Senza fede diciamo «non ho paura» come i bambini che cantano nel buio.

Qui al Bar contiamo sulla capacità sensibile di Marina Corradi di guardare, scrutare ciò che accade. SENSIBILITA’ NON EMOTIVITA’! Da Avvenire di ieri.

Caro Avvenire,
davanti alle tante violenze che si consumano nel mondo mi domando perché in questa società globale che tutti ci accomuna nella vita e nella morte si tenti di cancellare ogni tipo di meditatio mortis. Il silenzio solenne o il religioso silenzio che dovrebbe regnare sovrano davanti ai morti viene spesso ‘trafitto’, e la sopraffazione di questo ‘riposo’ – a volte inconsapevole, altre no – invece di farsi memoria si trasforma in oblio. Forse, quell’ostentato «non abbiamo paura» dei vivi o dei sopravvissuti si trasformerebbe, attraverso la meditatio mortis, in un comportamento più responsabile che testimoni una fiduciosa speranza, soprattutto cristiana, che superi l’inevitabile naturale paura della morte. Cordialità

Pietro Ernesto Malgarini

Nelle ore tragiche dell’attentato a Barcellona come tutti alla tv ho assistito a lunghe ‘dirette’ dalle strade della città catalana, in cui, a causa del pochissimo tempo trascorso dalla strage, continuavano a scorrere sempre le stesse immagini, e a parlare, soffocati dalla paura, sempre gli stessi testimoni. Dopo mezz’ora che le stesse foto e le medesime parole si ripetevano concitatamente, ho rimpianto i tempi in cui i tg davano, di una tragedia, la secca notizia, prima che ci fosse il tempo di collegarsi con il luogo dell’evento. Perché quello sgranarsi di volti e parole ripetute aveva quasi l’effetto di banalizzare l’accaduto, Continua a leggere

Salvati da uno sguardo.

“La salvezza di Pietro, che sarà salvezza dell’intero equipaggio, è in quello sguardo, condito da una parola. Mentre affoga, si ricorda dove sta Cristo”.

E’ pubblicato oggi su Il Sussidiario questo articolo del bravo don MARCO POZZA. A tema lo sguardo magnetico (una bussola!) di Cristo; poi nel passaggio “Voi stessi date loro da mangiare” penso a “Famiglia soggetto di evangelizzazione”; secondo me, eredità ancora da “incassare” dal nostro Cardinale Scola. Un prosaico “Aiutiamoci che il Ciel ci aiuta”! Mi sembra un po’ il (mio) “sugo della Storia”, di manzoniana memoria. 

Disegno Rembrandt (1606-1669)

E’ particolare di pittore: “Dopo che la folla ebbe mangiato”. Cioè dopo che si era consumato il miracolo di Cristo, l’ennesimo. Anche una delle figuracce più brutte degli amici, l’ennesima: il sole sta per tramontare, i negozi stanno chiudendo, la gente ha fame. Gli apostoli, impauriti d’essere infastiditi, hanno la soluzione: “Congeda la folla” (“Mandali a casa!”) Pratici loro: pancia-mia-fatti-capanna. Così smemorati da scordare d’essere stati pure loro pescatori senza pesci, uomini senza troppo avvenire, storie all’ormeggio. Continua a leggere

Facce da italiani. Francesca Del Rosso.

dal blog francescadelrosso.it
dal blog francescadelrosso.it

Possiamo leggere più sotto la lettera che il marito Alessandro Milan ha pubblicato sulla sua pagina facebook annunciando la morte e la vita edificante e struggente di una normalissima donna straordinaria.

Giornalista, scrittrice, blogger e sperimentatrice, come si definiva Lei.

Lei era, è, Francesca Del Rosso.

Per chi la conosceva e per chi vuole incontrarla.

A FRANCESCA

Non vi racconterò stupide favolette. Wondy ha perso la battaglia. Continua a leggere

“Se è per questa notte io non ho paura.”

SnoopyC’era tutto in quel paesino da niente. E mi ripeto che devo tornarci, devo ritrovarlo”. (Lidia)

Marina Corradi

Mi ritorna in mente con insistenza, da mesi, un piccolo paese di una valle del nord del Piemonte, dove forse quindici anni fa andai per Avvenire perché era allora un esempio di Italia invecchiata, con tanti anziani e pochi figli.
Mi ricordo che uscii dall’autostrada, percorsi una strada statale, poi vie sempre più strette e erte, che si arrampicavano a tornanti fra i boschi di castagni. Continuai a lungo, senza incrociare un’auto, con la sensazione di stare andando fuori dal mondo. A un certo punto costeggiai un piccolo lago, non so se artificiale o naturale, di cui mi sbalordì l’acqua: era straordinariamente pura, trasparente, tanto che la si sarebbe detta un pezzo di cielo caduto in terra. Era così incredibile il colore di quell’acqua che Continua a leggere

bicchiere o mare

trasparenteUn uomo si sentiva perennemente oppresso dalle difficoltà della vita e se ne lamentò con un famoso maestro di spirito. “Non ce la faccio più! Questa vita mi è insopportabile”. Il maestro prese una manciata di cenere e la lasciò cadere in un bicchiere pieno di limpida acqua da bere che aveva sul tavolo, dicendo: “Queste sono le tue sofferenze”. Tutta l’acqua del bicchiere si intorbidì e s’insudiciò. Il maestro la buttò via. Il maestro prese un’altra manciata di Continua a leggere