Famiglia allargata.

Berlicche

Perchè l’ultima parola non sarà la morte, ma l’Amore
Upi

Oggi c’è stato il funerale di un’affezionata lettrice dei primi tempi del blog, che ormai vede direttamente l’Epifania del Signore. Tra due giorni operano al cuore il piccolissimo figlio di alcuni nostri amici, battezzato ieri da Papa Francesco, e quasi contemporaneamente una bambina di nostra conoscenza subirà un trapianto di midollo. Ci sono altri malati, e gente in difficoltà morali o materiali, e pure per loro ci è chiesta preghiera.
Pensavo ieri che solo il cristiano possiede questa famiglia allargata, dove ci si interessa di persone magari mai viste e che non si conosceranno mai alla stessa stregua di quelle più care e vicine. Dove si prega sinceramente che avvenga cosa è meglio per loro. Non è un aderire meccanico e scontato, come ci ricordavano i genitori di cui ho detto prima. Ma un atto di amore.

Compiango chi non…

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Il metronomo integrato.

Antonio, il Berlicche del Blog nostro amico, è una persona seria. Col video che proponiamo al Bar intende sostenere che “Se non hai un terreno solido sul quale poggiarti, finisci per fare come fanno tutti (ovvero seguire il più forte).”
Il nostro terreno solido è Cristo.

Berlicche

Si può trovare in rete un filmatino istruttivo. Trentadue metronomi identici sono piazzati su una superficie elastica tenuta su da dei fili e quindi fatti partire in momenti diversi. All’inizio ognuno tiene il suo tempo. Poi, poco per volta, grazie alle vibrazioni trasmesse dalla base su cui appoggiano, si sincronizzano e finiscono per battere all’unisono.

Questo ci dovrebbe fare riflettere: anche uno strumento nato proprio per tenere un ritmo esatto può essere costretto ad adeguarsi in mezzo a tanti che si muovono diversamente. Adeguamenti impercettibili, fino a cantare la stessa musica.
E tutto questo perché non poggiano su una base solida e immutabile.

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Il Sultano alle porte.

Antonio è un nostro amico, politicamente scorretto, si potrebbe dire senza tema di smentita: scorrettissimo. Oggi proponiamo un Suo articolo di attualità e un taglio che, siamo sinceri, chi non si sente di condividere?

Berlicche

Qualche giorno fa, nell’assordante silenzio dei media nostrani, un milione e passa di polacchi si sono trovati sui confini della loro nazione. A recitare il rosario.
Pochi oggi sembrano rammentarlo, ma la solennità della Madonna del Rosario non nacque da quello che oggi chiameremmo un evento di pace; anche se in un certo senso lo fu. Fu istituita a seguito della vittoria di Lepanto, che di fatto fermò quella che sembrava una inarrestabile invasione della cristianità da parte del Sultano. Una vittoria tanto eclatante e grandiosa che fu attribuita proprio alla preghiera.

Se può destare scandalo in qualche anima bella, forse bisognerà ricordare loro che se l’esito fosse stato opposto oggi forse non avrebbero tutta quella libertà di indignarsi. Una madre non difende i propri figli dal nemico che li minaccia porgendoglieli. Esistono poche cose letali in natura come una mamma i cui piccoli siano in pericolo.

Così…

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Complici

Sulla strada per Loreto, questa notte, qualcuno pregherà anche per Charlie. E per chi tenta di assassinarlo.

Berlicche

Questo è per tutti coloro che, in questi anni di blog, mi hanno scritto dicendo che non c’era nessun pendio sdrucciolevole, che l’eutanasia è autodeterminazione e libertà, che non si sarebbe mai ucciso nessuno che non lo volesse.

C’è Charlie. Ha nove mesi, una malattia degenerativa rarissima. I medici del suo ospedale non sono in grado di curarlo. Quindi stabiliscono che, per evitargli sofferenze, devono sopprimerlo.
I genitori si oppongono. Loro hanno speranza. Raccolgono fondi per portarlo in America, dove pare che una cura sperimentale dia risultati. Ma i suoi medici si rifiutano di lasciarlo andare. Hanno deciso, Charlie deve morire. E così confermano tre gradi di giudizio della giustizia inglese.

Charlie è vivo. Respira. Sorride. I suoi genitori lo amano. Alcune persone, uno Stato, vogliono a tutti i costi che muoia. Vogliono ucciderlo, per il suo bene, dicono. Secondo la sentenza dovrebbe essere ammazzato mentre sto scrivendo queste…

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Dignità

Grazie Antonio. Sei righe. La riflessione su una vita. E sulla morte. In sole sei righe…

Berlicche

C’è gente che si appella alla magistratura per andare via dall’ospedale e morire a casa, e gente che paga per lasciare casa propria e ammazzarsi in una clinica.
In ambedue i casi si sostiene che ciò sarebbe in nome della dignità.

Io penso che non è dove si muore, ma come si muore. Tu, davanti a quel salto infinito.

Non è la morte a potere essere degna, ma solo noi stessi.

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