L’ordine e l’intelligenza delle cose per fare la volontà di Dio

Grazie Costanza!
Condivido con entusiasmo e struggimento.
Hai descritto il sopravvento, nel “Mondo Piccolo” di Guareschi, dei don Chichì sui don Camillo.
Confido, confidiamo, anche grazie a Te in una nuova significanza dei don Camillo.

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di Costanza Miriano

Trovo abbastanza insopportabile il tono che sui mezzi di comunicazione, soprattutto quelli cattolici, ha preso la discussione sul tema dell’immigrazione. Dico quelli cattolici perché a me di cosa pensano Soros e Repubblica e l’Espresso della “carità” importa pochissimo. Ma di come mettermi da cristiana di fronte al problema, invece, interessa molto. Ascolto quello che dice il Papa e me ne lascio interrogare, perché è il Papa e quello che dice mi interpella comunque. Proprio per questo cerco di leggere davvero le sue parole e di ignorare completamente il modo in cui vengono riportate disonestamente, o ancora peggio in cui vengono rilanciate dai suoi scudieri che vogliono essere più papisti del Papa e ogni tanto sbandano.

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Lettera aperta di padre Maurizio Botta a Mario Adinolfi.

Riprendo dal Blog di Costanza Miriano questo post per un unico motivo. Stimo un sacerdote, una giornalista-mamma e un politico-giornalista. Si tratta rispettivamente di Padre Maurizio Botta che scrive, Costanza Miriano e Mario Adinolfi. Qui si parla di POPOLO DELLA FAMIGLIA. Mi permetto di proporlo alla benevolenza degli amici del Bar, nel rispetto delle opinioni personali di ciascuno. QUI il post originale

Caro Mario,

tu ormai un po’ mi conosci, sai che come sacerdote desidero al di sopra di tutto che le persone trovino Gesù e quando la loro coscienza non è rettamente formata esulto nel vedere che accettino di aprirsi e confrontarsi con il Catechismo e il Magistero della Chiesa. Questo mi accade ogni giorno ed è per me prezioso. Mi stanno a cuore tutte le anime e la fede in Gesù verrà sempre prima di ogni appartenenza politica. Per questo motivo ho sempre il timore che qualcuno possa, seppur per un lecito e doveroso ragionamento politico, rimanere scandalizzato.

Conosco bene i limiti che il mio essere sacerdote mi impone. Ma su questo punto ho assistito, in anni più o meno passati, a interventi pubblici di uomini di Chiesa così forti, da non riuscire a non sorridere per l’indignazione di alcuni davanti a un appello umile con cui 200 sacerdoti, religiosi e religiose hanno voluto sostenerti. Dice un proverbio: vino e sdegno rendono manifesto ogni disegno.

La mia è una lettera pubblica di un amico che incoraggia un amico. Anzi, che sente il bisogno di dire alcune verità mai dette sull’uomo Mario Adinolfi.

Non penso tu sia un santo, ma sicuramente molto migliore di tanti più magri e pettinati. Ho imparato a conoscere anche Continua a leggere

Come può la Chiesa chiedere fedeltà al peccato?

“Dio abbia pietà di noi perché siamo peccatori e ci benedica perché ne abbiamo bisogno.”

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Caro don Gian Luca Carrega,  mi dispiace molto che lei abbia ricevuto in un anno un solo invito a un matrimonio (non si dice “tradizionale” come scrive la Stampa: è l’unico matrimonio possibile, quello senza aggettivi, quello sacramentale, quello fra un uomo e una donna) e ben tre unioni civili, che lei definisce gay, e che invece si chiamano omosessuali, perché gay è una parola supina all’ideologia omosessualista. I gay infatti non sono affatto più contenti della media delle persone.

Mi dispiace molto per lei, ma si faccia due domande. Forse lei non è abbastanza credibile, come sacerdote. Forse non profuma di Cristo, forse nessuno attraverso di lei segue la proposta di fede della Chiesa perché lei non fa evangelizzazione per inseguimento, come vuole il Papa. Forse attrae solo un determinato tipo di persone perché lei gliela manda per il verso loro: cioè dice loro che va…

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Se crolla l’Humanae Vitae

Ho sperimentato, inerme e solo, lo stesso smarrimento proprio pochissimi giorni fa. E la Speranza pian piano verrebbe a mancare…

Ma grazie Costanza!

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Qualche giorno fa in una relazione alla Gregoriana don Maurizio Chiodi, membro della Pontificia Accademia per la Vita, ha sostenuto che ci sono situazioni in cui i coniugi avrebbero non solo il permesso, ma addirittura l’obbligo di fare uso della contraccezione. Ho ascoltato la relazione con attenzione, e davvero cercando di mettermi in ascolto serio, perché, sebbene tutti i tentativi di rileggere l’Humanae Vitae – di cui ogni giorno tocco i frutti con mano, mentre vedo la disperazione di chi non l’ha seguita – mi mettano sempre un po’ in allerta, io non sono nessuno di fronte a un professore di teologia morale. In più credo che i pastori siano quasi sempre più lucidi delle pecore.

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