Tasto matto.

Cari Amici, più siamo collegati e meno viviamo quel valore che è l’attesa, perché l’illusione di essere più vicini di prima, disponibili sempre, sta edificando silenziosamente le nostre nuove distanze solitarie.

Un abbraccio fraterno, Fausto Corsetti

Carta profumata, bigliettini con disegni, frasi che davano spazio ai sentimenti. Oggi, invece, le emozioni passano attraverso tasti e display, poco cambia se del cellulare, dello smartphone o del computer.
Dalle lettere che coprivano lunghe distanze impiegando giorni e giorni per giungere a destinazione, alle e-mail che ci arrivano qualche attimo dopo l’invio, alle chat o agli sms tramite i quali ci si può scrivere avendo una risposta nel tempo necessario per scriverla.
Anno dopo anno si son fatti meno auguri a voce e per telefono e anche per Continua a leggere

L’essenziale…in valigia.

Una valigia povera, capace di contenere quanto è essenziale per vivere…
Un carissimo, affettuoso abbraccio a Voi tutti.

Fausto

E’ l’introduzione al nuovo “lavoro” di FAUSTO CORSETTI. Quanti penseranno: “Ma ho provato anch’io la stessa sensazione!…”?

Al ritorno da una vacanza, mi sorprendo con la mente a riflettere: tutto ciò che era diventato ordinario, faticoso, ingombrante diventa atteso, desiderato, rivisitato, ritrovato. Dopo una breve interruzione, dopo una pausa di distacco, dopo una temporanea assenza, la dimensione entro la quale ci si muove nel quotidiano scorrere del tempo appare diversa e nuovamente attraente. Riemergono, con colori inusuali, immagini e riferimenti che erano divenuti scialbi e sbiaditi.
Le consuetudini che impegnavano il tempo quotidiano riaffiorano con interesse e nuova affezione. Il tempo scelto per assentarsi momentaneamente dall’ordinario e da tutti quegli spazi zeppi di Continua a leggere

Assetati di vita.

Edward Hopper “Morning sun”

“Soltanto la sete e il bisogno rendono possibile il cammino, la ricerca, la passione, il desiderio.” Vorremmo dare l’evidenza di un post al commento pubblicato amichevolmente da Fausto. Che torni da noi! 

L’attesa è l’abilità di riconoscere la completezza nel dettaglio e, stupiti, provarne intima riconoscenza. Accade, talvolta, di non vedere nulla o nessuno che desti attenzione, di non avvertire più alcun interesse, di non provare dentro più alcuna passione, di non coltivare più alcuna curiosità, di non assecondare più alcuna sfida, di non lasciarsi sedurre più da alcun sogno.
Tutto appare già sufficientemente noto, sperimentato, appreso, accaduto. Soltanto il “dovere” o un radicato “senso di responsabilità” sembra dare senso a giornate diventate troppo uguali o scontate.
La prova o anche, per altre ragioni, l’appagamento riescono, troppo spesso, a soffocare il desiderio di cercare, di inseguire, di costruire, di sognare, di incontrare, di imparare. Allora il desiderio diventa nostalgia, il sogno illusione, il futuro disincanto, il presente fatica, la vita sopravvivenza.
Senza attesa, senza trepidazione, senza incertezze, senza bisogni non solo non c’è futuro, ma nemmeno Continua a leggere

Additare Gesù.

additare-dioAnche il post che segue è una perla, scelta dallo Scrigno della Memoria della nostra Antonietta Porro e già pubblicata sul Bollettino della Parrocchia di san Giulio in Barlassina.

ANTONIETTA PORRO

Maggio, tempo di Prime Comunioni. Mi ricordo con grande intensità non solo il giorno della mia Prima Comunione, ma anche, e direi forse soprattutto, l’attesa dei mesi, degli anni precedenti: ho invidiato per anni le bambine e i bambini cui toccava questa grande esperienza, e ogni volta che li vedevo mi prefiguravo la volta in cui sarebbe toccato a me.
C’erano una serie di particolari legati all’evento che suscitavano la mia emozione, molto più dell’ Continua a leggere

Natale allo zenzero

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E’ la sera della Vigilia di Natale: prima di andare a Messa, l’esperto della canzone del Betania’s fa un salto al bar per gli immancabili auguri; e stavolta, quando entra, canticchia “per fare una canzone di Natale non basta un argomento natalizio, ma occorre un ingrediente più speciale: lo zenzero”.

Non mancano i commenti del gestore e dei clienti: “incredibile! Canti una canzone composta dopo l’anno 2000”. E lui allegro ribatte: “Caspita! Serve anche l’allegria e l’ironia di Elio”; ma poi l’esperto si fa improvvisamente serio: “Natale allo zenzero” m’è sempre piaciuta.. è allegra, orecchiabile.. provocatoria nel suo “ma chi l’avrebbe detto che lo zenzero in fondo è il vero fulcro del Natale, non il presepe non Gesù Bambino, ma lo zenzero!” Certo, Elio è provocatorio… ma appunto è Elio!

Non sapete cosa mi ha detto un amico circa una recita di Natale che ha visto alle scuole elementari: una recita che riguardava il confronto fra l’albero di Natale “vero” e quello di plastica; l’argomento della recita era l’ecosostenibilità ! Mi è tornato in mente qualche anno fa quando ho visto, nel paese dove lavoro, i bambini cantare davanti al presepe in piazza “lo stelliere”: orecchiabile, ma cosa c’entra col Natale?

Posso capire che occorra confrontarsi col “laicismo”.. ma qui si prende il Natale, lo si svuota e lo si riempie con tutt’altro!

Mi sto rendendo conto sempre più quanto il Natale non sia “scontato”, quanto sia grande questo dono e quanto rilievo occorra dare al tempo per prepararsi ad accoglierlo, con l’Avvento, e con la novena: com’è stata bella in parrocchia, con le domande, le riflessioni ed i sorrisi.

Ed allora, consci di questo, con Elio cantiamo “tanti auguroni allo zenzero” (e “diciamoci l’un l’altro eupepsia”).

Stefano Vanoli

Prima Domenica di Avvento: omelia

Luce, sole, albaSiamo ancora all’inizio di una storia

che si rinnova

e che si ripresenta ogni anno

con simboli, colori, canti, parole, sguardi e silenzi.

 

Avvento. Attesa. Un tempo di Grazia.

Una porta che si apre al Mistero di Dio.

Un invito che interpella la nostra libertà

e chiede una presa di posizione convinta:

Fatevi imitatori di Dio … nessuno vi inganni con parole vuote

… siete luce nel Signore … comportatevi come figli della luce;

ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità.

cercate di capire ciò che è gradito al Signore.

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Ferie, “la lentezza dell’ora”? Don Giacomo Rossi.

Norman Rockwell - clicca sull'immagine per ingrandire
Norman Rockwell – clicca sull’immagine per ingrandire

Ecco una riflessione anche sull’agognato periodo delle ferie cercato su Riscritture di don Giacomo.

E’ un commento al Vangelo di Marco 13,1-27, qualche considerazione seria sulla qualità dell’attesa. Non a caso è Vangelo d’Avvento:

 …”Può bastare vivere attendendo le ferie, o una cena tra amici o una soddisfazione lavorativa? Oppure queste piccole attese rivelano anche il loro perverso gioco, il loro continuo “tirare avanti”, come quell’uomo del mito greco, Sisifo, condannato a sollevare un grande masso fino alla cima di un monte e quindi vederlo rotolare giù, per poi ricominciare…

Scriveva Pavese: “la lentezza dell’ora è spietata per chi non attende più nulla“. La noia, la lentezza dell’ora, non è solo quella dei ragazzi che non sanno cosa fare, ma anche quella degli adulti che non sanno più perché continuano a fare quello che in fondo solamente devono fare. Perché dalla vita non si attendono davvero più nulla (se non, a ben vedere, il timore di qualche malattia o di qualche disgrazia). Perché hanno dimenticato Dio.
Ecco perché il richiamo di questo vangelo è sempre centrato su di noi: Gesù vorrebbe che almeno i suoi capissero che il problema non è il mondo cattivo o la crisi o gli atri… ma il punto sei tu e la qualità del tuo desiderio. “Badate a voi stessi”, “badate che nessuno vi inganni”, badate di non scambiare in questo tempo di attesa falsi idoli per il vero Dio. Continua a leggere