Homo novus o vetera praxis?

“Un fraterno abbraccio a voi tutti.

Fausto”

…ci ha scritto il nostro Fausto. E dà respiro al Bar dopo un lungo periodo di ferie estive. E che respiro!… Un abbraccio a Te!

Leggiamo:

Finita la crisi politica agostana, nuovo Governo “battezzato” e ora: cosa accadrà? Chi aveva creduto alla taumaturgia del voto, ora sa che un voto può cambiare tante cose, ma difficilmente risolve i problemi. I problemi ci sono ancora tutti e vanno risolti in sede politica, naturalmente. Ma noi dobbiamo chiederci in quale misura questi problemi interpellano i cristiani che stanno in Italia. Bisogna compiere alcuni atti dovuti. Alla coscienza, prima che a chiunque altro.
Il primo atto dovuto è un atto di Continua a leggere

Facce da Italiani: Max Laudadio.

foto di Bruno Cordioli

GEROLAMO FAZZINI, su Credere, ha pubblicato il 25 maggio scorso l’intervista che segue a Max Laudadio. E confida che parte del percorso della conversione dell’inviato di Striscia è dovuta al nostro amico don Silvano Lucioni. Altra notevole “Faccia da Italiano”…

Il Vangelo è il bigino della felicità.

Giornalista e conduttore, Massimiliano (per tutti Max) Laudadio, 46 anni, è un volto noto della televisione, soprattutto tra i giovani, essendo stato prima nella squadra delle Iene e, da alcuni anni, in quella di Striscia la notizia. Da tempo gira la penisola denunciando malefatte, abusi di potere, ingiustizie… Personaggio eclettico e dinamico, spesso si coinvolge in iniziative di solidarietà e di carattere ecologico; ha pure fondato un’associazione, ON. Pochi, però, sanno (anche perché l’interessato non l’ha sbandierato) che, da un paio di anni, Laudadio si è avvicinato alla fede e che questo gli ha cambiato la vita. Parte da qui l’intervista con Credere.

Cosa ci faceva il 13 maggio a Padova, sul palco del quinto Incontro mondiale dei giovani promosso dal Sermig?

«Ho portato la mia testimonianza di fede. Sono molto legato al Continua a leggere

Da quanto non mi confesso?

Post-it: gli effetti del peccato.

Il peccato ha effetti sulla nostra vita che possono essere facili da ignorare… a meno che non ti svegli una mattina con decine di post-it attaccati sul corpo e gli occhi di tutti sono puntati su di te.
Simpatico video per riflettere sull’importanza di distaccarsi dal peccato, convertendoci e abbracciando il perdono di Dio.

Guardalo cliccando QUI.

Non si muore!

Questa splendida Donna si chiama suor Maria Gloria Riva.

rivaIo sapevo che non si muore.
La morte è un passaggio,
è una Pasqua!
E l’unità di misura
tra il presente
e il futuro
è l’amore che diamo.”

 

suor Maria Gloria Riva

(nel FILMATO seleziona: 1h. 27′; per cinque minuti…) Poi si rivede di sicuro, con un’ottica di vera Bellezza che salva, tutta la lezione…

 

Chi sono io perché Tu venga a me?

maria-e-gesu-bambinoAnche il post che segue è una perla, scelta dallo Scrigno della Memoria della nostra Antonietta Porro e in pubblicazione  sul Bollettino della Parrocchia di san Giulio in Barlassina. Grazie Antonietta per la tua testimonianza! Buon Natale anche a Te.

Da sempre amo le sorprese, a cominciare da quelle più più piccole, per rincorrere le quali la mattina di Pasqua scendevo in cucina appena sveglia, insieme a mio fratello, mentre i nostri genitori ancora dormivano, a guardare dentro l’uovo di cioccolato, aprendone sapientemente il fondo, così da poter recuperare gli oggettini di scarso valore (ma non agli occhi di un bambino!) che vi erano contenuti e ripristinare, alla fine, la confezione, lasciando l’uovo com’era al principio. Qualunque oggetto avessi trovato, mi piaceva, perché era nuovo, inatteso, non programmato, e in quanto tale era più bello.

L’altro giorno, poco dopo l’imbrunire, attraversavo la piazza; nella direzione opposta alla mia venivano, tenendosi per mano, una giovane mamma e la sua bambina Continua a leggere

Il male.

La reliquia della "sacra Culla", che rimanda alla mangiatoia in cuui nacque Gesù, è conservata nella Basilica di Santa Maria Maggiore.
La reliquia della “sacra Culla”, che rimanda alla mangiatoia in cui nacque Gesù, è conservata nella Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma.

Il lento omicidio dell’anziano di Siracusa e il Natale. Per nulla sentimentale.

MARINA CORRADI

Si chiamava Giuseppe Scarso, ma lo chiamavano tutti “don Pippo”. Aveva 80 anni ed è morto pochi giorni fa, dopo due mesi e mezzo di agonia. La notte del 1 ottobre, a Siracusa, era stato dato alle fiamme da una banda di tre ragazzi appena maggiorenni. Per gioco.

Il signor Giuseppe non dava fastidio a nessuno: viveva solo, girava per il quartiere appoggiandosi al suo bastone, era un po’ sordo, ma sempre gentile, con il sorriso fragile e benigno che gli davano i suoi anni. I tre ragazzi, invece, avevano un problema: si annoiavano Continua a leggere

La terra sotto i piedi.

Terremoto.

Sarebbe bello computare all'”attivo”, in un ipotetico bilancio, una nostra benedetta conversione.

“qualcuno ci sta strattonando per avvertirci, ma non ci voltiamo. Siamo così…”

Berlicche

Siamo onesti, ci aspettavamo un disastro, una strage, ma non questa. Attendevamo una mano assassina, una bomba, ed invece è stata la terra che ha ucciso. Curioso come la realtà sia sempre altro, come i nostri timori e le nostre paure siano costantemente in ritardo su quello che accade. Il terremoto? Eravamo avvertiti. Sappiamo di vivere su rocce che si muovono, si sbriciolano, tremano. La nostra casa è sull’orlo di vulcani, il centro della nostra penisola potrebbe diventare una distesa di lava in qualsiasi prossimo momento. Ma è un futuro che non c’è, un futuro ancora irrealizzato e che perciò non esiste. Con certezza accadrà: ma non ce ne occupiamo.  Seduti in spiaggia leggiamo il giornale sportivo. Guidiamo incollati al muso della vettura che ci precede. Qualcosa avverrà, sì, ma non ora. L’orlo della nostra veste è tirato, qualcuno ci sta strattonando per avvertirci, ma non ci voltiamo. Siamo così…

View original post 47 altre parole