La mia Croce.

Propongo questo post di Padre Maurizio Botta dal suo blog  Cinque passi al Mistero. Qui venne pubblicato in occasione del Venerdì Santo di due anni fa ma l’obiettivo del raggiungimento della Pace e della Gioia di Cristo la rende opportuna persino quotidianamente. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Innominabile (Venerdì Santo 2016)

La camera di Filippo Neri, al momento della sua morte, era impreziosita da una ricca biblioteca. Tanti libri li aveva ricevuti in dono, ma molti li aveva personalmente acquistati e poi letti e meditati. Tra questi troviamo i sermoni sulla Passione di Cristo di Giovanni Taulero, predicatore domenicano di Strasburgo, morto nel 1361, uno dei più grandi maestri della mistica renana. Anche da letture come questa capiamo quale fosse la vera fonte della Gioia di San Filippo. L’esperienza della Pace e della Gioia di Cristo, Continua a leggere

La crepa.

fonte: Museo Diocesano – Milano

La voce suadente di Cohen è come l’abbraccio di un padre. Consola e dà speranza, invitandoti a non ricercare la perfezione ma a capire che la risurrezione è già presente nella tua vita. Basta accogliere ogni evento, soprattutto quelli più dolorosi, come fonte di luce e dunque di rinnovamento: “C’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce.”

Zingonia Zingone

Grazie al Blog amico Cinque passi al Mistero.

Visualizza QUI il video della canzone ANTHEM

ANTHEM

The birds they sang
at the break of day
Start again
I heard them say
Don’t dwell on what Continua a leggere

Peccato come amore disordinato.

Proponiamo, dal Blog Cinque Passi al Mistero http://cinquepassi.org/ una “canzonetta”. E una “cassaforte impermeabile”. E un “giovane prete”. Giovane grande prete!

Io (Niccolò Fabi)

Padre Maurizio Botta ha deciso di salvare nella sua “cassaforte impermeabile” questa canzone. Ha raccontato così il perchè.

“Perchè questa canzone è un antidoto al demone della recriminazione continua e ossessiva che si alterna a un altro demone odioso chiamato vittimismo. Aiuta perchè svela in modo impietoso il vizio e ce lo rende orribile. Questa canzone è contenuta nell’album Ecco che emerge da un’atroce sofferenza personale nella vita del cantante, la perdita della piccola figlia per meningite pochi mesi prima. Uso spesso questa canzone per spiegare la radice profonda di moltissime sofferenze che infliggiamo agli altri, radice tutta compressa in questo pronome feroce: io. Il testo è capace di descrivere in modo fulminante l’egomania umana, quella che i Padri del Deserto chiamavano Filautia, l’amore disordinato di sé. Il peccato originale apparentemente difficile da teorizzare è ottimamente descritto dalle parole di Niccolò Fabi. Ve la propongo in questa versione strepitosa.”

Discoteca completa.

Io

Non sarà mica l’ego l’unico nemico vero di questo universo?

Non sarà certo questo piccolo pronome il centro di ogni discorso?

Io che mi sveglio la mattina presto, io Continua a leggere