Angelo Scola. Nella speranza è la grande bellezza.

Letizia Fornasieri: “Calle”

Nel numero del 21 ottobre di Avvenire il Cardinale emerito di Milano ci parla della cosa che al Bar coltiviamo con passione. O almeno cerchiamo di farlo: la Bellezza. Un po’, noi meneghini, lo conosciamo Angelo Scola: le sue lezioni non sono easy; qui però ci aiuta con esempi e citazioni. Lo proponiamo agli amici.

La bellezza è lo «splendore della verità» dicevano gli antichi. Un bel paesaggio, una compagnia significativa, una coltivazione della terra ben riuscita, l’esito del lavoro paziente e accurato di un artigiano, un’opera di architettura, di scultura, di pittura, di poesia, di musica, ma soprattutto il miracolo sempre sorprendente di una nascita, o la dolcezza dell’amore vero tra l’uomo e la donna, l’energia con cui si sta dentro una prova legata alla salute, alla morte… In tutte queste manifestazioni della vita brilla (splendore) la verità. La verità, infatti, non è anzitutto un discorso o un insieme di formule logicamente ben compaginate. Ha piuttosto a che fare con la meraviglia con cui la bellezza si impone allo sguardo, fino a raggiungere il cuore di ogni uomo. Continua a leggere

Schegge: “Gesù? Un guastatore…”

mano GrunewaldNegare la verità per affermare se stessi apre la strada al male più violento. «Quando l’egoismo regna, per evitare di nuocere a se stessi ci si adopera a nuocere agli altri». Gesù, è per eccellenza l’Innocente, colui che non nuoce. Egli «manda a monte tutto il gioco. È un guastatore, lo si uccide». «Quel che è accaduto a Gesù accade nel corso della storia a coloro che portano in sé un riflesso dell’innocenza eterna: li si sopprime». Pensiamo all’imponente testimonianza di non-violenza, ma meglio ancora di innocenza, che i martiri cristiani (ma non solo) ci hanno consegnato, lungo la storia e, in proporzioni ancora più impressionanti, nel secolo scorso fino ad oggi. Essi sono la documentazione più luminosa di che cosa significhi avere lo stesso pensiero e gli stessi sentimenti di Cristo.

A. Scola 23 febbraio 2016

Il nostro padre Arcivescovo Angelo incontra.

fiori di montagnaLa Comunità vera fa fiorire la Persona di cui accresce la libertà.

Pubblichiamo gli appunti  dell’Assemblea tenuta il 15 scorso a Binago (Co) con i fedeli del Decanato di Appiano Gentile. Una freschissima panoramica sul rapporto tra una Chiesa moderna e persone col cuore disponibile: la necessità di un passaggio dalla “convenzione alla convinzione”. 

Il cardinale Scola si stupisce dell’accoglienza affettuosa che riceve in occasione delle visite pastorali; di questi tempi la figura di un prelato non è più circondata da un’aura come accadeva diversi anni fa. Ma se rimane l’entusiasmo un motivo c’è: “Abbiamo una lunga storia in comune“. E la visita pastorale è la modalità con cui il vescovo promuove la fraternità, la parentela nuova fra cristiani portata da Gesù: una parentela più forte della carne e del sangue. Come quella, “nuova”, tra la Madonna e Giovanni, propiziata, dall’alto della Croce, da Gesù.

I cristiani non fanno riunioni, promuvono assemblee ecclesiali: così prolungano l’Eucaristia nel luogo in cui si incontrano praticando fraternità e amicizia in Cristo. E se una persona vive questa esperienza la condivide di fatto col collega, col vicino di casa, col prossimo: privatamente o pubblicamente. Continua a leggere

Un vile attentato contro la pace e tutta l’umanità.

Ecco il testo della preghiera del nostro padre Arcivescovo Angelo Scola recitata durante le Messe festive, come giudizio per la strage di Parigi e suffragio per le povere vittime.

antonello“Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno … avrete allora occasione di dare testimonianza” (Lc 21,12-13).

I cristiani di fronte ai fatti di violenza assurda e spietata capitati a Parigi riascoltano la parola di Gesù e si lasciano istruire a reagire come chi coglie l’occasione per dare testimonianza.

Non la vendetta, non la disperazione e la paura, non il meschino calcolo, ma la preghiera, la compassione e la responsabilità di dare il proprio contributo per costruire un umanesimo riconciliato, un società solidale, una fraternità che disarmi l’odio e gli abissi tenebrosi del male.

Sconvolti davanti a questa nuova manifestazione di folle violenza terroristica, un attacco alla pace di tutta l’umanità, mettiamo da parte le divisioni e uniti preghiamo.

 

Pregare non è astrarsi dalla realtà, ma riconoscere la presenza di Dio nella storia e che Dio la sta conducendo. Pregare ci spinge a comprendere cosa sta accadendo e ad agire per la pace.

 

Preghiamo per le vittime, i loro familiari, i feriti e tutto il popolo francese. Mentre siamo consapevoli che la maggioranza dei musulmani nel mondo sono donne e uomini di pace, preghiamo anche per i nostri fratelli cristiani che in Oriente e in Africa subiscono persecuzione.