Tu lo hai fatto come un segno.

Non ha bisogno di presentazioni la nostra ANTONIETTA PORRO. Anche oggi,  grazie alla collaborazione con il bollettino della Parrocchia di san Giulio in Barlassina, condivide col Bar la sua esperienza di cristiana nel quotidiano della sua realtà.

Non è un errore di stampa. Il titolo dell’articolo ripete quello della rubrica, ma non per sbaglio. Si tratta di una scelta deliberata, poiché per la persona cui è dedicata questa paginetta la frase due volte ricorrente in testa al foglio vale in maniera particolarissima.
Il 18 gennaio ricorre il 75° compleanno di don Sandro: un compleanno importante, per molte ragioni. Come ogni anniversario, invita a guardare indietro, a ripercorrere i passi che hanno condotto al punto che diventa oggetto della festa. Guardare indietro rispetto a ciò che don Sandro ha rappresentato per la nostra comunità, da quando è venuto tra noi, al di là della sua persona, dei suoi numerosi pregi e dei suoi inevitabili Continua a leggere

L’ordine e l’intelligenza delle cose per fare la volontà di Dio

Grazie Costanza!
Condivido con entusiasmo e struggimento.
Hai descritto il sopravvento, nel “Mondo Piccolo” di Guareschi, dei don Chichì sui don Camillo.
Confido, confidiamo, anche grazie a Te in una nuova significanza dei don Camillo.

il blog di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Trovo abbastanza insopportabile il tono che sui mezzi di comunicazione, soprattutto quelli cattolici, ha preso la discussione sul tema dell’immigrazione. Dico quelli cattolici perché a me di cosa pensano Soros e Repubblica e l’Espresso della “carità” importa pochissimo. Ma di come mettermi da cristiana di fronte al problema, invece, interessa molto. Ascolto quello che dice il Papa e me ne lascio interrogare, perché è il Papa e quello che dice mi interpella comunque. Proprio per questo cerco di leggere davvero le sue parole e di ignorare completamente il modo in cui vengono riportate disonestamente, o ancora peggio in cui vengono rilanciate dai suoi scudieri che vogliono essere più papisti del Papa e ogni tanto sbandano.

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Fabrice Hadjadj: la Carità.

Cassius Clay – George Foreman

Diamo oggi la dignità di post alla citazione di ieri nell’articolo di Dantonia sul Beato Piergiorgio Frassati: Fabrice Hadjadj afferma che “L’amore più profondo implica una dimensione tattile… Vicino o lontano sono determinazioni del tatto, più che della vista e dell’udito: posso vedere o udire una cosa a distanza, essa mi è vicina solo quando posso raggiungerla o esserne raggiunto. Il prossimo è Edmond, che ho voglia di schiaffeggiare o Roland che ha l’alito pesante. Niente a che fare con l’amore per l’umanità o la difesa dei diritti dell’uomo, che conducono a lotte igieniche e inoffensive. La filantropia si accontenta di una foto e manda un assegno; la carità esige la prossimità fino al pugilato”.

Il segreto di Piergiorgio.

Il 6 aprile 1901 nacque a Torino Piergiorgio Frassati. Riteniamo preziosa l’occasione per ricordarlo.

“Ordinarie follie” (biellesi) di Edoardo Dantonia

Una delle cose più incredibili nel vero senso della parola, cioè che si stenta veramente a credere, della vita di Piergiorgio è l’assoluta segretezza con cui compì ogni atto di carità verso il prossimo.

“Non sappia la destra ciò che fa la sinistra”… non fu per il beato una vuota frase sentita di tanto in tanto in chiesa, ma un vero e proprio modo d’essere, di vivere.Non fece parola con alcuno delle numerose attività di assistenza che conduceva, se non con l’adorata sorella, che godeva della sua piena fiducia ed era forse la sua unica confidente.

Non disse ad anima viva, ad esempio Continua a leggere

Bellezza come forma della carità.

sala-del-pellegrinaioLa bellezza, (ancora a Siena), diventa anche la forma della carità. Quella che vedete qui è la Sala del Pellegrinaio dell’ospedale di santa Maria della Scala, il più antico ospedale del mondo. Questa è la sala dove venivano accolti i più disgraziati dell’epoca: paragonatela con il centro di prima accoglienza di Lampedusa e capite che più o meno siamo sullo stesso stile.

fonte: Mariella Carlotti “Senza bellezza il vivere è una noia”

Paolo VI dopo il terremoto del 1976 in Friuli.

…sono parole, sono Parole chiarissime, tremende e stupende che, nella circostanza, vorrei poter anche io ascoltare, accogliere, vivere. Perché alla perdita di tutto non si assommi nell’inventario la perdita di Dio. Dov’era Dio? Dio era, è, sarà proprio lì. “Il Signore dà. Il Signore toglie. Sia benedetto il nome del Signore!” Il post che segue, con le parole di papa Paolo, dà “ai cuori forti e agli uomini buoni” le ragioni, la Ragione, per riconoscere la Grazia. Proprio lì.

Una casa sulla roccia

web-paoloVI

«Noi non vogliamo dire di più davanti ai lutti e alle rovine dalle dimensioni tragiche, che sembrano superare ogni misura e rifiutare ogni conforto. Vogliamo comprendere e raccogliere in silenzio riverente il grido ineffabile di questa acerbissima pena. Ma una parola non possiamo tacere per i cuori forti, per gli animi buoni: niente disperazione! Niente cecità del fato! La nostra incapacità a dare una spiegazione, che rientri negli schemi abituali della nostra breve e miope logica, non annulla la nostra superiore fiducia nella misteriosa, ma sempre provvida e paterna presenza della bontà divina, che sa risolvere a nostro vantaggio anche le più gravi e incomprensibili sciagure».

Sono le parole di Paolo VI, pronunciate il 9 maggio 1976, pochi giorni dopo il devastante terremoto del Friuli.

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Amore e animali.

Ma non sia contro l’uomo.

caneSembra crescere la pietà per ogni essere vivente, un po’ meno quella per il nostro prossimo. (Lidia)

Marco Stracquadaini

La carità verso gli animali aumenta, quella verso gli esseri umani sembra restare invariata.
Ognuno ne ha molti esempi sotto gli occhi: nelle cronache dei giornali, in televisione o portando a passeggiare il proprio cane e incontrandone altri. Un buon esempio è Continua a leggere