defraudati dei nostri principî. (Se ci si appoggia troppo, ai principî, poi si piegano!) San Paolo docet. Provare per credere.

Mienmiuaif - Mia moglie ed io

di Pietro Antonicelli e Filomena Scalise (dal blog Sposi&Spose di Cristo)

“Ma te l’ho detto che è così, che tu non mi capisci, che lo shampoo antiforfora non va bene per lavarsi i piedi!”

Lui le rispose: “Ma che dici, mia madre lo faceva usare sempre a mio padre quando finivamo il sapone fatto in casa! E dovevi vedere che piedi puliti e profumati che aveva! Noi a casa mia… noi, eh eh… noi sì che sapevamo vivere! Non voi, anzi… non tua madre… che poi che ne capiva lei se era sempre fuori casa! Che ne poteva capire di shampoo antiforfora e rimedi economici e naturali!”

E la discussione potrebbe andare avanti così all’infinito! A rinfacciarsi cose assurde e a difendere posizioni indifendibili. Mariti contro mogli, che più che alleati nel bene, sembrano essersi sposati per avere qualcuno più vicino per poterlo insultare meglio.

Cosa succede? Forse è…

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Auguri papà! Charles Péguy.

Evidentemente già ai suoi tempi molto, tutto, cospirava ai danni del padre, unico avventuriero al mondo.

di Charles Péguy

C’è un solo avventuriero al mondo, e ciò si vede soprattutto nel mondo moder­no: è il padre di famiglia. Gli altri, i peggiori avventu­rieri non sono nulla, non lo sono per niente al suo confronto. Non corrono assolutamente alcun perico­lo, al suo confronto. Tutto nel mondo moderno, e soprattutto il disprezzo, è organizzato contro lo stolto, contro l’imprudente, contro il temerario,

Chi sarà tanto prode, o tanto temerario?

Contro lo sregolato, contro l’audace, contro l’uomo che ha tale audacia, avere moglie e bambini, contro l’uomo che osa fondare una famiglia. Tutto è contro di lui. Tutto è sapientemente organizzato Continua a leggere

Verso Casa. Ultime conversazioni.

La nostra Gemma scrive per condividere la “tenerezza” di questa “letterina” che  Papa Benedetto ha indirizzato al direttore della sede romana del Corriere. Tenerezza e letterina sono le parole che ha usato Gemma. E mi sembra che possano definire bene la missiva del Santo Padre. E se felicità è prepararsi una morte serena, possiamo augurargli di completare il “pellegrinaggio” con lo stesso spirito.

«Caro Dott. Franco,  mi ha commosso che tanti lettori del Suo giornale desiderino sapere come trascorro quest’ultimo periodo della mia vita. Posso solo dire a riguardo che, nel lento scemare delle forze fisiche, interiormente sono in pellegrinaggio verso Casa. È una grande grazia per me essere circondato, in quest’ultimo pezzo di strada a volte un po’ faticoso, da un amore e una bontà tali che non avrei potuto immaginare. In questo senso, considero anche la domanda dei Suoi lettori come accompagnamento per un tratto. Per questo non posso far altro che ringraziare, nell’assicurare da parte mia a voi tutti la mia preghiera. Cordiali saluti, Benedetto XVI».

Il mio istante e l’eterno.

Il contributo degli amici è determinante per il Bar. Apre la mente, allarga la prospettiva, fa pensare bene. Ragazzi, come chiedono i bambini: ANCORA!

Oggi il… soccorso ci giunge gradito dalla nostra Gemma, anima gentile. Sì, perché credo che riflessioni come quella che pubblichiamo di seguito, tengano viva, vivissima, la Speranza. Qui ci si svela di un credito aperto per noi in Paradiso. Ciò che ironicamente chiamiamo appunto “punti Paradiso”…  vengono davvero computati. Dal Sito della Fraternità San Carlo, novembre 2017.

In Paradiso rimarranno, trasfigurati, i segni fisici di questa nostra vita, testimonianza bella e perenne di ciò che è avvenuto nel tempo, sulla terra.

Una meditazione di Paolo Sottopietra* sul Paradiso, il “per sempre” del Cielo che è già preparato nella nostra vita terrena.

Il razionalismo del nostro tempo ha indebolito in noi la capacità di immaginarci concretamente il Paradiso, l’ultimo porto della nostra vita. L’eternità ci appare come un non-tempo. Le uniche immagini che ci soccorrono sono una luce abbagliante, che non lascia distinguere forme e contorni, o un’aria rarefatta attraversata da nuvole bianche. Fatichiamo perciò ad avvertire che il nostro presente ha a che fare con il per sempre del Cielo e siamo perciò meno disponibili alla fatica della lotta quotidiana per la verità di noi stessi e del mondo in cui viviamo. Per lottare, infatti, dovremmo essere convinti che gli atti e le scelte che compiamo contino realmente.

Ma l’eterno non è un’atmosfera vuota. Dopo la sua Continua a leggere