Non è conquista dei radicali.

Mi sono chiesto perché la vedova del Signor Luca Coscioni  si sia esposta in pubblico precedentemente la morte della Signora Marina Ripa di Meana. Non è l’Associazione Luca Coscioni, sostenuta dal Partito Radicale della Bonino, che si batte per l’eutanasia legale? E mi sono chiesto perché si sia pubblicato con tanta enfasi un “video-testamento“. Le cure palliative sono legali e applicate regolarmente in casi di pazienti terminali e doloranti. L’articolo che segue, del blog Amico Aleteia, mi ha chiarito maggiormente le idee sulla pratica della “sedazione profonda”. Sinceramente non ha chiarito i miei primi… profondi interrogativi.

Il caso di Dino Battamin, malato di Sla, ha aperto un dibattito che in realtà va chiarito nei giusti termini
Non c’entra l’eutanasia, e men che meno il testamento biologico, e non ha niente a che vedere con Piergiorgio Welby o Eluana Englaro la morte di Dino Bettamin, il malato terminale di SLA che è stato accompagnato nei suoi ultimi giorni di vita da trattamenti palliativi, come previsto dalle nostre leggi e dai protocolli sanitari.

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Macché Biotestamento!..

…confidiamo in Dio, lottiamo e circondiamoci di amici veri. Proponiamo un film (d’accordo, è solo un film…) che ci insinua una buona possibilità! Lo recensisce il blog amico Aleteia. Si tratta di Ogni tuo respiro 

“Mi hai dato una vita meravigliosa”. E’ la moglie di Robin Cavendish oggi ultraottantenne a dirlo al marito. E non prima, ma dopo. Dopo la diagnosi, per lui, di poliomielite e la prognosi a precipizio: morirà in pochi mesi. Unita all’altro monito: “nessuno in queste condizioni può vivere fuori dall’ospedale”. Invece visse. Per 36 anni. E non fu mai sopravvivenza, dice lei e le farà eco il figlio. Si inventarono la sedia a rotelle e il respiratore portatile. Sì, la vita si può godere profondamente anche in condizioni oggettivamente ostili. Alla faccia delle vite non più vite e delle frettolose misurazioni di qualità di moda oggi: cercate una qualità della vita alta? Lottate e circondatevi di amici, come i coniugi Cavendish.

Facce da italiani. Laura Biagiotti.

PAOLA BELLETTI

Anche noi ricordiamo con Lavinia le promesse di Cristo, per lei e per noi.

Su Wikipedia le date, alle 10 di stamattina, erano già state aggiornate.

Laura Biagiotti nasce il 4 agosto del 1943 e muore il 26 maggio del 2017. A Roma.

Il 26 maggio 2017 è oggi (ieri, per chi legge). A leggerlo come data di morte sembra sia già passato tanto, tantissimo tempo. Ora, per chi la amava, lo scorrere delle ore parrà un’ingiustizia, un imperterrito, noncurante susseguirsi di circostanze, liti, sorrisi, discorsi, scooter a zigzag nel traffico, urla, risate, tazzine di caffè, affari, sconfitte, film al cinema… Tutto prosegue senza Laura.

Stamattina ho ascoltato alla S. Messa il brano del Vangelo di Giovanni (Capitolo 14) Continua a leggere