Il corpo di Cristo nelle tue mani.

Ecco il ritorno della nostra Antonietta Porro. E’ il suo prezioso articolo che esce anche sul bollettino parrocchiale della Chiesa di san Giulio in Barlassina, nella rubrica “Tu lo hai fatto come un segno”.

Non ci sono molte istituzioni nelle quali la tradizione valga più che nella Chiesa Cattolica Romana. È talmente importante che si è usi scriverla con la lettera maiuscola: ‘Tradizione’, perché essa è uno dei pilastri sui quali si fonda la Chiesa. Purché si intenda il termine nel modo giusto. Tradizione indica infatti la ‘consegna’ a chi viene dopo di noi di ciò che abbiamo ricevuto da coloro che sono venuti prima di noi, ma non si tratta di un semplice passaggio di testimone, bensì del passaggio attraverso il tempo, attraverso la storia, di ciò che ci è stato consegnato, in modo tale che nulla della verità che contiene sia alterato ma che al tempo stesso questa Verità continui a parlare agli uomini cui Continua a leggere

Con Gesù per le strade del mondo.

Ecco il nuovo preziosissimo contributo (altro che “articoletto!”) della nostra Antonietta Porro. Tradizione e un pizzico di folclore meridionale per celebrare la festa del Corpus Domini appena trascorsa. Grazie! E ricordiamo che i pensieri di Antonietta sono pubblicati anche sul Bollettino parrocchiale della Chiesa di San giulio in Barlassina.

Tra qualche giorno ripeteremo ancora una volta un gesto, un rito che appartiene alla nostra tradizione liturgica: porteremo per le strade del nostro paese, attraverso una processione, il Santissimo Sacramento, cioè quel minuscolo pezzo di pane nel quale la nostra fede vede pienamente e personalmente presente Cristo Gesù. In altre parole, cammineremo per le vie di Barlassina insieme a Gesù in persona.
La processione del Corpus Domini è rimasta quasi la sola Continua a leggere

Io vado avanti come un asino.

Saremo fino a Pentecoste nel tempo pasquale; non è quindi tardiva la proposta di questo nuovo articolo della nostra Antonietta Porro. E’ pubblicato anche nella rubrica Tu lo hai fatto come un segno sul periodico parrocchiale della Parrocchia di san Giulio in Barlassina.

Anche ciò che uno di noi scrive può essere per tutti un segno. Tanto di più quando l’autore è una persona autorevole nella Chiesa, come nel caso di cui sto per raccontare. Una persona della nostra comunità – alla quale esprimo la gratitudine mia e di tutti – mi ha fatto conoscere un testo scritto anni fa dal Card. Roger Etchegaray, oggi novantaseienne Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Il Card. Etchegaray, che quando era vescovo non aveva scelto uno stemma e un motto, ritenendoli una specie di ‘retaggio medievale’, aveva collocato però sulla porta della sua residenza una piccola insegna con una scritta, «J’avance comme un âne…» (Tiro avanti, come un asino…). Continua a leggere

Lasciate che i bambini vengano a me.

Antonietta è un’amica affezionata del Bar. Condivide le sue riflessioni che pubblica anche sul periodico della Parrocchia di san Giulio in Barlassina. La sua rubrica si chiama “Tu lo hai fatto come un segno”. Bentrovata!

«Lasciate che i bambini vengano a me» (Mc 10, 14), disse Gesù ai suoi discepoli, i quali temevano che i bambini che accorrevano al Maestro per essere benedetti fossero elemento di disturbo per lui; il Vangelo dice addirittura che Gesù ‘rimproverava’ i discepoli per il loro comportamento.
Qualche giorno fa i bambini della Scuola materna di Barlassina sono venuti in visita nella ‘casa di Gesù’ (questa definizione della chiesa rende comprensibile la sua funzione alla loro giovane età). Sono venuti in tanti – più di cento! –, con la loro direttrice e le loro insegnanti, e hanno riempito di colore, di sorrisi, di brusii simili a cinguettii la nostra chiesa.
L’obiettivo didattico era chiaro: far conoscere questo luogo a tutti, Continua a leggere

Tu lo hai fatto come un segno.

Non ha bisogno di presentazioni la nostra ANTONIETTA PORRO. Anche oggi,  grazie alla collaborazione con il bollettino della Parrocchia di san Giulio in Barlassina, condivide col Bar la sua esperienza di cristiana nel quotidiano della sua realtà.

Non è un errore di stampa. Il titolo dell’articolo ripete quello della rubrica, ma non per sbaglio. Si tratta di una scelta deliberata, poiché per la persona cui è dedicata questa paginetta la frase due volte ricorrente in testa al foglio vale in maniera particolarissima.
Il 18 gennaio ricorre il 75° compleanno di don Sandro: un compleanno importante, per molte ragioni. Come ogni anniversario, invita a guardare indietro, a ripercorrere i passi che hanno condotto al punto che diventa oggetto della festa. Guardare indietro rispetto a ciò che don Sandro ha rappresentato per la nostra comunità, da quando è venuto tra noi, al di là della sua persona, dei suoi numerosi pregi e dei suoi inevitabili Continua a leggere

Diversamente giovani.

Lo stile è tutto Suo ma a me ricorda per carattere e sensibilità Marina Corradi. Spero non me ne voglia la nostra Antonietta… Le voglio bene e corro il rischio. 

Ricordo che apprezzano queste stesse riflessioni i suoi comparrocchiani  di san Giulio in Barlassina sul periodico “il Segno”.

Nell’ultimo numero del bollettino siamo stati richiamati dalle parole di Luisa all’importanza di stare davanti a Gesù Eucaristia. Luisa, raccontando alcuni episodi che avevano per protagoniste persone anziane – ma, data la vitalità che manifestano, direi piuttosto ‘diversamente giovani’ –, ha lasciato emergere che, durante le giornate eucaristiche appena trascorse, proprio loro hanno fatto compagnia a Gesù in assenza di altri, e soprattutto di persone più giovani. Le osservazioni di Luisa mi hanno fatto riflettere, anche in una prospettiva complementare rispetto alla sua.
Ho pensato a quanto le persone ‘diversamente giovani’ sono state Continua a leggere

Incontrarsi “per caso”.

La nostra Antonietta Porro torna a farci visita. Non a mani vuote. Il filo rosso dei suoi interventi è ora “Tu lo hai fatto come un segno”. E come di consueto è condiviso con il periodico della Parrocchia di san Giulio in Barlassina. Grazie!

Siamo tutti disposti a riconoscere che nella nostra vita hanno avuto luogo incontri che l’hanno cambiata, o almeno determinata in maniera decisiva. Certamente sono tali gli incontri con l’ʻanima gemellaʼ, quelli con gli amici del cuore, quelli con chi ci ha fatto intravedere la nostra vocazione professionale… Siamo invece soliti assegnare molti altri incontri alla categoria del ʻcasoʼ, o, al massimo, della ʻbella combinazioneʼ; da questi tendiamo a farci solo sfiorare distrattamente, e non toccare nel profondo.
Una domenica di dicembre, al cimitero, un signore molto gentile, che non conoscevo se non di vista, mentre stava sistemando sulla tomba di un suo congiunto dei rami di agrifoglio mi chiese se potevano servirmene alcuni, che per lui erano di troppo: «Se non si offende…». Continua a leggere

Tutto il mondo annuncia Te.

E’ tornata a farci visita, fedele, la nostra Antonietta Porro. Con una interessante novità che condividiamo con il periodico della Parrocchia di san Giulio in Barlassina. Mi sembra bello che chi può accolga l’invito formulato in questo “presente”… Grazie Antonietta!

Qualche giorno fa mi è capitato di sentir dire, dalla suora protagonista di una fortunata serie televisiva interpretata da Elena Sofia Ricci, la seguente frase: «Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi è un dono: per questo si chiama presente». L’ho trovata straordinariamente eloquente, e solo in un secondo momento ho saputo che le stesse parole sono pronunziate anche dall’anziano e saggio maestro Oogway (una tartaruga!) nel pluripremiato film di animazione Kung Fu Panda. Mi hanno fatto pensare al fatto che Continua a leggere

Benedetto chi viene nel nome del Signore.

Antonietta Porro. Lo scrigno della Memoria. Monsignor Delpini nuovo arcivescovo di Milano. Sono gli ingredienti delle riflessioni di oggi. Ringraziamo per questo post sullo Spirito Santo che viene pubblicato anche sul bollettino della Parrocchia di san Giulio in Barlassina.

Questa volta l’apertura dello scrigno della memoria è stata sollecitata dagli eventi in maniera particolarmente forte, repentina, come quando un colpo di vento impetuoso fa aprire improvvisamente una porta. Così, come un vento impetuoso, lo Spirito del Signore entrò nel Cenacolo: e anche nella storia che sto per raccontare il protagonista vero è lo Spirito Santo.
Ben oltre quarant’anni fa, quando ero matricola di lettere classiche all’Università Cattolica, mi fu chiesto di prestare i miei appunti delle lezioni, una volta che avessi finito di servirmene, ad un giovane sacerdote del Seminario di S. Pietro, mio compagno di corso ma già impegnato nell’insegnamento ginnasiale in Seminario, e dunque talvolta impossibilitato a frequentare personalmente le lezioni. Lo feci con piacere; il giovane sacerdote, una volta consultati gli appunti, me li restituiva puntualmente portandoli di persona a casa mia. Fu così che divenne amico mio e della mia famiglia; negli anni l’amicizia Continua a leggere

“Cristiano” non è solo un aggettivo.

Ci fa visita ancora la nostra Antonietta. Oggi ci dona un altro ninnolo che ha conservato per noi nel suo Scrigno della Memoria. Ci parla con passione di lavoro. Lavoro svolto “come Dio comanda”. E del vivere da Cristiani, come Dio domanda… Ricordiamo che le riflessioni di Antonietta sono pubblicate anche sul Bollettino della Parrocchia di san Giulio in Barlassina.

Mia madre mi raccontava spesso delle peripezie che avevano preceduto il momento della mia nascita, tanto che mi sono convinta che, se il buon Dio mi aveva fatta arrivare in questo mondo attraverso una serie di passaggi complicati, questo significava che mi ci voleva proprio…
Un episodio di questi mi è tornato in mente, non per caso, qualche giorno fa. Era la sera della domenica di Calendimaggio di un anno lontano, e mamma, che mi portava in grembo da pochi mesi, stette molto male. Mio padre corse a chiamare il medico, un giovane dottore barlassinese, il quale però si trovava – come era più che legittimo – alla fiera di Calendimaggio con l’allora fidanzata, che di lì a poco sarebbe diventata sua moglie. Mia madre fu accudita come si poteva, finché, dopo le 23, il medico arrivò a visitarla. Certo, erano altri tempi Continua a leggere