La colpa fu …

LA COLPA FU (spartito)from Stefano Vanoli:

Capita che il gestore del Betania’s constati come solo il suo bar possa avere un “esperto della canzone” di questo tipo. Non è dato sapere, in quelle volte, quanto sia contento di questa presenza…

comunque questa sera è una di quelle occasioni: ecco l’esperto che entra cantando “la colpa fu del rosso fiorellin che per la bella del Cadore segnò il destin”.

“Cosa stai cantando stavolta?!?” (per la serie, ma come fa un poco più che quarantenne ad intonare in un bar una canzone del Festival di Sanremo del 1956?). “La colpa fu”, la cantava Claudio Villa, orecchiabile…mi ricordo che quando ero bambino qualcuno cantava ancora “Portava un fiore rosso nei capelli…” ; e poi, quel “la colpa fu del rosso fiorellin”, che m’è tornato in mente, incredibile l’aggancio, l’altro giorno, dopo la predica di Don Federico perché, pensando al brano del peccato originale ed al Vangelo di domenica (Mt, 1,20-24), m’è venuto in mente come difficilmente diciamo “è colpa mia”. Anzi, spostiamo tutto su qualcun altro : Dio chiede ad Adamo e lui risponde “la donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero..” (e non che sia stato obbligato, l’ha scelto lui..), e Dio chiede ad Eva e lei “il serpente mi ha ingannata”. La responsabilità è di un altro..

Ed anche nelle canzoni è così: siamo disposti a cantare che la colpa fu di un rosso fiorellin (anzi, c’è un coro che ribadisce “la colpa fu, la colpa fu”); ma c’è solo un altro titolo che parla di colpa, e guarda un po’, i Rokes, nel 1966, non se l’assumevano e ci cantavano “ma che colpa abbiamo noi?”

E ancora, apparentemente Paul Anka (“la verità”, 1965) sembra disposto ad addossarsi la parola “colpa” davanti al mondo intero, ma chissà per quale contorto ragionamento: “se mai qualcuno ti chiederà come è finita tra noi, digli pure che è stata colpa mia anche se non è la verità”

E se provassimo a cercare fra chi chiede perdono, troveremmo qualcuno che riconosce le proprie responsabilità “semplicemente” ammettendole?

Nella “Perdonami” di Luciano Tayoli il pentimento è sincero…ma se fate caso, premette subito “perdonami se obliando l’amore di un dì ” : una dimenticanza magari è in premessa per “diminuire” la responsabilità del gesto? E cosa dire di Caterina Caselli, che chiede “Perdono” (e già con una certa faccia tosta canta “io soffro più ancora di te …il male l’ho fatto più a me”) ma specificando bene che “mi avevi abbandonata”.

Ma non c’è soluzione al nostro peccare, ed oltretutto a questa mancanza nell’assumersi una colpa?

C’è, e ce l’ha indicata il Vangelo di domenica: nella lettura abbiamo sentito che “la Vergine darà alla luce un figlio: a Lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa “Dio con noi”.

Dio con noi: ecco “con”, la “parola chiave”. E non è solo l’Emmanuele “con noi” la “soluzione”: anche ciascuno di noi può essere “con”, stando accanto ad una persona che ha sbagliato, rimanendo con qualcuno di cui non approvi una scelta .. e quanto ce ne sarebbe da dire sull’argomento…..

ma l’esperto s’è rimesso a cantare “la colpa fu del rosso fiorellin….” (che potreste trovare su youtube cantata da Claudio Villa; ma, da corista alpino, aggiungo che vale la pena di ascoltare la versione cantata dal Coro Brigata Cadore -www.corobrigatacadore.it-: sia perché sono proprio bravi, sia perché il canto in coro ci mostra un altro modo di vivere la bella “parola chiave” “con”).