Bando alla tristezza!

bando alla tristezza

Beato Piergiorgio Frassati in una lettera alla sorella Luciana:

Tu mi domandi se sono allegro. E come potrei non esserlo? Finché la fede mi darà la forza, sempre allegro! Ogni cattolico non può che essere allegro; la tristezza deve essere bandita dagli animi cattolici: il dolore non è la tristezza, che è una malattia peggiore di ogni altra.
Questa malattia è quasi sempre prodotta dall’ateismo; ma lo scopo per cui siamo stati creati ci addita la via, seppur seminata di molte spine, ma non una triste via: essa è allegra anche attraverso i dolori… La nostra vita per essere cristiana è una continua rinunzia, un continuo sacrificio, che però non è pesante quando si pensi cosa sono questi pochi anni passati nel dolore in confronto all’eredità felice, dove la gioia non avrà misura e fine, dove noi godremo di una pace inimmaginabile.

fonte: quadrotti.blogspot.it

Frassati: 90 anni di Paradiso.

PgfrassatiIl quattro luglio del 1925 il Beato Piergiorgio Frassati, classe 1901, nasceva alla Vita Vera.

Aveva fondato la “Compagnia dei Tipi Loschi”, un gruppo di amici con cui intendeva approfondire un’unità “che non conosce confini e limiti temporali”.

“Vivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la Verità, non è vivere, ma vivacchiare… Anche attraverso ogni disillusione dobbiamo ricordare che siamo gli unici che possediamo la Verità”.
Pier Giorgio Frassati

20/5/1990 – Pier Giorgio Frassati Beato. “Uomo delle otto beatitudini”.

PgfrassatiVenticinque anni fa Giovanni Paolo II beatificava il giovane torinese figlio del direttore de «La Stampa», che con il suo modo di vivere la fede ha anticipato il Concilio Vaticano II

ANDREA TORNIELLI
ROMA, 19/05/2015 – La Stampa

Il discorso con il quale Papa Francesco ha auspicato una rinnovata responsabilità dei laici è stato pronunciato a una manciata di ore di distanza dal venticinquesimo anniversario della beatificazione di Pier Giorgio Frassati, avvenuta il 20 maggio 1990. Fu Giovanni Paolo II a celebrarla, dopo averla desiderata: da arcivescovo di Cracovia Wojtyla era rimasto affascinato dalla figura di quel giovane pieno di vita e amante della montagna, che donava ai poveri i soldi che aveva. E ne riconosceva la forza e l’attualità. Continua a leggere