Argentina, 2 milioni in piazza contro l’aborto: “Tutta la vita ha valore”

Una casa sulla roccia

Argentina, la marcia (vista dall’alto) «per la vita», e, quindi, «contro la proposta di liberalizzare l’aborto»

Con questo slogan manifestazioni in tutto il Paese 

Una marcia con una moltitudine di gente come non se ne vedevano da tempo in un paese avvezzo alle grandi marce ha portato decine di migliaia di argentini in strada per manifestare «per la vita», e, quindi, «contro la proposta di liberalizzare l’aborto» che subito dopo Pasqua entrerà in discussione nel parlamento nazionale.

Probabilmente gli stessi organizzatori non si aspettavano tanta gente, anche perché i mezzi di comunicazione hanno dato ben poca eco ai preparativi, peraltro abbastanza improvvisati, che hanno avuto come veicolo le reti sociali. Invece nella soleggiata domenica porteña – così sono chiamati i cittadini di Buenos Aires – un rigagnolo ininterrotto di partecipanti è confluito nel primo pomeriggio verso una delle strade giugulari della capitale, calle Sarmiento, per poi riversarsi lungo la celebre Avenida del Libertador…

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Lettere. Ragioni per dire grazie.

Vorremmo provare a “coltivare il bene comune”. Ce lo proponeva in un suo articolo Proprio Marina Corradi qualche giorno fa. Ci aiuta anche oggi a scovare ricchezze anche in un posto da “poveracci” come un carcere. Buone notizie:

Fede cocciuta e gioiosa nell’uomo. E in carcere si può perfino volare.

Caro Avvenire,
l’anno scolastico è terminato anche qui, nel carcere di Cuneo, con momenti importanti: conclusione delle lezioni, consegna dei diplomi, incontri vari, torneo di calcetto… e, ultimo in ordine di tempo, uno spettacolo di canto e musica preparato a lungo e presentato da un gruppetto di volontari. Bello, importante, realizzato da una dozzina di detenuti impegnati e bravi. Penso che questo spettacolo, come gli altri eventi, si potrebbe intitolare ‘Non lasciatevi rubare la speranza’, proprio come ha detto papa Francesco. O, forse, ‘Lasciateci sognare’. O ancora ‘Volare alto’. Sì, anche in carcere, dopo errori e momenti difficili, si può cambiare, camminare e volare. Volare alto. Da 28 anni vado in carcere… e comprendo sempre più il valore dei corsi, di vario tipo, della scuola, di incontri, scambi. A. e G.F. mi hanno parlato della consegna degli attestati di qualifica del 3° anno di Scuola Alberghiera- Sezione del Carcere ‘Ist.V. Donadio’ di Dronero e degli alunni della Scuola edile. Presenti direttore, prèsidi, educatori, alcune autorità e l’assessore regionale all’Istruzione signora Pentenero, oltre che il direttore della Scuola Edile. Quei due detenuti della Scuola Alberghiera, e non sono gli unici, hanno avuto il punteggio 100/100 e hanno anche pubblicato una ricetta su una rivista di cucina. Segno della seria preparazione. Sono stati premiati con una borsa di studio. Certo in carcere ci sono situazioni difficili, persone con limiti diversi, come già diceva anni fa il procuratore Caselli: l’80% dei detenuti proviene dall’area del disagio sociale, ambientale, familiare, psicologico, sociale. In cella, cioè, ci sono tantissimi ‘poveracci’. Ma proprio persone così svantaggiate serbano ricchezze sconosciute. Basta tirarle fuori, dare coraggio, fare proposte, indicare un cammino… Brava S., bravi i suoi collaboratori, bravi tutti coloro che organizzano tornei, corsi e concorsi. Davvero ci vuole la ‘passione’ dell’uomo, del fratello che può rinascere, rifiorire, rialzarsi, camminare e volare. Volare alto.

suor Elsa Caterina Galfrè

MARINA CORRADI

Pochi giorni fa ho incontrato una ragazza che è stata recentemente un mese in carcere, in attesa di giudizio. Mi ha parlato della quotidianità della vita dietro le sbarre, delle tante cose apparentemente piccole che pesano, alla fine, quasi quanto la privazione della libertà. Mi ha raccontato di come è vivere in tre in otto metri quadrati, e come il russare di una compagna di cella comporti interminabili notti senza sonno. Allora vai a domandare dei tappi per le orecchie, ma non è così semplice, bisogna fare una ‘domanda’ in infermeria. Per ogni piccola cosa bisogna fare una ‘domanda’. Il carcere è anche una ragnatela di minima, farraginosa burocrazia. La mia amica mi ha detto Continua a leggere

Tutto è dono. Grazie!

Caro Avvenire,
tutti ci lamentiamo di qualche cosa che non va in Italia: i treni sono sporchi e sempre in ritardo, i politici sono tutti corrotti, i giornali ci nascondono la verità, la sanità pubblica non funziona… Ma perché non iniziamo a vedere la parte positiva delle cose e non ce la diciamo? I treni regionali sono non pulitissimi, ma molto economici e spesso in orario. Cerchiamo di denunciare i politici corrotti, ma per coloro che non lo sono riconosciamoglielo. Ci sono giornali più corretti che altri (questo lo è!), leggiamoli e consigliamoli. La Sanità pubblica salva molte persone, fa ottime cose: diciamolo. Dobbiamo sforzarci di ricostruire un senso di appartenenza, e un orgoglio di essere italiani, che ci faccia vedere anche il bicchiere mezzo pieno. Tutto questo deve passare dal nostro senso civico, che si tramuta nel denunciare quello che non funziona – ma con l’intento di migliorarlo. Contemporaneamente occorre divulgare quello che funziona, perché, altrimenti, non riconosceremo più tutte le cose belle che abbiamo costruito, e ne abbiamo tante. Basterebbe in fondo pensare di più al bene comune e un po’ meno al bene personale.

Enrico Reverberi

MARINA CORRADI

Sono d’accordo con il lettore nel percepire nelle nostre strade, nelle nostre case, un gran malcontento, una frustrazione appena contenuta, ma pronta a emergere. Del resto testimonia questo malcontento la percentuale elevatissima dei non votanti alle ultime elezioni amministrative, quando al secondo turno meno della metà degli elettori si è presentata al seggio. Continua a leggere

Facce da italiani. Leonardo Mondadori.

leonardo-mondadoriSono anche convinto che è da respingere ogni tentativo di giustificare la soppressione di futuri nati perché malati o handicappati. Non possiamo essere noi a decidere chi è adatto a vivere eliminando chi, a nostro parere, non lo sarebbe. La Chiesa ha ragione nel ricordare che non solo la fede ma, innanzitutto, la ragione sta dalla parte della difesa della vita”. Ecco allora la conclusione: “C’è da aspettarsi che, prima o poi, si finisca con lo scoprire che il presunto ’oscurantismo’ della Chiesa su questi temi etici era in realtà una difesa preveggente, anzi profetica, del vero bene dell’uomo. Del resto, non sarebbe la prima volta”.

Salvatore, in carcere una laurea a 71 anni.

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Lidia: “Il recupero di una persona resa libera, nonostante il carcere, dalla fede e dall’amore per il sapere.” 

di Roberto Mazzoli
«Coscienza morale, etica pubblica e società di giustizia». È il titolo della tesi di laurea di Salvatore Vito Candela, neo-dottore della specialistica in Filosofia, conseguita con lode alla Carlo Bo di Urbino. Salvatore è uno studente siciliano del tutto particolare. Nel 2007 si iscrive all’università, subito dopo aver ottenuto il diploma in Ragioneria. Il 23 febbraio, all’età di 71 anni, arriva l’abbraccio accademico in una piccola aula del parlatorio del carcere di Fossombrone (PU). Salvatore infatti sta scontando da oltre 20 anni una condanna all’ergastolo. Continua a leggere

Il signore ha dato, il Signore ha tolto… Benedetto il Nome Del Signore

Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo?…

Piovono Miracoli 2.0

di Mario Barbieri
Il tema del “dolore”, della prova, della croce o comunque si voglia chiamare ciò che identifichiamo con un “male”, una “sventura” o una cosiddetta “disgrazia” (termine che credo non dovrebbe esistere nel vocabolario di un Cristiano), suscita sempre domande nel nostro cuore, crea un combattimento, alle volte un dubbio, altre volte un vero e proprio “scandalo”.

Anche io come tanti, soprattutto quando dalla Prova e dalla Croce si è “visitati” con fatti seri e personali, ho “dovuto” affrontare queste domande che scuotono la propria fede, ho dovuto cercare le risposte che la propria fede rinsaldano, perché non si rimanga su un pericoloso crinale, in bilico, laddove il Maligno viene e trovandoti in equilibrio “precario”, soffia e spinge e percuote cercando di farti cadere in un ruzzolare che, se non si arresta aggrappandosi ad un sostegno sicuro, rischia di divenire valanga che tutto travolge.

Ma non vorrei affidare…

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