Comunicare è donarsi.

La crostata a fette della Signora Corsetti me la immagino così…

Ecco l’Amico Fausto Corsetti e la sua nuova riflessione sul comunicare. Lasciamo parlare lui, anzi, mettiamoci in ascolto. Io trovo sempre da imparare. E così, in qualche modo, potremo anche gustare la crostata di sua Moglie!

Mi piace distinguere il parlare dal comunicare, distinzione utile a mostrare che si può parlare tanto e comunicare poco.
Parlare è relativamente facile ma non è scontato che quel parlare sia una vera comunicazione: tra uomo e donna, tra collega e collega sul posto di lavoro, tra genitori e figli, nei contesti più disparati.
Guardo poco “i piccoli schermi”, di qualsiasi genere, ma, occasionalmente, mi è capitato di assistere a una di quelle trasmissioni televisive che qualcuno ha denominato “monologhi collettivi” nel senso che ognuno dice la sua e viene applaudito esattamente come succede al suo interlocutore che pure viene applaudito, pur avendo detto esattamente il contrario.
Piccole orge della Continua a leggere

Il senso della vita è abitare il tempo che resta.

Steve McCurry:"Tailor in Monsoon", Porbandar, India, 1983
Steve McCurry:”Tailor in Monsoon”, Porbandar, India, 1983

Per il cristiano si afferma la necessità di incidere su un’attualità ossessionata da ritmi alienanti. La Resurrezione ha trasformato i “tempi” del vivere proiettandoli nella luce del ritorno di Cristo.  Grazie Lidia per la selezione di questo articolo: scritto in maniera un tantino cólta per i ritmi (appunto) e i modi del nostro bar… Ma arriviamo fino in fondo: aiuta a capire come siamo indotti a lavorare e come regolarci per fare Comunione.

VINCENZO ROSITO

La percezione del tempo nelle prime comunità cristiane era fortemente improntata dall’idea che la venuta del Signore sarebbe stata imminente e definitiva. Alla luce di questa consapevolezza uomini e donne si ritrovavano per spezzare il pane e per trasmettersi il dono dello Spirito mediante il bacio reciproco: «Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunciate la morte del Signore finché egli venga» (1Cor 11,26). Non è semplicemente un tempo di attesa fiduciosa quello in cui i riti e i gesti vengono collocati e in funzione del quale assumono colori e significati peculiari. Quello della comunità dei credenti è un tempo che inizia a correre: Continua a leggere

“Schegge”: Dio è Carità.

creazioneDio non ha semplicemente il desiderio o la capacità di amare; Dio è carità: la carità è la sua essenza, la sua natura… Egli è unico, ma non è solitario; non può stare da solo, non può chiudersi in Se stesso, perché è comunione, è carità, e la carità per sua natura si comunica, si diffonde… Questo Suo venirci incontro, culminato nell’Incarnazione del Figlio, è la sua misericordia; è il suo modo di esprimersi verso di noi peccatori, il suo volto che ci guarda e si prende cura di noi… Carità e misericordia sono così strettamente legate perché sono il modo di essere e di agire di Dio: la sua identità e il suo nome.

Francesco 26 febbraio 2016

Indegni, ma invitati alla Mensa!

Daniele_da_Volterra_001Egli s’inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: «Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri». Si coricò e si addormentò sotto la ginestra. Ma ecco che un angelo lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia!». Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio d’acqua. Mangiò e bevve, quindi di nuovo si coricò. Tornò per la seconda volta l’angelo del Signore, lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino». Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb.

(1 Re 19, 4-8)

Pane e acqua, doni dell’Angelo. Cibo disceso dal cielo, che sostiene il cammino di Elia. Una prefigurazione dell’Eucarestia, principale nutrimento della “dieta” cristiana.

Ma chi è il profeta che riceva questo esclusivo regalo? Un puro? Un santo?

L’Elia fotografato da questo frammento di Antico Testamento è un uomo deluso. Disilluso. Stanco. Terrorizzato.

Continua a leggere