Scritto ieri: alluvione e farabutti…

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Mai ricordato abbastanza Giovannino Guareschi. Tantopiù nel Cinquantesimo dalla morte, o dal Centodecimo dalla nascita. In ogni caso c’è chi, irriducibile, non riesce a stargli lontano: anzi, vuole vivere guareschianamente; e fonda una comunità, un movimento, un “monastero wi-fi” lo chiamerebbe la nostra Costanza Miriano…  È nata in questo modo una rete di amici che vogliono far conoscere questa scelta innanzitutto praticandola per primi nella vita di tutti i giorni e poi attraverso l’impegno culturale e sociale. Li possiamo seguire su Progetto Mondo piccolo: http://www.progettomondopiccolo.com .Lasceremo in evidenza il link nel box BLOGROLL della barra laterale. Ma leggiamo il brano che segue: il Cristo raccomanderà più avanti che “bisogna salvare il seme”, don Camillo Gli chiederebbe qui di annegare i farabutti ma invoca per tutti ogni tipo di prosperità. Guareschi propone l’immagine di prete “vero”, non una sua caricatura!…

“Gesù,” disse ad alta voce don Camillo “se in questo sporco paese le case dei pochi galantuomini potessero galleggiare come l’arca di Noè, io vi pregherei di far venire una tal piena da spaccare l’argine e da sommergere tutto il paese. Ma siccome i pochi galantuomini vivono in case di mattoni uguali a quelle dei tanti farabutti, Continua a leggere

Cinque anni fa la scomparsa di Tonini. «Noi oltre la morte? Sarà bellissimo».

foto Ansa

Ancora MARINA CORRADI, ancora da Avvenire, oggi 28 luglio. In questo estratto, QUI l’articolo completo, ci racconta, e rassicura, della “visione” del Cardinal Ersilio Tonini su ciò che ci attende dopo la morte. Nel quinto anniversario della Morte.

Lucido fino a pochi mesi dalla morte, a chi lo interrogava su come avvertiva l’avvicinarsi di quel giorno rispondeva: «Oltre la morte, sarà bellissimo. Perché vedremo finalmente la nostra storia, tutta intera. Voglio dire: vedremo la storia di ciascuno di noi, dal suo vero principio, dall’istante in cui Dio ci ha concepito nei suoi pensieri. Perché ciascuno è stato pensato, progettato dall’inizio del tempo. È una prospettiva sterminata. È posare gli occhi sull’orizzonte infinito per cui sono stati fatti. Sarà, l’abbraccio di Cristo, una felicità ineguagliabile».

Anniversari…

Cristiano Ceroni "Petrolio" 2006/7
Cristiano Ceroni “Petrolio” 2006/7

Pubblichiamo con un po’ di ritardo, su indicazione di Giordano, l’originale commemorazione di Pigi Colognesi:

Preghiera per Pasolini

2 novembre 2015  Il Sussidiario

Quand’ero piccolo, il 2 di novembre mi portavano sempre a fare una visita al cimitero a «pregare per i nostri morti». Camminavamo lenti in mezzo alle tombe e ci fermavamo davanti a quelle dei familiari; per me nonni e zii, di cui guardavo curioso le foto sbiadite perché non me li ricordavo da vivi. Ad ogni sosta si recitava una preghiera. Concluso il giro ci avviavamo all’uscita e proprio lì ci voltavamo un’ultima volta: «Diciamo un Requiem aeternam per tutte le anime per cui non prega nessuno». Io pensavo a bambini rimasti orfani o a vecchi sopravvissuti ai loro figli o a stranieri dimenticati da tutti e pregavo per loro con intensa e ingenua devozione.
Oggi sono quarant’anni che è morto Pier Paolo Pasolini e non si può certo dire che ci si stia dimenticando di lui. Anzi; si sente così acutamente la necessità di ricordarlo che tanti ne parlano, tanti lo commemorano, tanti lo interpretano. Col rischio che l’accumulo di parole finisca per assomigliare moltissimo ad un imbarazzato silenzio. Non so, però, quanti oggi diranno una preghiera per lui. Provo a farlo io qui; anche se sono ben lontano dalla semplicità di quand’ero piccolo.
«O Dio grande e misericordioso, Tu solo conosci quello che arde e ribolle nel cuore dell’uomo. Continua a leggere